giovedì 12 giugno 2014

12 giugno, Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile


Il 12 giugno del 2002 l’Ufficio Internazionale del Lavoro ha lanciato la prima Giornata mondiale contro il lavoro minorile, in particolare contro le sue forme peggiori di sfruttamento. Per iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dello stesso Ufficio internazionale del Lavoro, la giornata è stata celebrata anche in Italia. Ma come affronta il problema il nostro Paese e quali sono i “numeri” dei bambini sfruttati? La prima Giornata mondiale contro il lavoro minorile è stata decretata dall’International Organization Labour (ILO) e inaugurata a Ginevra, con una manifestazione ufficiale nella quale non soltanto sono intervenuti rappresentanti governativi ed imprenditori, ma sono state organizzate attività che avessero come protagonisti i bambini. Il direttore generale dell’ILO, Juan Somavia, in quell’occasione ha dichiarato: “Tutti insieme, impegniamoci nella costruzione di un mondo dove ogni bambino avrà una infanzia normale in buona salute, dove i genitori potranno trovare un lavoro dignitoso e i loro figli potranno andare a scuola. Diffondiamo questo messaggio, perché il mondo venga liberato dal lavoro minorile. La nostra speranza è di vedere tempi nei quali sarà superflua una Giornata mondiale contro il lavoro minorile". Il Ministero italiano del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con l’ILO, ha fatto proprio questo invito per assicurare alle nuove generazioni un futuro di educazione e senza povertà, sia nel nostro Paese che fuori. Sette anni fa si è calcolato che al mondo esistevano circa 180 milioni di bambini ed adolescenti sfruttati che necessitavano l’applicazione delle Convenzioni internazionali. (Art. di Alessandra Boga)

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ilo, pubblicato recentemente, ”Accelerating action against child labour”, nel mondo ci sono circa 215 milioni di minori sfruttati di età compresa tra 5-17 anni. Tra il 2004 e il 2008 il numero dei bambini lavoratori è sceso da 218 a 215 milioni (circa il 3%), il 60% impiegato nel settore agricolo. Con questo incontro la Cooperazione italiana e il Cesvi vogliono rilanciare l’attenzione sulla urgenza di affermare il diritto ala educazione eliminando lo sfruttamento del lavoro minorile, con una particolare urgenza nei confronti delle peggiori forme di sfruttamento che interessano 115 milioni di bambini: dalla schiavità alla prostituzione fino alla drammatica realtà dei bambini soldato (se ne calcolano circa 250.000 in tutto il mondo).


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