lunedì 30 giugno 2014

Lorenzo Spurio intervista la poetessa anconetana Fulvia Marconi


LS: In che modo ha scoperto che aveva bisogno di mettere sulla carta i suoi pensieri e le sue emozioni, cioè quando è nata la sua prima poesia? La pubblicazione dei suoi primi testi avvenne in concomitanza alla loro scrittura oppure ci fu un tempo di sedimentazione e pausa prima che decise di renderli pubblici?

FM: Sin dall’infanzia, magicamente attratta dalla poesia. A 15 anni, forte del benestare paterno, sostengo e supero l’esame alla Soc. S.I.A.E. onde ottenere la qualifica di autore di parte letteraria per testi riguardanti canzoni di musica leggera. Naturalmente, essendo molto giovane, prediligevo scrivere testi dedicati ai bambini che il Maestro Quinto Curzi, di Ancona, divertito musicava. Sono stati incisi due dischi che ottengono discreti risultati nei vari concorsi musicali. Con l’età adulta, mi sono allontanata sia dalla musica che dallo scrivere, in quanto il lavoro occupava gran parte del mio tempo. Poi, sei anni or sono, casualmente, provo a dialogare con un foglio, ed è proprio così che comincio a percorrere la tortuosa strada della poesia. La prima lirica scritta: “Canta o bella Madre’’, dedicata alla Madonna, viene subito pubblicata nella rivista dell’Associazione Cattolica e Culturale ‘’Maria Bolognesi’’ di Rovigo con la motivazione: «Incantevoli versi che avvolgono il lettore tanto da sembrar di udire il canto della Madre».


http://blogletteratura.com/2014/06/22/lorenzo-spurio-intervista-la-poetessa-anconetana-fulvia-marconi/

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