sabato 25 aprile 2015

AI POETI

Inutilmente voi con le snervate
braccia sopra le incudini sonore,
tristi artefici, il verso martellate;
poi che non dà il metallo anche un bagliore.
Inutilmente i calici tentate
co 'l malfermo cesello: il vin d'amore
ne le fragili tazze costellate
più non ha il grande aroma avvivatore.
Stridono le fatiche stolte: infrante
le estreme forze, a voi nulla rimane
fuor che il lungo morir ne gli ozi oscuri.
E non, in contro al Sole almo, un Gigante
auspice su le nuove guerre umane
sorge al vostro saluto, o morituri!
Ma in grembo al Mare ignoto, ove non mai
giunsero navi, l'Isola fiorente
emerge con le sue forze occulte e lente
su da' cerchi de' bianchi polipai.
Intatti si propagano i rosai
meravigliosi ai lidi, pe 'l vivente
silenzio, ove ne l'Alba ultimamente
volgeranno la prora i marinai.
Unica emerge l'Isola, nutrita
da l'immensa prolifica famiglia
dei molluschi né fondi alti e quieti.
In ogni cerchio genera la Vita
novelle forme, e chiude ogni conchiglia
perle che il sol non mai vide, o poeti.

(Gabriele D'Annunzio)

Nessun commento:

Posta un commento