sabato 26 novembre 2016

 
IL CIELO E' BASSO
 

Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi:
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

( E. Dickinson)

venerdì 25 novembre 2016


IL GATTO INVERNO

Ai vetri della scuola stamattina
l'inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio:
con la nebbia fa i giochi di prestigio,
le cose fa sparire
e ricomparire;
con le zampe di neve imbianca il suolo
e per coda ha un ghiacciolo...
Si, signora maestra,
mi sono un po' distratto:
ma per forza, con quel gatto,
con l'inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri.
Invano io li richiamo:
si saranno impigliati in qualche
rami spoglio;
o per dolce imbroglio,
chiotti, chiotti fingon d'esser merli e passerotti.

(Gianni Rodari)

giovedì 24 novembre 2016

 
INVERNO
 
 
Son più azzurre, più nebulose le nevi,
respiriamo di nuovo aria più fresca.
Amo la campagna, di prima sera
e la mestizia dell'argenteo inverno.
Sprizzerà nel campo che s'abbuia
il primo focherello serale;
e sopra il villaggio sarà sospeso
nel tramonto scarlatta un fil di fumo.
Crocida pigramente una cornacchia,
un sonaglio tintinna lontano.
Quando fra bianche ciocche annega
nei campi l'abete abbandonato,
e scaglie e svelle e insegue l'argenteo
sopra il giardino la selvaggia bufera
arde il mio caminetto di ferro
sopra un mucchio di pietre d'oro,
in mazzo a lievi anelli fiammeggianti
guizzi un crepitante rubino.
 
(S. Holodez)

 
IL TEMPORALE
 
 
 
S'ammala il sole, s'accuccia il monte,
carovane di nere nuvole
stanno in agguanto di fronte,
in basso timidi uccelli volano,
in terra trascorrono grigie ombre.
Il tuono, lento dopo il fulmine,
passa con rombo pauroso.
Fitta, gelida la pioggia vitrea
s'abbatte in rovesci di scialbo argento,
scroscia in fiumi, scorre in rivoli,
con mal trattenuti singhiozzi,
giù nella valle dello spavento.
 
(Hermann Hesse)

sabato 19 novembre 2016



La caduta delle foglie
L’aura autunnal dell’ingiallito ammanto,
Tolto alle querce, avea coperto il suolo;
Nuda la selva traluceva: il canto
Sopito era nel petto all’usignuolo.
Triste e già moribondo in sull’aurora
Di sua giornata, infermo giovinetto
Lento moveva, una fïata ancora,
Pel bosco a’ suoi fiorenti anni diletto.
“Addio, foresta! Io già mancar mi sento;
Nel tuo destino il mio destin m’è chiaro;
In ogni foglia che dispicca il vento,
Del mio morir non dubbi segni imparo.
O dell’arte di Coo divino alunno!
Tu sospirando mel dicevi; gialle
Vedrai farsi le foglie un altro autunno;
Ma non vedrai più rinverdir la valle.
Già morte di sue nere ombre ti fascia;
Più del pallido autunno, o giovinetto,
Hai tu pallido il viso; e cruda ambascia
Con sordo dente ti consuma il petto.
Cadran questi tuoi vaghi anni felici
Appassiti cadran, pria che appassite
Sien l’erbette ne’ prati e le pendici
Veggan di fronde povera la vite.
Io muoio, io muoio! Col suo freddo fiato
Aura letal m’è corsa in ogni vena;
Ecco il decembre io mi ritrovo allato,
Quando alle spalle aveva il maggio appena.
Frale arboscello, in un mattin distrutto,
Non avea che verzura e qualche fiore;
Ecco cascano i fior; nè dolce frutto
Fia che rallegri il ramoscel che muore.
Cadi, cadi frequente, amica foglia;
Cela il tristo sentiero; al duol materno
Cela la fossa, dove nuda spoglia
Dormirò col dì novo il sonno eterno.
Ma se sul vespro scompagnata e mesta
A cercarmi verrà la fida amante,
Tu pia col lieve tuo romor mi desta,
E felice il mio spirito abbia un istante.”

Disse e sparì; più non farà ritorno.
L’ultima foglia che spiccava il vento,
Segnò del garzoncel l’ultimo giorno;
E gli poser nel bosco il monumento.
Ma la fanciulla a piangere sull’urna
Mai non uscì: sol con vagante passo
Della valle il pastor la taciturna
Notte turbò del solitario sasso.
 
 
Traduzione di Giacomo Zanella


mercoledì 16 novembre 2016

 
 
Novembre legnaiolo
vai nei boschi solo, solo

c’e’ l’ultima foglia a un albero in vetta
e cade al primo colpo d’accetta.
(Gianni Rodari)

martedì 15 novembre 2016





Quando verrà 

Il giorno
che la Morte picchierà alla tua porta,
cosa gli offrirai?
Presenterò alla mia ospite
la coppa piena della mia vita,
non lascerò che se ne vada a mani vuote.
Giunto al termine dei miei giorni,
quando la morte verrà alla mia porta,
presenterò a lei
la soave vendemmia dei miei giorni d'autunno
e delle mie notti estive
e tutto ciò che ho guadagnato
o raccolto durante la mia vita.
 

(Rabindranath Tagore)



lunedì 14 novembre 2016

 
 Novembre
 
Io son Novembre: i bovi
conduco all'aratura,
e nella terra scura
nascondo i semi d'or.
Cadon le foglie, i rovi
s'empion di bacche rosse,
s'empion rivi e fossi
e a me si stringe il cuor.
 
(Diego Valeri)
 
 
 

sabato 12 novembre 2016

 
 
 

NOVEMBRE
 
Il mondo è stanco, l'anno è vecchio, le foglie sbiadite sono liete di morire.
 
(Sara Teasdlae)

mercoledì 9 novembre 2016



Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite

Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi

Dov’è la lettera senza risposta
E la polvere delle parole
Questa fiducia nella vita
Che ad un tratto diviene silenzio

Io nego le lacrime la loro luce
I miei occhi non sono più di questo mondo
Io sono passato tutto è passato
Io sono un’ombra nel buio

Io sono il germe del disordine.

(Paul Eluad)

lunedì 7 novembre 2016

  NOVEMBRE
 
 
I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella pioggia.
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo
che specchia i tempi che se ne vanno.

O tristi pagliai anneriti,
dov’è l’estate, dove sono le frecce di fuoco e le danze?
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo,
filtrano dell’autunno lacrimose fragranze.

I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella nebbia.
Ancora una volta il mondo si fa più desolato
e questo cuore ancora una volta muore sfinito.


(Gyula Juhasz)


NOVEMBRE
 

Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
dalla precoce, incombente Notte –
il Pomeriggio in Sera profonda
la sua Gialla brevità distillò –
i Venti smorzarono i loro passi marziali
le Foglie ottennero tregua –
Novembre appese il suo Cappello di Granito
a un chiodo di Felpa.


(Emily Dickinson)

domenica 6 novembre 2016

 
 
 


San Martino

 La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiettando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespro migrar.

(Giosué Carducci)

sabato 5 novembre 2016




Novembre

Gemmea l'aria, il sole cosi chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l'estate
fredda dei morti.

(Giovanni Pascoli)