lunedì 11 dicembre 2017


A Gesù Bambino

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

(Umberto Saba)

mercoledì 6 dicembre 2017



BUON NATALE

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

(Alda Merini)

domenica 3 dicembre 2017


PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

L'Associazione Culturale Magnificat augura a tutti gli  amici e simpatizzanti una lietissima giornata.

giovedì 2 novembre 2017




La Poetessa Anna Bonnanzio, classificata al primo posto nella sezione Poesia a Tema Libero relativa all'ottava edizione del Premio Poetico Int.le ''Laudato sie, mi' Signore, riceve il Trofeo, la pergamena con motivazione, più la somma di euro 200 direttamente dalle mani del Maestro Alessandro Quasimodo figlio del noto Poeta, Premio Nobel, Salvatore.
Alla Poetessa vada tutto il nostro più caloroso plauso.'

mercoledì 1 novembre 2017

POESIE VINCITRICI L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO POETICO INT.LE ‘’LAUDATO SIE, MI’ SIGNORE’’
SEZIONE A POESIA A TEMA LIBERO

IL PALCO IMPOLVERATO
(di Anna Bonnanzio)

1° POSTO

In un canto romito della mente
bisbigliano frammenti del passato
e il palco dell’infanzia impolverato
s’anima piano, silenziosamente.

Una vecchina, con la mano offesa,
trascorre i pomeriggi a spigolare
e ammucchia il grano come una formica.
Un uomo sul piazzale della chiesa,
in un mantello nero, fosco appare
sbarrando fiammeggianti occhi d’ortica.
Un giovanotto dalla voce amica
mi riconosce: distinto e altruista,
ma senza avere il dono della vista.
Osservo, in prima fila, intensamente.

D’incanto il cupo pensare d’allora
-la paura che avevo del ‘’diverso’’-
S’annega nel mistero della vita.
Il silenzio d’amore si colora,
d’umanità, di sguardi al cielo terso,
di preghiera per l’anima ferita.
Penso e ripenso con rabbia infinita
agli altri mali che affliggono il mondo.
Tingo il pennino di bene profondo
per le ali tarpate… ingiustamente!

(Ballata grande)

ODE ALL’ACQUA
(di Bruno Fiorentini)

2° CLASSIFICATO

‘Humile e casta’ ti chiamò Francesco
in quel cantico suo di Frate Sole
e ‘utile e pretiosa’ e mi rincresco
io di più belle non trovar parole.
Fluisci nelle vene della terra
come sangue vitale del pianeta;
sgorghi come dal cuore che disserra
la fresca ispirazione d’un poeta.
Zampilli chioccolando alla sorgente;
ti bacia il sole a benedire il corso
e ti specchi nel cielo rilucente
bevendo il suo calore sorso a sorso.
Salti, spumeggi, scendi l’alte rupi
tra sassi levigati dal tuo andare,
irrompi sotto i ponti in gorghi cupi…
Inesorabilmente verso il mare.
Accolta infine nel suo caldo seno
svapori in cielo eterea, immortale
e quando appare a noi l’arcobaleno
ridiscendi quaggiù, pioggia vitale.
Tu sei bellezza. Chi non è rapito
da un torrente che scroscia giù dal monte?
Da un lago immerso nel suo verde sito,
dal mare che sconfina all’orizzonte?
Sei benefica forza: l’elemento
che apri vie nuove ad agili natanti,
mosse molini e macine a frumento,
forge di buoni attrezzi ai lavoranti.
È sol per te che l’universo vive.
Irrori i campi aperti e li fecondi,
disseti nelle limpide sorgive,
sani con le virtù che in te nascondi.
‘Salus in aquis’. Noto ai nostri avi
accorrenti alle terme apollinari
che, di noi ben più provvidi e più savi,
s’affidavano a fonti salutari.
Per te le Civiltà, nacque la Storia
là dove un dì lontano ebbe la cuna
presso quei fiumi sacri alla memoria
nella fertile terra a mezzaluna.
Per te vivremo nell’età futura
quando la Scienza, un prossimo domani,
ricaverà da te l’energia pura.
Liberi, finalmente, dagli ottani!

ANGELO BLU
(A mio cugino carlo scomparso prematuramente)

(Luca Zechini)

TERZO CLASSIFICATO

Nel respiro profondo ti ascolto
e nei fremiti mesti ti sento,
mentre densa d’amara tristezza
linfa torbida il cuore pervade.
Nell’effige d’affreschi leggiadri
il tuo viso m’appare d’innanzi
Con sembianze di florido aspetto
evocando un sentor d’armonia.
Poi, leale, lo sguardo s’invola
verso i cieli cercando il tuo viso
che confuso si perde avvinghiato
a ricordi di riccioli d’oro.
Tu! Destino! Burrasca di mare,
che sospingi il possente veliero
nell’eterno lamento del cuore
tu, nei flutti ti perdi lontano!
Quella trama crudele che ha vinto,
col furioso e violento complotto,
or ti vede che inerme soggiaci
e a beffarda ventura t’immoli.
Il dolore struggente e profondo
che d’amore trafigge il mio petto
si confonde con sere d’autunno
tra movenze di foglie sgualcite.

SEZIONE B POESIA A TEMA RELIGIOSO

LUCE – IL CIECO NATO –
(Rosanna Minei)

1° POSTO

Cammina sul bastone, adagio adagio.
Toccheggia il muro, alzando il volto privo
di luce. Gli fa seguito un randagio.
Sguardo perso nel vuoto. Inespressivo.
Nacque così: nel buio fa naufragio
da sempre. Un morto che si spaccia vivo.
Nulla più spera, non aspetta niente.
Nero il passato, nero il suo presente.

Nero il futuro. Cammina rasente.
Finché sui propri occhi la saliva
del Cristo mescolante al fango sente.
E in un istante il raggio astrale arriva
le sue pupille a fendere, ormai spente.
Arma appuntita, eppure non lesiva.
E getta un grido, come di dolore.
Ape i suoi occhi. Ed apre pure il cuore.

E per la prima volta guarda un fiore.
Del sole tutto d’oro che lo investe
non percepisce solo più il calore.
Contempla il cielo, e sa perché è celeste…
Del vento, impara che non ha colore…
E vede tutto il verde che riveste
l’erba dei campi: E lacrime gli scendono
sul viso ottenebrato. E lo riaccendono.

Vergini occhi in un ruscello apprendono
com’è il suo volto, eterno sconosciuto.
E d’infinito sfavillio risplendono
quando una donna – e un pargolo minuto –
gli ricorda l’infanzia sua. E trascendono,
immaginando un viso mai goduto:
quello di madre amata. Sguardo mare,
in cui gli fu negato d’annegare.

E si potrà di donna innamorare,
senza temere non somigli ad ella.
E potrà dolcemente carezzare
il corpo suo, dicendole: ‘’Sei bella
-senza più la paura di sbagliare –
mia dolce sposa, madre mia e sorella!’’.
E potranno spogliarla anche i suoi occhi
mentre il vestito scende oltre i ginocchi.

Mentre vagheggia, traccia scarabocchi
a terra. Ci provava da bambino
e, tra stridenti risolini sciocchi,
dei suoi coetanei era burattino.
Adulto, pure scherno di marmocchi.
Il guaritore gli si fa vicino.
Quando il suo sguardo dentro il suo riluce,
si sente invaso dalla vera Luce.

MADRE DEL RESPIRO
(Gabriella Cinti)

2° CLASSIFICATA


Madre del respiro
che hai fatto del vento un colore
e mi arrivi per oltranza di soffi,

innata nascente, Signora dell’Auspicio
deposto in mandorla di coscienza

a fiorire germogli d’anima nel fondo
gemmato della parola sorgente.

Più facile sarà capirti in diramazioni di luce,
disegno di sole espanso, fuori dal gioco
chiuso, nell’area sigillata dei giorni.

Madre del sorriso,
del comprendere per dono che scalda il bianco
lutto di troppe mattine, a vedere
issata la consolazione, tua intrepida bandiera

e sentire nelle vene sciolto
il glomo stretto dell’inossidabile,
disserrato lo scatto di trappola
in un Tuo solo soffio mite.

Madre delle stelle,
delle infinite e di quella al mio  fianco pulsante.

Madre degli occhi,
splendenza senza visione, mi additi
il fondo dello sguardo per te compiuto
nell’ultimo giardino dell’altrove.

Madre del senso,
non finirò di inseguire i tuoi segni,
lezioni d’anima fiorite.

Madre dell’azzurro,
respirosa iride del firmamento,
lampo verde di intendimento.

Madre della voce,
grazia perdurante in parola
pesca d’abisso che nutre di inesausto.

Madre della scintilla prima
emersa dalle stanze del principio,
cantando profezie d’amore in battiti d’ala,

scioglimi dal nulla di vischio

donami l’aria del sorriso

la fiducia dell’invisibile

l’illimite abbraccio senza mani

perché l’alto sia solo
il confine più intimo dell’oltre.

Madre dell’essenza,
conchiglia generosa degli universi

spalanca l’infinito nel più piccolo dei granelli,

io sappia per te l’ordine del mistero,

messaggera del Gioco,

il contorno esatto dell’Inizio

il tempo uno del Tutto

HOMO HOMINI LUPIS
(Rosanna Cracco)

3° CLASSIFICATA

Ne incontro tanti di lupi
nell’annodarsi degli egoismi
quelli delle barbarie
nella gara scomposta del denaro
quelli che sparano al mondo
anche sul pane quotidiano
Anche ieri per strada l’ombra
di quel viso astioso
contratto dal diffidare
occhi di fuoco che duole
una ostilità che disprezza l’altro.

Ma il lupo di Gubbio
affamato, feroce,
un tempo padrone selvaggio
dei boschi intrecciati di buio
ha trovato la Sua mano
una carezza nel lungo verde
acceso del monte
uno sguardo che tocca le forze
nascoste dentro.
Cede il combattere al comprendere
l’originaria mite interdipendenza

E il selvaggio lupo
trasformato in creatura
ammansita tra le mura di casa
divide il nutrimento
e cortesemente invecchia
Carezze invece di percosse
sulle lacerazioni originali
rinsaldate dal tepore
di chi si sente accolto
Un reincontrarsi di pace
dove ogni creatura ha
qualcosa da imparare
qualcosa da insegnare

SEZIONE C POESIA DIALETTALE

ABBASTA POCO
(Luciano Gentiletti)

1° CLASSIFICATO

A un mucchio de pischelli sognatori
sò abbastati du’ sassi a fà le porte,
‘na conta per spartì li giocatori,
‘na palla pe decide chi è più forte.

Nun ce vò gnente a cojonà la Sorte:
abbasta riacchiappasse li valori,
allontanasse da le cose storte,
coje er sereno drento a li dolori.

‘Sta socetà, malata de possesso,
che confonne co soni, luci e canti,
spigne l’omo lontano da se stesso.

La vita, infonno, è proprio come un gioco
che t’appassiona e te fa annà più avanti
quanno sai coje tanto… drento ar poco.

CI VUOLE POCO

Per alcuni ragazzini, ancora pieni di sogni / ci sono voluti solo pochi sassi per simulare le porte, / un conteggio per assegnare i giocatori ad ogni squadra, / e una palla per sfidarsi. / Occorre veramente poco per imbrogliare la Sorte: / riprendersi i valori che abbiamo dimenticato, / allontanarsi dalle strade sbagliate, / riuscire a non farsi travolgere dalle avversità. /
Questa società che privilegia il possesso / e ci incanta con le sue invenzioni, / ci allontana sempre più da noi stessi./
La vita in fondo è semplice, come un gioco / che ci appassiona e ci fa andare avanti / quando riusciamo ad accontentarsi di quello che abbiamo.

ABORTE
(Enrico Del Gaudio)

2° CLASSIFICATO

Nun guardaranno maje nu raggio ‘e sole
uocchie ‘nzerrate pe l’eternità,
ittat’ ‘e notte comme ‘a ‘na munnezza
dint’a’ casciunetto miezo a’ via.

So’ scarte ‘e suggità, scuorno ‘annasconnere
‘sti faguttiello senz’ammore ‘e mamma.
Se tegneno ‘e russetto, ‘e rrise faveze,
mentre teneno ‘e ‘mmane lorde ‘e sanghe

‘sti stronze ca s’accidemo ‘int’a panza
a nu’ nnucente can un po parlà.
Scrupele nun ne fanno e ‘o peccato
so ‘nzerrano ‘int’ ‘o core, zitte, zitte.

pe cunzervà ‘na dignità fasulla.
Pò dicere: Uè ma’ pecchè m’accide
quanno a chill’auto frato l’he tenuto?
A isso tutto e a mé me lieve ‘a vita?

Pur’i’ voglio tené o deritto ‘e nascere,
Ddio me l’ha dato e nun m’ ‘ può luvà!
Nun avive piacere si p’ ‘a mano
tutt’ ‘e matine me purtave a’ scola?

Vederme ‘e cammenà ‘e primme vvote,
mentre me mantenevo ‘mpont’ ‘a seggia,
e tu ca me ‘mparave ‘e primme passe?
E quanno a stiento me ‘mparavo a dicere,

tutto struppianto, o nommo tuoje: mammà?
Che te bastava a farle chistu sfuorze,
nu piatto ‘e cchiu che te custava a tavula?
Addò magneno duje, magneno tre…

T’avesse rialato ‘a gioia ‘e vivere
e tu sultanto ‘a morte m’ê saje dà.
Ma ‘o posto tujo d’ ‘o core che ce tiene?
‘Na preta can un tene forza ‘e sbattere?

N’odio ‘ncarnato ca sa’ sulo accidere?
Si penzammo ‘animale, ‘e cchiù feroce,
quanno le tuocche ‘e figlie so’ capace
‘e t’azzannà si tu le faje nu male.

‘E bestie nun cunoscono ‘a raggione,
e nun se fanno scrupelo ‘e t’accidere
ma ‘figlie dint’ ‘a panza nun l’accideno
pure per lloro ce sta ‘na pietà.

ABORTO

Non guarderanno mai un raggio di sole
quest’occhi chiusi per l’eternità,
buttati di note come una immondizia
dentro ad un cassonetto in mezzo alla strada.

Sono scarti di società, vergogna da nascondere
Questi fagottini senz’amore di mamma.
Si tingono di rossetto, risi falsi,
mentre hanno le mani lorde di sangue

queste stronze che si uccidono dentro la pancia
un innocente che non può parlare.
Scrupoli non ne fanno e il peccato
se lo chiudono dentro il cuore, zitte, zitte

per conservare una dignità fasulla.
Può dire: Senti madre, perché m’uccidi
quando a quell’altro fratello lo hai tenuto?
A lui tutto e a me, mi togli la vita?

Pure io voglio tenere il diritto di nascere,
Dio me l’ha dato e non me lo puoi togliere!
Non avevi piacere se per la mano
tutte le mattine mi portavi a scuola?

Vedermi camminare le prime volte,
mentre mi mantenevo ad una sedia,
e tu che mi insegnavi i primi passi?
E quando a stento mi insegnavi a dire,

tutto intruppato, il nome tuo: mammà?
Che ti bastava a farlo questo sforzo,
un piatto in più che ti costava a tavola?
Dove mangiano due, mangiano tre…

T’avrei dato la gioia di vivere
e tu soltanto la morte mi hai saputo dare.
Ma al posto tuo del cuore che ci tieni?
Una pietra che non ha la forza di battere?

N’odio incarnato che sa solo uccidere?
Si pensiamo agli animali, i più feroci,
quando gli togli i figli sono capaci
di azzannarti se tu gli fai un male.

Le bestie non conoscono ragione,
e non si fanno scrupolo di uccidere
ma i figli dentro la pancia non li uccidono.


‘A PANCHINA
(Antonio Covino)

3° CLASSIFICATO

Cammina chianu chiano pe na via
nu viecchio cu ‘o bastone e ‘a giacca corta,
na scarpa aperta annanze e ‘a pecundria
ca porta ‘nfaccia e dint’ ‘o passo accuorto.

Cu ll’uocchie ‘nterra scanza fuosse e prete,
ca primma nun facevano paura,
quanno teneva, attuorno, annanz’ e arreta,
nipute, figlie e mo è rimasto sulo.

Arriva tutt’ ‘e juorne a na panchina
ch’è sola comm’a isso, scungecata,
sta nfunn’ â strada, dint’ a nu ciardino,
d’ ‘o tiempo porta ‘e signe ch’ è passato.

Po’ penza, llà assettato, e nu sennuzzo
‘o stregne nganna p’ ‘a malincunia,
n’arillo, na lacerta, n’aucelluzzo,
nun servono pe sta’ cchiù ncumpagnia.

‘A dint’ ‘a sacca caccia na marenna,
nu poco ‘e pane e ‘a fella ‘e murtadella,
areta ll’accumpare e sta aspettanno,
sulagna comm’a isso na canélla.

‘O viecchio ‘un perde tiempo e sparte ‘o ppane
senza ‘bbarà si po’ lle vene famma,
s’ ‘o mmagna nzieme a isso chillu cane
ca po’ se stenne ‘nterra e piglia suonno.

S’aiza quanno è sera ‘o vicchiarello
d’ ‘a panca, traballanno, e po’ s’abbia
areta ‘o tene pede ‘a cacciuttella
e nzieme mo se fanno cumpagnia.

LA PANCHINA

Cammina lentamente per la strada
un vecchio col bastone e la giacca corta,
una scarpa aperta sul davanti e la malinconia
che porta nel viso e nel passo attento.

Con gli occhi a terra attento a buche e pietre,
che prima non facevano paura,
quando aveva intorno, avanti e indietro:
nipoti, figlie e ora invece e solo.

Arriva tutti i giorni a una panchina
ch’è sola come lui e un po’ malmessa,
è in fondo alla strada in un giardino,
porta i segni del tempo ch’è passato.

Poi, pensa, là seduto e un singhiozzo
gli stringe la gola per la malinconia,
un grillo, una lucertola, un uccellino
non servono per fargli compagnia.

Dalla tasca tira fuori una merenda,
un po’ di pane con la mortadella,
dietro gli compare e sta in attesa,
sola come lui una cagnolina.

Il vecchio non perde tempo e divide il pane,
senza pensare che poi gli verrà fame,
lo mangia insieme a lui quel cane,
si stende e poi, piano, piglia sonno.

Si alza quando è sera quel vecchietto,
dalla panca traballando e poi si avvia
appresso lo segue la cagnolina
e assieme ora si fanno compagnia.





mercoledì 4 ottobre 2017

XXI ''GRAPPOLO D'ORO'' CONCORSO NAZIONALE DI POESIA



Articolo apparso in data odierna sul Corriere Adriatico.
Un sentitissimo ringraziamento al Gr.Uff. Rigoni e alla Commissione Giudicatrice della XXI edizione del Concorso Nazionale di Poesia ‘’Grappolo d’oro’’ per aver onorato la mia lirica ‘’Bardolino’’ con la medaglia d’oro.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 30.9. c.a. alle ore 15 presso la Sala Consigliare di Villa Carrara-Bottagisio in lungolago Cornicello alla presenza del procuratore Capo della Repubblica e altre autorità provinciali.

martedì 26 settembre 2017

GRADUATORIA DEFINITIVA 8° EDIZIONE PREMIO POETICO INTENAZIONALE ‘’LAUDATO SIE, MI’ SIGNORE’’

SEZIONE A POESIA A TEMA LIBERO
1° Anna Bonnanzio n. 63 ‘’Il palco impolverato’’ voti 342 (33) Aprilia (LT)
2° Bruno Fiorentini n. 31 ‘’Ode all’acqua’’ voti 341 (17) Bracciano (RM)
3° Luca Zechini n. 113 ‘’Angelo blu’’ voti 340 (55) Ancona
4° Antonio Giordano n. 125 ‘’Finis’’ voti 334 (58) Palermo
5° Gianni Vavassori n. 116 ‘’I capricci dell’amore’’ voti 324 (56) Monza

PREMI SPECIALI

N. 54 Elisabetta Antonangeli ‘’A mio padre padrone’’ voti 320 (27) Firenze P.S. DELLA GIURIA
N. 157 Loretta Stefoni  ‘’Il profumo del calicanto’’ voti 318 (75) Civitanova Marche (M.C.) P.S. MAGNIFICAT
N. 245 Marinella Paoletti ‘’Osanno’’ voti 318 (127) Colli del Tronto (AP) P.S. PER LA METRICA
N. 144 Rosanna Di Iorio ‘’Tu mi correvi incontro con dolcezza’’ voti 317 (69) Cepagatti (PE) P.S. ‘INNO ALL’AMORE)
N. 185 Lucia Di Pietro ‘’Come una calzetta’’ voti 317 (88) Roseto (TE) P.S. ‘’ ALLA FORZA DELLA NOSTALGIA’’
N. 128 Franco Fiorini ‘’Siamo due navi’’ voti 316 (60) Veroli (FR) P.S. ‘’LAUDATO SIE, MI’ SIGNORE’’
N. 66 Giuseppe Aprile ‘’Ti ho visto piangere’’ voti 316 (34) Cuneo P.S. DEL PRESIDENTE DEL CONCORSO

MENZIONE D’ONORE

n. 142 Elisabetta Freddi ‘’Benedico il giorno’’ voti 312 (67) Cesano di Senigallia (AN)
N. 55 Lorenzo Spurio ‘’Ausculti il tempo che precede’’ Lorenzo Spurio voti 312 (28) Jesi (AN)
n. 148 Paolo Pizzolongo ‘’La margherita e il gioco d’amore’’ voti 312 (71) Portici (NA)
N 277 Olga Merli ’Fragile e forte la nostra terra’’ voti 312 Olga Merli (147) Martinsicuro (TE)
N. 236 Raffaele Giannantonio ‘’Maggio’’ voti 310 (122) Sulmona
N. 226 Angela Catolfi ‘’Sotto la coltre tiepida del ricordo’’ voti 309 (114) Treia (MC)
N. 60 Filippo Inferrera ‘’Sapevamo’’ voti 308 (31) Ravenna
N. 33 Roberto Ragazzi ‘’Il bambino e il campo’’ voti 308 (18) Trecenta (RO)
N. 145 Luigi Antonio Pilo ‘’Ho cercato la mia terra’’ voti 308 (70) Torre Faro Messina
N. 254 Porfirio Grazioli ‘’Onda Marina’’ voti 307 (136) Grottaferrata (RM)

RICOVERATI DELL’OSPEDALE SANTO STEFANO DI PORTO POTENZA PICENA
MENZIONI D’ONORE

N. 247 Giorgio De Musis ‘’La gioia’’ voti 282 (129)
N. 232 Settimi Lorenzo ‘’ Poesia strampalata’’ voti 278 (119)
N. 234 Antonio Sanapo ‘’Ancora il silenzio’’ voti 278 (121)

SEGNALAZIONI

N. 175 Paolo Butti ‘’Crescono i giorni miei su questa terra’’ voti 303 (84) Figline Valdarno (FI)
N. 224 Silvio Di Fabio ‘’L’ora che trema ancora’’ voti 303 (113) San Salvo (CH)
N. 253 Umberto Druschovic ‘’Velario di stelle’’ voti 303 (135) Aosta
N. 243 Concetta Belnava ‘’La sclerosi multipla’’ voti 301 (126) Polistena (RC)

FINALISTI

N. 14 Carmelo Cossa ‘’Dove sei’’ voti 300 (5) La Loggia (TO)
N. 29 Michele Izzo ‘’Frà Claudio’’ voti 300 (16) Rimini
n. 135 Joseph Barnato ‘’Preziosità rarissima d’evento’’ voti 300 (64) Siena
n. 88 Tullio Perilli ‘’L’età che avanza’’ voti 300 (43) Loreto Aprutino (PE)
n. 262 Denise Menghini ‘’Novilunio’’ voti 300 (141) Ancona
N. 267 Pietro C. Tuminelli ‘’Il rumore del silenzio’’ voti 300 (146) Liege (Belgio)
N. 77 Luigi Di Nicolantonio ‘’ Il poggio’’ voti 300 (40) Falconara Marittima (AN)
N. 178 Fabrizio Bragante ‘’Piove’’ voti 300 (85) San Germano (VC)
N. 76 Armando Mastrangelo ‘’ Osare ancora’’ voti 300 (39) Civitanova Marche (MC)

SEZIONE B POESIA A TEMA RELIGIOSO

1° N. 85 Rosanna Minei ‘’Luce - Il cieco nato’’ voti 337 (55) Meta (NA)
2° N. 1 Gabriella Cinti ‘’Madre del respiro’’ voti 336 (1) Jesi (AN)
3° N. 102 Rosanna Cracco ‘’Homo homini lupus’’ voti 335 (63) Sacile (PN)
4° N. 75 Daniele Ambrosini ‘’L’ape fiduciosa’’ voti 331 Daniele (48) Firenze
5° N. 16 Vincenzo Russo ‘’Luce che vince il buio’’ voti 325 (11) San Giorgio a Cremano (NA)

PREMI SPECIALI

N.77 Daniela Gregorini ‘’San Francesco fuori Assisi’’ voti 321 (49) Ponte Sasso di Fano (PU) P.S. DELLA GIURIA
N. 86 Mario Senatore ‘’Sulle orme del Signore’’ voti 321 (56) P.S. MAGNIFICAT  
N. 10 Enzo Bacca ‘’Torneremo a ridere sotto l’olmo antico’’ voti 320 (8) Larino (CB) P.S. ‘’ALLA FORZA DELLA FEDE’’
N. 51 Savino Rabotti ‘’Il mio angelus’’ voti 319 (33) Sassuolo (MO) P.S. ‘’LAUDATO SIE, MI’ SIGNORE’’
N. 95 Mario De Fanis ‘’Di ogni stagione la carezza’’ voti 315 (61) Falconara Marittima (AN) P.S. DEL PRESIDENTE DEL CONCORSO
N. 124 Attilio Rossi ‘’Una piccola preghiera’’ voti 315 (73) Carmagnola (TO) P.S. ‘’ASSOCIAZIONE CULTURALE IL FARO’’

RICOVERATO DELL’ISTITUTO SANTO STEFANO DI PORTO POTENZA PICENA
PREMIO SPECIALE

n. 96 Mario Puggioni ‘’Un colpo di gioia in una giornata luminosa’’ voti293 (62) P.S. ‘’INNO ALLA VITA’’


MENZIONI D’ONORE

N. 35 Mario Viola ‘’Il sole danzò quel giorno a Fatima’’ voti 313 (22) Volpiano (TO)
N. 113 Iannò Stefania ‘’Io mendicante per amore’’ voti 313 (67) Roma
N. 48 Francesco Guidato‘’ San Francesco’’ voti 313 (31) San Giorgio Jonico (TA)
N. 38 Guido Di Sepio ‘’Laudato sie’’ voti 312 (24) Roma
N. 3 Maria Assunta Oddi  ‘’San Francesco’’ voti 310 (3) Luco dei marsi (AQ)
N. 29 Giovanna Bono ‘’Il duro passo’’ voti 310 (18) La Spezia

SEGNALAZIONI DI MERITO

N. 55 Virgilio Rigano ‘’Una notte speciale’’ voti 309 (36) Brolo (ME)
N. 88 Agnese Girlanda ‘’Ama il creato’’ voti 307 (57) Verona
N. 50  Santi Cardella ‘’La sorgente’’ voti 307 (32) Palermo
N. 57 Valentina Carleo ‘’Eremo’’ voti 306 (37) Pontecagnano Faiano (SA)

FINALISTI

N. 79 Rosanna Magrini ‘’L’aquilone’’ voti 304 (51) Marina di Montemarciano (AN)
N. 83 Angelo Benito Zagaroli ‘’Giovanni Paolo II’’ voti 303 (54) Gragnano (NA)
N. 18 Danila Marchi ‘’Continenti alla deriva’’ voti 301 (12) Imperia
N. 25 Maria Lina Bocchetta Ravaldi  ‘’Madre acqua’’ voti 301 (16) Arona (NO)
N. 26 Mirella Budinis ‘’Misericordia’’ voti 300 (17) Fano (PU)


SEZIONE C POESIA DIALETTALE
1° N. 66 Luciano Gentiletti ‘’Abbasta poco’’ voti 339 (28) Rocca Priora (RM)
2° N. 106 Enrico Del Gaudio ‘’Aborte’’ voti 332 (56) Castellammare di Stabia (NA)
3° N. 101 Antonio Covino  ‘’ A panchina’’ voti 327 (51) Napoli
4° n. 102 Mariella Stanu ‘’Nu libbre’’ voti 325 (52) Santeramo in Colle (BA)
5° N. 105 Ciro Di Costanzo ‘’O tiempo’’ voti 321 (55) Cercola (NA)

PREMI SPECIALI

n. 89 Natale Cutrupi ‘’A Giuannipaulu u sicundu’’ voti 320 (42) Reggio Calabria  P.S. CASA EDITRICE ‘’DI FELICE EDIZIONI’’
N. 8 Paolo Lacava ‘’U nanu’’ voti 314 (6) Fabriano PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
n. 98 Pier Paolo Buzzacconi  ‘’Preghiera’’ voti 314 (49) Marina di Cerveteri (RM) P.S. MAGNIFICAT
N, 45 Angelo Canino ‘’Nu miracudu a mmenza voti 314 (25) Acri (CS) P.S. DEL PRESIDENTE DEL CONCORSO
N. 22 Antonio De Leo ‘’Cinquant’anni’’ voti 313 (12) Lecce P.S. ‘’DEDICATO ALL’AMORE’’
N. 73 Franco Ponseggi ‘’TG’’ voti 312 (34) Bagnacavallo (RA) P.S. ‘’LAUDATO SIE, MI’ SIGNORE’’
N. 110 Guido De Paolis ‘’L’urdema fenestra’’ voti 312 (58) San Vito Romano (RM) P.S. ‘’ALLA NOSTALGIA’’
n. 78 Stefano Baldinu ‘’Gaetana’’ voti 312 (37) San Pietro in Casale (BO) P.S. COMPAGNIA MULTIARTISTICA HEART


MENZIONI D’ONORE

N. 2 Fausto Marseglia ‘’A cappella vutiva’’ voti 307 (2) Marano di Napoli
N. 17 Leda Marazzotti Marini ‘’Udore de fiè’’ voti 303 (10) Ancona
N. 20 Gaetano Catalani Non sappi cchjù volari voti 303 (11) Ardore M. (RC)
N. 23 Luigi Abbro ‘’A vicchiarella’’ voti 303 (13) S. Nicola la Strada (CE)
N. 82 Gaetano Spinnato ‘’Cuntimi’’ voti 303 (39) Mistretta
N. 93 Giovanni Troiano ‘’Ceste daule xurnà’’ voti 303 (46) Trebisacce (CS)

SEGNALAZIONE DI MERITO

N. 13 Giuseppe Mezzatesta ‘’A me terra’’ voti 301 Giuseppe Mezzatesta (9) Prato
N. 75 Giovanni Grasso ‘’Na prijera’’ voti 300 (35) San Severina (CT)
N. 31 Bruno Zannoni ‘’Laudato si’’ voti 298 (18) Ferrara
n. 43 Rossana Emaldi ‘’L’emigrent’’ voti 298 Rossana Emaldi (23) Classe (RA)

FINALISTI

N. 86 Giuseppe Perone ‘’E diversamente formidabili’’ voti 297 Giuseppe Perone (41) Napoli
N. 6 Attilio Gianello ‘’El ciclamin’’ voti 292 (5) Dueville (VI)
n. 42 Apollonia Angiulli  ‘’Nu figghie speciale’’ voti 292 (22) Fasano (BR)
N. 54 Salvatore Avellino ‘’Ammonire i peccatori’’ voti 290 (27) Foligno

Ringraziando sentitamente tutti i partecipanti di questa ottava edizione, sono lieta di informare che la cerimonia premiativa si terrà in Falconara Marittima (AN) il giorno 22.10.17 alle ore 15 presso il convento francescano dei frati minori sito in piazza S. Antonio n. 4.
A cerimonia ultimata nel Blog ‘’Associazione Culturale Magnificat’’ saranno pubblicate le poesie classificate ai primi tre posti di ogni sezione.
Fulvia Marconi Presidente Associazione Culturale Magnificat