sabato 25 febbraio 2017


I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.

(Khalil Gibran)

venerdì 24 febbraio 2017


UN BOSCHETTO DI MELI

Un boschetto di meli: sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l'acqua tra i rami
tacitamente, tutto il mondo è ombrato
di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele.

(Saffo)

giovedì 23 febbraio 2017



Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

[M. Gandhi]

sabato 18 febbraio 2017

giovedì 2 febbraio 2017


Il verso: ''L'AMOR CHE MUOVE IL SOLE E L'ALTRE STELLE'' fa parte della seguente terzina:
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle 
     sì come rota ch’igualmente è mossa 
     l’amor che move il sole e l’altre stelle. 
( Versi finali del Paradiso di Dante Alighieri)

mercoledì 1 febbraio 2017


I RAGAZZI CHE SI AMANO

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito.
Ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti,
la loro rabbia e il loro disprezzo,
le risa la loro invidia.
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno.
Essi sono altrove molto più lontano della notte,
molto più in alto del giorno,
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

(Jacques Prevert)


Odio e amo. Perché mi succede questo? Non lo so, ma così sento e mi tormento.

(Caio Valerio Catullo)

Rapita nello specchio dei tuoi occhi respiro il tuo respiro. E vivo ...

(Saffo)


ABBANDONO 

Volata sei, fuggita 
come una colomba 
e ti sei persa, là, verso oriente. 
Ma mi son rimasti i luoghi che ti videro 
e l'ore dei nostri incontri. 
Ore deserte, 
luoghi per me divenuti un sepolcro 
a cui faccio la guardia. 

(Vincenzo Cardarelli)

POTESSERO LE MIE MANI SFOGLIARE 

Potessero le mie mani sfogliare 
Pronunzio il tuo nome 
nelle notti scure, 
quando sorgono gli astri 
per bere dalla luna 
e dormono le frasche 
delle macchie occulte. 
E mi sento vuoto 
di musica e passione. 
Orologio pazzo che suona 
antiche ore morte. 
Pronunzio il tuo nome 
in questa notte scura, 
e il tuo nome risuona 
più lontano che mai. 
Più lontano di tutte le stelle 
e più dolente della dolce pioggia. 
T'amerò come allora 
qualche volta? Che colpa 
ha mai questo mio cuore? 
Se la nebbia svanisce, 
quale nuova passione mi attende? 
Sarà tranquilla e pura? 
Potessero le mie mani 
sfogliare la luna! 

Federico Garcia Lorca)


"Ella splendida incede, come notte
Di limpido immenso e cieli di stelle,
E tutto il meglio di oscuro e di luce
Negli occhi e nell'aspetto suo rifulge:
Dolce in quel tenero chiarore
Che il cielo nega allo sfarzo del giorno."

(LORD BYRON)


UNO SGUARDO

Uno sguardo che rivela 
il tormento interiore 
aggiunge bellezza al volto, 
per quanta tragedia e pena riveli, 
mentre il volto 
che non esprime, nel silenzio, 
misteri nascosti non è bello, 
nonostante la simmetria dei lineamenti. 
Il calice non attrae le labbra 
se non traluce il colore del vino 
attraverso la trasparenza del cristallo. 

(GIBRAN)



Idillio


Per una stradetta ombreggiata
fra due muri di pietre rugginose
da cui spuntavano pampani
soleggiati,
vidi un giorno, in Liguria,
(oh incontro inatteso!)
una giovane contadina
ritta sul limite del suo vigneto.
Era la via romita,
l'ora estuosa.
Mi guardò, mi sorrise,
la villanella.
Ed io le dissi, accostandomi,
parole che udivo salire
dal sangue,
da tutto il mio essere, in lode
di sua bellezza.
Sotto il rossore del volto imperlato
dall'interrotta fatica
la bocca sua rideva luminosa.
Era scalza. Una scaglia
d'argilla dorata
rivestiva i suoi piedi usi ai diurni
lavacri della fonte.
Gli occhi, infocati e lustri,
di gioventù brillavano,
solare e profonda.
E dietro a lei, così terrosa e splendida,
l'ombre cognite e fide
della domestica vite
parevan vigilarla.
Tutto era pace intorno
e silenzio agreste.

( Vincenzo Cardarelli)





Colloquio sentimentale

Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due figure poco fa sono passate.

Spenti hanno gli occhi, le labbra senza lena
e le loro parole s'odono appena.

Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due fantasmi hanno evocato il passato.

- Ricordi la nostra estasi d'un tempo?
- Perché mai volete che mi torni in mente?

- Ti batte ancora il cuore al solo mio nome?
Vedi ancora in sogno la mia anima? - No.

Ah! i bei giorni di felicità indicibile
che univamo le nostre bocche! - È possibile.

- Che cielo azzurro, che speranza infinita!
- Sconfitta, verso il cielo nero è fuggita.

Così andavano per le avene incolte,
le loro parole udì solo la notte.

(Verlaine)