RECENSIONI E CRITICHE


''SOTTO UN CIELO INFINITO''
di Maria Cristina Proserpio
Ed. Carta e Penna


Diceva Voltaire che ''chi non ama la poesia ha uno spirito arido e pesante, perché i versi sono la musica dell'anima''.
Un'affermazione, questa, che calza alla perfezione per M. Cristina Proserpio proprio per il fatto che dai suoi versi si diramano miriadi di scintille colorate, giochi intimi dai toni effervescenti e musicali, stupori e osservazioni che guardano verso l'alto e che di riflesso accarezzano la realtà in ogni sua sfaccettatura. Ed è l'amore a trascinare il suo pensiero, a rendere palpabile e raccolto il suo cavalcare i sentimenti con dolcezza, il suo abbracciare sorridendo la luce e il calore, l'acqua, ''la sabbia vellutata'', i ''boschi vergini / non ancora contaminati'', '' il melodioso canto/ delle allodole''.
E' un osservare, il suo, che si tonifica con i colori cangianti della natura, con i suoni raccolti delle stagioni che si rinnovano, che si trasformano, che rinascono nel segno di uno spettacolo continuo, multiforme...
M. Cristina Proserpio ha il dono dell'ascolto, del leggersi dentro, di offrirsi con pienezza e intensità al di là di ogni recinto finitimo e di toccare, di conseguenza, quella porzione di infinto che è in ognuno di noi. Dalla sua scrittura, non a caso, emergono pulitezza formale, scorrevolezza, armonia liberatoria, composta generosità e profondo e nutrito amore per la pace, la serenità, l'onestà che le fa dire'' Vivo in un mondo / meraviglioso'' e ''tutta la vita dovrebbe essere /allegra, colorata, felice / come un concerto di Capodanno.
Non dà tregua al suo continuum esplorativo. Non si ferma ad un bivio per prendere una decisione: Guarda avanti con le ''ali dell'anima'', con ''la libertà di essere'', con '' lo stesso fuoco'' che alimenta l'amore. Sì, perché ''Quando l'amore / è amore/ vive per sempre. / Scenderà con me / negli abissi della terra / e con me risorgerà / nella vita eterna.''
Da amante sincera del bello e della verità, M. Cristina Proserpio dimostra, pertanto, a trecentosessanta gradi, quanto la poesia, se onesta e genuina, sia in grado di creare armonia e serenità in chi la vive in prima persona e in chi ha la fortuna di leggerla, di farla rinascere in sé, di renderla elemento gratificante in una quotidianità assai spesso priva di autentici contenuti. La parte conclusiva della silloge presenta una serie di haiku liberi da cui la carta d'identità di M. Cristina Proserpio si impreziosisce di altri tasselli e di altri delicati arpeggi, di ulteriori fotogrammi di un io prensile e di attimi difficilmente dimenticabili.
Fulvio Castellani

                                       


COMMENO CRITICO AL LIBRO DI GIORGIO VINDIGNI ''IL RITORNO''
di Marina Pratici

Ha la solidità strutturale e la vastità emozionale di un classico senza tempo, Il Ritorno di Giorgio Vindigni, autorevolissima voce della narrativa contemporanea. Un romanzo storico spaziante, che presceglie la via della lucidità oggettivata, propugnata da Ruskin, pervenendo a una narrazione potentemente coinvolgente, coagulante differenti registri e codici tonali. L’adesione totale al vissuto, riespresso per episodi emblematici - assumenti forza di microepica universalizzante – costituisce un impagabile, vantage point che dona allo scritto una vivezza nuova, e consente, attraverso la scelta dei true moments rilevatori, di arrivare all’essenziale: la vita a nudo, come ineludibile scoperta. La guerra torna prepotentemente a rivivere,  con le sue violenze e i suoi orrori, così come tornano a noi antiche tradizioni oramai perdute, grazie alla magia travalicante della prosa di Vindigni. Fulgida testimonianza di una grande sensibilità espressiva.
 
                                                                                                      Marina Pratici
(Poetessa-scrittrice e critica letteraria)
 
                                               
                                                                                                                  

SCHEGGE
(Di Antonio Lonardo)
 
(Giambra Editori)
 
 
Modica (RG), 9/3/2016
Libri, al Teatro Garibaldi si presenta “Schegge” poesie di Antonio Lonardo
Sabato 19 marzo alle ore 17,30 il Teatro Garibaldi (Corso Umberto I, 207) ospiterà l'attesa presentazione del libro “Schegge”, l'ultima fatica letteraria del pluripremiato poeta Antonio Lonardo. La nuova silloge pubblicata dall'editore Giambra di Terme Vigliatore (ME) nell'autunno dello scorso anno, sarà presentata dalla scrittrice Daniela Fava. Margherita Giordanella leggerà alc...une poesie. Sarà presente l'autore. Coordinerà Pietro Tripodi.
“Schegge” si compone di 74 liriche, distribuite in quattro sezioni: Contraddizioni quotidiane, Affetti familiari, Percorso, Segmenti d'eternità. Il libro segna il passaggio dalla poesia storica e celebrativa de “Le ansie della storia” (2014) a una più meditativa e contemplativa, che si concentra appunto sulle contraddizioni quotidiane e sugli affetti familiari. Il titolo, come spiega bene il critico letterario Antonio Daniele in un saggio dedicato al volume, allude al fatto che la contemplazione di un'opera d'arte, pittorica, scultorea, musicale, letteraria o poetica ci rapisce e ci proietta in un'altra realtà, come schegge che entrano nelle vite degli altri e ne avvertono le emozioni, i sentimenti, gli odi e gli amori.
"La poesia del nostro - chiosa Fulvia Marconi presidente dell'Associazione culturale Magnificat di Ancona, nella prefazione al volume - si spinge oltre l'apparenza e, con coraggio ed energia, prosegue un cammino verso la consapevolezza dell'essere teso alla verità e alla pace interiore". "Ogni singolo verso - continua la studiosa - si pasce di verità, di quella certezza che come una cometa passa veloce, lasciando dietro di sé la scia luminosa di ineludibili tracce conoscitive".
Con questo libro “Lonardo - scrive Daniele - ritorna a volte ad essere intimista ed introspettivo, per scavare meglio dentro di sé, alle radici dei sentimenti e del pensiero, alla ricerca delle proprie origini, della formazione culturale e religiosa, delle attese giovanili, dei rinnegamenti e delle rinunce, delle conquiste e dei successi. E lo fa ricorrendo anche agli affetti più cari e più esclusivi, quelli che hanno cementato i pilastri su cui è retta un'intera esistenza e senza dei quali non sarà più blu il cielo del futuro”.
Nato in Irpinia, ma modicano di adozione, già docente di materie letterarie negli Istituti superiori, Antonio Lonardo ha ottenuto con le sue raccolte poetiche numerosissimi premi, tra cui spiccano per prestigio la medaglia d'argento del presidente della Repubblica e la medaglia del presidente del Senato. “Schegge” è la sua nona raccolta di versi.


                           


SILLABE DI SILENZI
(Lino D'Amico)  


Le poesie di Lino D'Amico riescono, come sempre, a coinvolgere il lettore.
La realtà, a volte, si contrappone al ricordo di momenti vissuti ed i versi tentano di superare gli ostacoli che il presente ci rovescia addosso.
Immagini che lasciano captare la ricerca di una pace interiore e la speranza in un domani di serenità.
La capacità di esprimere con grande efficacia il proprio sentimento, è la principale caratteristica dell'Autore: A volte l'amarezza che si scorge tra le righe non si conclude con una pesante ed oppressiva sfiducia, ma, anzi, la meditazione sembra voler condurre il lettore verso l'analisi della vita dell'uomo. Un lessico sfumato e sognante è ciò che maggiormente si nota nelle poesie di Lino D'Amico dove, anche nei momenti più cupi, viene sempre lasciato spazio alla speranza.
Versi, mai banali, denotano espressioni sincere e sentimento pervaso da voglia di vivere.
Senza troppi orpelli ed in maniera sommessa, l'Autore confida alla poesia le proprie ansie e le proprie paure con trasporto e convinzione.
Retaggi di sentimenti che restano sopiti nel nostro Ego e, che, improvvisamente scatenano la voglia di scrivere, di raccontare, forse per ottenere più o meno scontate risposte.
La poesia di Lino D'Amico è eterea come si conviene ad un Poeta che vive di concretezza, ma sogna avvolto in tutta la Sua malinconia.
Il lessico della poesia di Lino D'Amico è gentile, tanto cortese da sembrare, a volte, una preghiera. Scrive con l'anima per arrivare all'anima. Esprime i Suoi sentimenti con parole essenziali e delicate, come se avesse timore di svelare il segreto del suo cuore.
Versi, tra l'altro, accompagnati da una buona proprietà linguistica atti ad evidenziare i moti interiori della psiche puntando su uno stile sobrio e controllato.

Lino D'Amico... la voce della nostalgia.

                                                                                            Fulvia Marconi

                                                                  
                                
                                                                      

SPIGOLATURE
(Michele Albanese)
 
 
Con la silloge ''Spigolature'' il poeta Michele Albanese percorre una via che dritta al cuore del lettore.
Con una versificazione libera, il poeta dà sfogo al suo sentimento, esterna ciò che intimamente prova innanzi alla realtà umana.
In questa raccolta c'è molta voglia di raccontare, di far riflettere su quello che noi siamo; le sue parole coinvolgono tutto l'universo dell'amore, l'universo della pace e l'universo della bellezza.
In alcune sue pregevoli opere, egli  ritaglia piccoli drammi di persone in cadute in cattività... focalizza in maniera dolce la fede in Dio ''chi cerca Dio non soffre - il vuoto senza religione è agonia''.
Poesia sincera, delicata ma anche determinata, vera poesia dettata dal cuore
 
                                                                                              G.P.C.
 
                           
                                  
                                                                                         
 
                                                                         
             L'AMORE E' POESIA
(Gianni Vavassori)
 
Otma Edizioni
 
Gianni Vavassori mi ha fatto un grande regalo, mi ha chiesto di presentare il suo terzo libro.
Un atto di fiducia, dato che avevo presentato gli altri due anni fa.
Il poeta appartiene alla schiera dei nuovi eroi. Ogni epoca ha avuto i suoi divi, i suoi eroi, reali o immaginari. E ogni eroe rappresenta l'epoca in cui nasce. Adesso nella nostra società, l'eroe non deve fare un gesto o un sacrificio, ma deve rappresentare un eroismo pacifico che nasce dalla vita e non dalla morte. Gianni Vavassori nelle sue poesie racchiude questo eroismo, rappresentando donne che incarnano questo ideale, che rappresentano la continuità, che sono in grado di dare la vita e garantire la rinascita. Parla di persone comuni, che vivono onestamente in un mondo sempre più difficile. persone che si dedicano agli altri senza riserve. persone che sorridono al mondo e cercano di migliorarlo. I poeti sono i grandi eroi di oggi. Spesso sono soli contro tutti, custodi dei nostri sentimenti, amori, nostalgie, ricordi, ricerche.
L'uomo è fatto di nostalgia, non si basta da solo, ha fame di qualcosa d'altro, è un abisso che cerca sempre qualcosa. Si sente nella poesia di Vavassori la comunione dell'uomo con l'universo (Arnaldo) il tutt'uno che ci fa ritrovare tutte le persone nella natura, nei fiori, nel vento, nel cielo e che ci da la certezza della nostra continuità e appartenenza.
Vavassori riesce a trasmettere questo legame tra noi e l'immenso e a commuoverci con ritratti di persone che ci sono o che ci sono state vicine e sempre saranno con noi.
L'amore che troviamo nei suoi versi è dipinto in  immagini di vita, la corsa, il mare, le montagne,
un passero raccolto, il legame con i suoi cani, un povero gatto. E versi come ''La neve della vita''.
''L'intelligenza spazia altrove''
''I silenzi svaniscono nel silenzio''.
Mettono a fuoco la realtà con le parole. La realtà che ci colpisce e chiede una parola diversa.
Vavassori lega, con le parole unisce con i pensieri persone e amici con uno sguardo che vede le cose e ne percepisce l'essenza.
Le poesie di Vavassori fanno riaffiorare in noi sentimenti profondi, immagini che pensavamo dimenticate e fanno riaffiorare la dolcezza dei ricordi, delle persone, dei paesaggi, degli amici animali che ci hanno accompagnato nel cammino della vita.
              
                                                                                       Iginia Busisi Scaglia
                                                             
 
 


 

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