POESIE DEI NOSTRI AMICI









                       LACRIME DI PIOGGIA

Io sono la strada
e tu la mia casa,
io estate
e tu maggio,
io sono il mare 
e tu la mia conchiglia.
Io sono il cielo
e tu il mio pianto.

(Mauro Testoni)



TRA LE TUE BRACCIA

Vorrei dormire
sul tuo petto
essere cullato
dai battiti
del tuo cuore
e addormentarmi
sognando il tuo volto,
e il mare
che mi culla
adagiandomi sulla spiaggia
consegnandomi 
tra le tue braccia.

(Gianni Vavassori)

                   


PRIMAVERA

Non più danza la bella Primavera
fa solo capolino nelle avverse
stagioni. Quando nell'aria primiera
le temperature erano diverse.
Godevano i poeti, specie a sera,
il tuo profumo dalla aure terse.
Diva, fra gli inni reggevi bandiera
mentr'ora le coppie sono disperse.
Fiori e gemme sbocciano di recente
ma subito abortiscono la vista
con delusione e tristezza eloquente.
Certo, l'inquinamento non è assente.
Non forse si segue l'umana pista
anche se funziona poco la mente?

(Michele Albanese)

                                                          




SOLO PER UN ATTIMO

Solo per un attimo
vorrei essere una farfalla:
malinconia di un desiderio
che si trasforma
in un preludio d'amore.
Solo per un attimo
vorrei ascoltare
il silenzio del tuo afflato:
lontano pensiero che
ritorna pulsante nel mio destino.
Solo per un attimo
vorrei restare sotto la pioggia
baciandoti intensamente:
sentire la sensazione
di bruciare le ore senza rimpianto
Solo per un attimo
vorrei inebriarti
col profumo del mio fiore:
vivo estasiato
la mia emozione.
Solo per un attimo
vorrei sconfinare
nel tuo io:
la percezione beata
insieme al tuo essere.
Solo per un attimo
vorrei andare oltre
il tocco delle nostre ciglia:
vedere un mondo
fantastico, pieno di gioia.
Solo per un attimo
sono stato dove tu
non puoi immaginare:
sospeso, incredibile, irreale
amante della vita.

(Armando Mastrangelo)

                        



RESILIENZA

Con le mie mani
ho accostato
al seno
il mio bimbo;
con le mani
l'ho accarezzato
con le mie mani
davanti ai fornelli ho cucinato
nel lavandino ho sciacquato
su un quaderno ho scritto
sul volante ho guidato
davanti alla bocca ho urlato
sulla tua testa ti ho sfiorato.
Il quella casa ho toccato tutto
muri, finestre, tende e materassi
mentre spolveravo
il pavimento mentre lavavo.
Le macerie, il più niente
il nulla è diventato di mattone,
ma quel mattone 
ora è qua nelle mie mani,
una due, cento, mille
ritroverò materassi e tende
e zerbini e imposte
e un gatto davanti a casa
ritroverò tutto,
io ho due mani.

(Marisa Landini)

                       
                                               

ALI DI VENTO

Sei apparsa dall'eternità,
con un battito d'ali
sei planata sul mio cuore.
Il tuo soffio lieve
mi ha donato felicità eterna.
Nel profondo le nostre anime 
si cercano, si parlano, si fondono
sono anime gemelle.
Quando il mare
dei miei pensieri è impetuoso,
la tua dolcezza mi rasserena.
Con ali di vento
ti libri felice in cielo
volteggiando sopra di me.
(Gianni Vavassori)

                          

                       
        


UNO SGUARDO DALLA FINESTRA

Al pavoneggiarsi
si adegua la psiche,
mentre il plauso
accarezza l'affanno.
Il negletto egoismo
spinge con gomitate
l'ipotetica meta.
Biasima il savio
con riso alla Gioconda.
Né sa, né pensa
all'indomani
se resterà nella storia.
(Michele Albanese)                                                                
                                                                    
                       
                                 





UN GRANDE AMORE

Ormai arrivata
in quel campo di grano
dove le spighe 
gridavan mature
io che matura 
lo ero da un po,’
non vecchia 
ma in là con l’età,
ancora cercavo
 quegli occhi del cuore
che mi facessero sentir giovinetta…
Quando in quel campo 
lo vidi sì bello
che il respiro quasi si fermò.
Alto, in testa un cappello
due occhi azzurri di latta
una bocca di fiori
le braccia al cielo
due gambe sottili
una giacca di stracci,
il mio cuore batteva
gli andai più vicino
un abbraccio
 si mosse con me.
L’amore divenne improvviso
rubò il colore ai papaveri,
 rimasi così
sempre con lui 
al sole alla luna,
il vento con noi
parlava d’amore.
Gli uccelli in segreto
li lasciavamo andare
a beccare
e loro
 sulle sue braccia di paglia
venivan a cantare.
Chi passa in quel campo
ancora ci vede,
le spighe son tolte,
ma una rosa canina
ci avvolti,
del nostro amore 
è stata madrina.

(Marisa Landini)

                                        

                  




NON FU AMICIZIA

Cosa fu,io non so
ma non amicizia,
gli sguardi lontani
i tremori
gli albori di cieli
più grandi.
Le domande nascoste
e non dette
i pensieri
fermati in tempo,
la gioia di vivere ancora...
se non fu amicizia
forse fu
solamente amore.
(Marisa Landini)

                                             

                 

        



QUANDO…(autunno)

Quando l’autunno
ti entra nel cuore
e si accartoccia
di giallo e di oro
e brucia con le sue foglie,
allora i ricordi 
diventano soffici
si sgretolano
e tu li cerchi
pezzo per pezzo
mille foglie strappate
non puoi tornare indietro
ma nelle mani
restano tutti gli sguardi
il colmo del cuore
ti ridà un volto
lo appenderai di nuovo
nel verde
con le prime gemme.

(Marisa Landini)

                                   
               


OGNI MOMENTO

Ogni momento
è un regalo per me,
quando mi scaldi 
alla sera
e mi accuccio
vicino a te;
quando mi sveglio 
e tutti i giorni
ti trovo vicino;
quando mi prepari
dopo pranzo il caffè;
quando vai a stendere
e io ti penso in  giardino;
ogni momento
è un regalo per me,
non ho bisogno
di un mazzo di rose
di un bracciale
di un anello
ho solamente sempre
bisogno di te!            
(Marisa Landini)                     







Maschere

Disegni maschere
immagini e somiglianze
non trovi diverse
colorate senza nome.
                 Scherzose e grottesche
                 buffe e spiritose
                 van per strade gioiose
                 sotto una pioggia di stelle filanti.
Maschere burlesche
chiassose e allegre
guardano ridono tra frizzi
e lazzi, celiando saltano.                
Sfogo dell’io incompreso
o puro divertimento? 
                            Altre maschere
                            sono di bronzo
                            durante il giorno mimano
                            ma non cadono.
                                               Tutti camuffati
                                               sorridenti si rincorrono
                                               lanciando sul viso
                                               un ciuffo di coriandoli.
                            Carnevale piange
all’ultim’ora satollo
brucia per arrendersi
al nuovo evento.

(Armando Mastrangelo)

                               



DUE MILLIMETRI


Due millimetri
così è cominciata
la tua vita
cellula dopo cellula
figlio di mio figlio
carne della mia carne
vivrò in te
vivrai in me.
Ora è tempo
del ventre materno
ove l’amore si fonde
ove l’infinito si tocca
e tu spazi nell’universo.
Ti accarezzo col pensiero
mandandoti segnali d’amore.
Ti aspetto
per una felicità totale.

(Gianni Vavassori)





PREGHIERA


Non devi dirmi “grazie”
per quell’euro
che ti metto in mano
al posteggio
all’uscita del supermercato,
non devi dirmi “grazie”;
io ho invaso il tuo paese,
io ti ho venduto le armi,
io ti ho deportato in America,
io ti ho portato la nostra civiltà,
quella che arricchisce,
quella che inquina,
quella che fallisce
con le mani piene d’oro,
ma povere di terra.
Ora mi dici “grazie”
perché ti do un soldo,
scusami sono io
che ti devo chiedere:
“Perdono”. 

(Marisa Landini)

                                



RANDAGIO

Quel pelo
color miele
sfumato marrone
ormai irsuto
stravolto,
sottile la coda
con zampe incerte
rompi un sacco
cercando qualcosa
gli occhi arrossati
sporchi di muco
guardi con diffidenza
chi ti osserva.
Piccolo, morbido, micetto
ora sei al margine;
non ti fai prendere,
questa forma di vita
ti ha illuso
cerchi ancora 
con la tua zampa
sai che il tempo è passato
non vuoi cambiare,
anche essere randagio
può essere un modo
per aspettare!

(Marisa Landini)

                    


CRUDELTA'

Il cuore batte all'impazzata
il terrore negli occhi,
corre corre il cerbiatto
nella radura,
corrono uomini con fucili in mano.
Spari echeggiano nella vallata,
un cuore che si ferma per sempre
cuori che rallentano 
la loro corsa,
felici per un inutile trofeo.

(Gianni Vavassori)

                                                                                                                                     





IL TURISTA

Caro turista che indagando vai
gli angoli più recessi d'una città.
Amante di passate civiltà
fatte da indigeni nei tempi scomparsi.
Annoti l'arte nelle varie espressioni
e quelle attuali nel tuo memoriale.
Chi vive in loco non le conosce mai
cieca è la sua vista indaffarata.
Quanto somiglia il tuo costume al mio
Leopardi lo cantava in altra maniera.
Sovente gli antipodi coincidono
per i tanti sentimenti veritieri.
Io ribatto il ripetuto detto
perché nessuno è profeta in casa propria.
Il suo canto per altri lidi evade
e si rinnova il caso in ogni etade.

(Michele Albanese)

                                       


DONARSI

Quando un giorno
nel nostro cuore
scenderà l'amore,
come neve, in silenzio
coprirà la nostra anima.
Se ne andranno odio e rancore.
Ci doneremo l'uno all'altro,
il nostro sangue sarà un unico sangue.
Ed una piccola pattuglia
di donatori diventerà esercito.

(Gianni Vavassori)

                      




L'ALLORO


Passando per la villa
trainando minal acqua
ho staccato una foglia d'alloro
perché gradito all'olfatto.
Mi richiamò il divo Apollo
simbolo della poesia.
Anche ai poeti è gradito
benché senza capo recinto.
Lungo la strada mutò odore.
Mi sorprese all'istante
per qualche dio maligno.
Ma non c'è nessun inganno
nell'odierna diatriba.
Forse è la psiche che cambia
o l'aggiunta di fetida aria.

(Michele Albanese)


                                                  


2016-----2017

Non voglio camminare
dove il grigio
dei  marciapiedi
mi fa chinare la testa,
dove la striscia
di asfalto
mi confonde
con il suo rumore,
voglio camminare
nel morbido
dove il piede
quasi evita il verde
per non ferirlo
dove posso guardare
avanti
dove si intrecciano
bacche di rose
con aghi di pini….
Solo allora
salterò il fosso
di acqua ridente
di muschio
di rugiada,
un piede sarà di qua
con l’altro entrerò
nel 2017.

(Marisa Landini)
                                                                      

                                                                           



BEFANA DEL 2017



Quest’anno
io sono una Befana
un po’ speciale,
arrivo su di una nuvola
non ho dolcetti e caramelle
da donare.
Ho degli alberi
da piantare 
dove il prato
vi vogliono rubare.
Ho una fontana e fiori 
dove di cemento
ci son troppi lavori.
Ho delle casette
per chi è stato terremotato.
Per voi bambini
ho musica e sorrisi,
manciate di gioia
da questa nuvola
gettare,
per far felice
anche chi vi sta vicino
per chi viene da lontano
e da voi aspetta un abbraccio
e una stretta di mano.
La scopa che usavo prima
dalla nuvola la butto giù
fanne l’uso che preferisci tu!
(Marisa Landini)
                        
                                 





Brivido

Brr…brr…brr…
Che freddo che fa!
Tutti coperti
con sciarpe penzolanti
e il naso rosso gocciolante
incappucciati, frettolosi
e scivolanti incerti si va.
Tutto intorno è bianco
dalla città alla campagna
ma per i bimbi la neve
è una vera cuccagna.
Un pettirosso
arruffato e infreddolito
vola incerto
alla ricerca di cibo.
Un merlo ombroso 
su di un ramo
pare esclami pensoso:
“l’inverno è proprio noioso”.
Mamma mia che freddo fa!
Brr…brr…brr…
Sotto le coperte 
accucciati si sta
e nessuno si vuole alzar.
Molti sciando
si godono l’inverno
tra gelo e raffiche di vento.
Si anela il calore
che prima o poi verrà
e il freddo presto passerà.
In pianura la neve
ormai si va sciogliendo
per fare posto al dolce tepore
così da togliere 
guanti e scarponi
per poi correre ad abbracciare
la brezza, il mare e il solleone.
(Armando Mastrangelo)
                       





MONDO IN FESTA


Per cedere posto
al nuovo anno
quanta spazzatura!
Massi
per una degna sepoltura.
Gioia
allo scoccare della mezzanotte
in mano la coppa 
di bollicine
augurando a tutti
fortuna e prosperità.

Abbracci e baci
follie e ritornelli
lacrime di commozione
balli e fuochi d’arte
mentre la stanchezza assale
bimbi a piè del letto
a suonare trombette.

Le lancette
solcando il tempo
non riscuotono consenso.

Musica maestro!
Il trenino va
allo scadere delle note
il sole si desta
ma con l’arrivo 
della mezzanotte
la terra si rincorre.

(Armando Mastrangelo)






ED E’ SEMPRE NATALE

Ogni giorno è Natale
per le strade del mondo,
ogni giorno un angelo
annuncia che è nato il Signore,
perché ogni giorno
c’è chi cammina
in cerca di una capanna,
c’è chi chiede stendendo la mano,
ogni giorno c’è una Madre
che urlando
partorisce il Signore:
ed è sempre Natale.

(Marisa Landini) 

                              

                                

Santo Natale 2009


Cercherò 
ancora una volta
il Natale, tra le pagine
di un vecchio 
album
dove i ricordi    
ritorneranno          
realtà,
i canti
saranno quelli di allora 
profumi ed incensi
luci e colori,
anime come ghirlande
che si intrecciano
per colorare un albero
per colorare una vita
che sembra passata
ma ritorna
ogni volta
che la Stella
illumina il cielo.

(Marisa Landini)
                       
                      


Santo Natale 2010

IN CAMMINO...
                       

Quante volte 
ho alzato il piede
in cammino
e ho trovato ostacoli,
la stella lontana
 indicava la strada
stanca, mi sono fermata
ai margini…
è bastato un sorriso
una mano
uno sguardo amico
per farmi riprendere,
per sentirmi leggera,
per mettere ali al cuore….
è bastata una voce
per ritrovare la via,
la capanna era là,
là c’era il Bambino,
là c’era la vita!
(Marisa Landini)




SANTO    NATALE   2009

Ho provato
ancora una volta
a cantare Buon Natale,
sfiorite le rose 
in una gelida mattina
è difficile ritrovare
anche solo
un filo di voce
duemila natali
uno sull’altro
come catasta di legna
duemila natali
senza percepire
nemmeno un messaggio
che invada come un fiume
anche solo un cuore.
E’ nata una violetta
fuori stagione
dice
che forse c’è 
ancora una speranza,
duemila natali:
aspetteremo il prossimo.

(Marisa Landini)

                    





 Nell’attesa
Caldi riflessi dorati
dell’autunno
penetrano nell’iride
della creativa natura;
a giorno
s’illumina la vallata
dai colori aurei;
oh abete di montagna
ti pongono
al centro delle storiche 
piazze e nelle case
di buona volontà!
Col variegato
e lussureggiante vestito
dai luccichii multicolori
e festoni sfavillanti
sei lampeggiante
e splendente
per festeggiare
insieme a noi l’avvento.

(Armando Mastrangelo)


                    




NEVICATA SERALE

La neve fiocca lenta lenta
dondolandosi sotto i lampioni
sembrano farfalle e petali di fiori.
Dai vetri i bimbi guardano con amore
all'indomani per sciare e battaglie giocose.
Fumano i camini delle case
e dal tepore sonnolento
riposa lo stanco lavoratore.
Una lepre rincasa saltellando
sul bianco soffice manto
mentre gli alberi spogli
fanno cadere l'acqua nevosa.
La silenziosa pace
viene interrotta dall'ululato di lupo.
Un tetto è riparato
dall'accogliente fienile accumulato.

(Michele Albanese)

                     



PER UN SOGNO

Su, prestami
un sogno:
lo doniamo 
a quel bambino
che vive laggiù,
ha tanta fame
almeno può sognare.
Lui non conosce 
i sogni
non ne ha sentito 
parlare,
però sugl’incubi
sa tutto;
la sofferenza
e le lacrime
persistono,
ma dei sogni
nemmeno l’ombra.
Dai,
prestami un sogno,
lo affidiamo
ad un colombo
che lo porterà laggiù;
quel bambino
ti dona un sorriso
che ti sarà compagno
per la vita.

(Armando Mastrangelo)


                       



IL PRESEPE SOSPESO

Quest’anno il Presepio
rimarrà sospeso
tra le nuvole,
neppure un angelo
in terra scenderà,
non si troverà un posto
per il Bambinello. 
Non dove c’è
ogni giorno una guerra;
no, dove vi è del filo spinato,
nemmeno là dove un gran muro
si è innalzato;
no, dove è tutto d’oro
anche il cuore
di qualche personaggio,
dove  chi non ha da mangiare
viene allontanato
non deve passare,
no dove i fumi di un mondo
senza verde
non produce di buono 
più niente.
Nemmeno sui gradini
di quella Chiesa
dove è allontanato il poveretto.
Nemmeno nel tuo cuore
se non riesce a trovare
un briciolo d’amore.
Il Presepio con il Bimbo Maria e Giuseppe
rimarrà tra le nuvole lassù.
Per andarlo a trovare
ti dovrai alleggerire
anche tu!!! 

(Marisa Landini)

                                     





NOTTE DI NATALE D'UN SOLITARIO


Freddo che attanaglia 
lo spirito 
nella solitudine del cuore.
La campana di mezzanotte 
richiama
al sacro nascituro rito.
Trascinato è "per inerzia"
da onde umane
nella calorosa ecclesia.
Il canto corale
gli rinfranca l'anima
con rinnovata gioia.
Accomuna un sorriso 
alla fratellanza
e una calda lacrima
inneggia: Alleluia!

(Michele Albanese)

                       






VIVO

Respiro
del tuo respiro
... e vivo.

(Gianni Vavassori)


                            
                                                    



IN SILENZIO

Ti amo in silenzio.
Sei planata
sul mio cuore
come una rosa
bagnata di rugiada.

(Gianni Vavassori)

                






IL   MELOGRANO  


Il giorno prima

ancor verde,

mostravi orgoglioso

i tuoi frutti

che si aprivano

 gettando i rubini

per terra.

Il giorno dopo stanco,

spargevi

i tuoi petali d’oro

facendo un tappeto

ai tuoi piedi.

Spogliato, i tuoi rami

contorti, adagiavi nel cielo.

Sperando nel dolce languore invernale,

sperando nel sonno tranquillo,

sperando nel dolce risveglio.
(Marisa Landini)

                  





CADUTA


Cadono i sospiri

come gocce di pioggia

si frantuma la mente

nel vento

le foglie secche

si sono ormai raccolte

sembrano aspettare

tardano i ricordi

scompaiono dietro le nubi

progetti

l’amore rimane sospeso

si aprono ancora le mani

ma non sanno più

chiudersi.

……………………….

Tu sola ripensi

la testa girata

riappare un corridoio

della mente

dove ancora puoi volare.

In quel corridoio

la  tua rinascita

quell’ombra sfocata

che ti tende sempre

la mano,

sai di non essere sola.
(Marisa Landini)
                      







GIOIELLI 

Nella vetrina sfavillano gli ori

rossi rubini, zaffiri azzurri

gialli topazi, lucenti diamanti,

guardi affascinata

ti sembrano fiori

ti vuoi adornare

per essere splendente,

comprar gioielli

comprar orecchini

per essere guardata

da tutti osservata.

Lasci quel vetro cosi favoloso,

cammini stanca

un poco avvilita

quando una foglia

di autunno avanzato

cade ai tuoi piedi

cosi perfetta

nel suo puro di oro,

un po’ ne raccogli

ne fai una collana,

due bacche rosse

metti alle orecchie,

sui tuoi capelli

manciate di vento.

Questi sono

gratuiti gioielli

del verde

in vista li puoi lasciare,

nessuno

li potrà mai rubare

(Marisa Landini)
                     





  AUTUNNO

Io e l’autunno

ci siamo guardati

in faccia,

lui così orgoglioso

dei suoi ori

dei marroni strisciati

delle pennellate di rosso,

io riflessa

per riconoscere

qualcosa del tempo.

Nascosta dal biondo

fogliame

ho ritrovato quel tessuto

che si inoltrava

nel viso,

non scacciai l’autunno,

 me ne feci un amico.
(Marisa Landini)
                         





Trema il cuore  
Sono cadute le ore
solo numeri a terra
le lancette piegate
dallo scontro delle pietre
più non danno riferimento.
Dalla torre l’ultimo rintocco
si è sbriciolato
nei timpani dei sospiri;
i campanili staglianti
che diffondevano
la gloriosa storia
sono crollati tra i ricordi.
Sepolta viva dalle macerie
la mamma in un lamento
invoca l’ultimo addio
ai suoi affetti.
Dalle viscere l’instancabile
sciame rumoroso è in agguato
per distruggere il senso.
Nelle tende la moltitudine
è in angoscia e affranta.
La terra raccoglie il dolore
che l’insano orco
distribuisce nel tempo
senza contare le rovine;
incombe il tremore ribollente
ma un vagito diffonde la rinascita
per una nuova primavera.
(Armando Mastrangelo)





LUOGO


Quel luogo
divenuto respiro
per noi che lenti al passo
godevamo
di quella fronte di montagna
rosa al tramonto come dolomite.
Quel luogo che ci pareva
di tornare a casa
come se proprio lì
fossimo nati;
quel camminare
lungo il fiumicello
gorgogliare di parole
stretti nell'anima
fermi nel tempo...
Mano malvagia
di nervoso mago
ti ha scosso il cuore
e tue ferite di strade,
di pendici e case
sono anche le mie...
Ma verrò con magica bacchetta
buona fata del bosco
per riportare tutto come prima,
perché, tu Ussita... sei il mio
''LUOGO''

(Marisa Landini)

                     




Vola l’augurio di Natale


Tra le mille luci

legame, di albero

in albero;

di presepe in presepe.

Si ferma l’augurio

quando incontra chi ama,

gli si avvolge intorno

e diventa ghirlanda

e diventa parola

e diventa canzone.         
(Marisa Landini) 





                     E R E M O


Dipinto sulla roccia

impossibile a concepirsi,

gettato là

come una scialpata

di cemento,

nel silenzio totale.

Anime fuggite

tra le foglie

che scricchiolano

debolmente sotto i piedi.

Vedi una scala di pietra

e vi sali

per cercare l’eterno

e il cuore si blocca.

Ansimi, tremi,

gli occhi chiusi…

l’eterno lo trovi

fatto di roccia,

di pendenti capelveneri

di luce discreta…

la mano del monaco

prende la tua,

urli,

torni nel bosco;

l’oro sotto i tuoi piedi

scricchiola di nuovo. 
(Marisa Landini)
                     





LA VIGNA


Si guardò

la vite,

contorto

il suo tronco

abbracciato

ad un altro

per stendersi

verso il cielo;

si guardò

i suoi pampini

che si arricciavano

leggeri

contorsionisti

alla musica del vento;

si guardò

le sue foglie

di seta stropicciata

che si stavano colorando,

e il verde

diveniva giallo

e poi rosso

e poi viola

e poi bruciato.

Si guardò la vite,

ma i suoi grappoli,

belli, rotondi, lunghi

i suoi grappoli

se ne erano andati.

Vide la vite

riempire del suo sugo

le botti,

vide la gente inebriata

e felice,

allora accartocciò

le sue foglie

e intrecciata

a se stessa,

dormì.   

(Marisa Landini)







LA VIGNA

La vigna

si è tinta i capelli

sfumati

in modo moderno,

aspetta il suo parrucchiere

il vento,

per fare un taglio globale.

Suo figlio intanto gioioso

ribolle dentro le botti,

lei attende tanti Noè

che ebbri

lasciata lontana quell’Arca

si sdraiano sotto di lei

non pensino a nulla

felici. 

(Marisa Landini)
                             






A CRISTOS

A tremula,
isfoetadas in sas carres...
Non fit ateru,
feridas in su naschere,
soberanu su dolore.
Dae sa rughe
sas gridas pigaiant a chelu
a su Babbu Mannu.

(Mauro Testoni - Sassari)

A Cristo
(Traduzione)

Tremava sotto le frustate
sul Suo corpo.
Altro non era il
sorgere delle ferite
sublime il Suo dolore.
Dalla croce
s'innalzava al cielo
il Suo grido
al grande Padre.



                                







COLLINE


Come sono belle

queste colline di seta lavata

scendono e salgono

senza che nessuno

le comandi

che salgono al cielo

come fiori sbocciati

in un mattino di marzo

che sussurrano al vento

parole di dolcezza infinita;

come sono belle

queste colline di velluto cangiante

dove ogni trama

sembra tessuta

da mano esperta

arazzo infinito

dove il verde frusciante

più chiaro, più scuro

più verde più forte:

verde, verde, verde

che si muove continuo

e ondeggia, ondeggia…

Come sono belle

queste colline di case risorte

che sembrano nuove

di mattoni rinati

che ancora parlano

di cose  passate

ritrovare il senso

di ciò che è perduto

tra queste colline che vanno su e giù

che nessuno comanda,

colline mie care

quella nenia cantate

che mi fa dondolare

così mi distendo e riposo.
(Marisa Landini)








Passioni 

Petali di rose
da lasciare
tra le pagine
del libro,
non ti scordar di me
impronta d’emozione.
Sul tronco d’albero
sulla roccia
un nome:
malinconia di un sogno.
Il trenino sul tavolo
gioco di scambi
per raggiungere
la meta.
Quell’idea
mai realizzata
sfiorata
da mani non lavate.
La libertà
e la giustizia
sorgente di vita,
per chi ama
un dono senza peso.
Un filo
l’aquilone altissimo
desideri che volano.
In uno sperduto
angolo
il rossore.
Antico libro
pieno di capitoli,
dal titolo “Passioni”.
Tra le ricche pagine
petali di rose.

(Armando Mastrangelo)







                 T R A M  N.1


Aspetto il tram N.1

aspetto

come fosse l’amante

gli altri non sanno

fermi con volti stravolti

opachi di noia

stanchi di un giorno

che non arriva

non sanno

che io aspetto

aspetto il tram N. 1.

Andrò in centro

il vortice della vita

mi prenderà

regalandomi sogni,

le vetrine brillanti

mi sussurreranno

frasi inconsuete,

io sarò principessa

o regina

le mie mani piene ricolme

mille pacchi colorati appesi,

io sarò felice.

Felice di poco

di un tram

che mi regala illusioni

non mi chinerò sul marciapiede

dove ogni volta colgo odore di miseria,

io prenderò il tram

il tram numero uno.
(Marisa Landini)


                           
 





            CORSO SEMPIONE




Come ero piccola

su quel viale grande

dove stavano in fila

educati e dritti

gli enormi platani,

camminavo alzando

la gamba felice

e la tua voce:-

Dai ripeti, tre per tre,

cinque per sei

otto per otto.

Ma io sentivo lo scricchiolio

delle foglie

e il mio piede indugiava

a calzare più forte

il viale sembrava ridere

o piangere

e il profumo lontano

delle castagne

amiche mie

volevo chiamarle :

Castagne, castagne,

sono qua, sono qua!

Quanta gioia di poco

in quel cartoccino

di giornale

che mio padre mi passava

ed io scaldavo le dita.

Quel profumo

è qui

in tasca

chiuso

ogni tanto ci infilo il naso

e ricordo.
(Marisa Landini)










IL QUADRO


Di cartapesta
passati gli anni
quel volto
è rimasto identico,
con le mani d'amore
e un poco di colore
di volta in volta
ha ripreso lo sguardo
il sorriso.
Quel sorriso
aveva visto
famiglie vivere
e bimbi piangere
e ridere
aveva visto dolore
passare e gioia
tornare
aveva visto mani giunte
e labbra
mosse in preghiera;
sotto il quadro
qualcuno si era addormentato
mentre suonava una campana...
Ora quel quadro
è all'aperto
il sole
durante il giorno
lo saluta e poi va
di volta in volta
si cambiano i fiori
gerani e violette ed erica
segnano un tempo
che si è fermato
su quel sorriso
sotto quello sguardo.
Dove io ritrovo
sempre
la forza del giorno.

(Marisa Landini)



                       




LA ROSA BIANCA 


Una rosa bianca



là dove



ti sei addormentata,



dove dieci angeli



dalle nuvole



sono giunti



per portarti con loro;



una rosa bianca



per quel sorriso



che non mancava mai,



per la capacità



di operare



quasi in silenzio;



per essere madre



per essere nonna



con quella gioia



che sapevi dare



anche a chi ti stava vicino.



Una rosa bianca



Per quel camminare



verso l’edicola della Madonnina



con la preghiera



fra le labbra,



una rosa là



dove sono arrivati gli angeli.



Una rosa bianca,



tu guardaci



ma perdonaci,



se un poco per te



cara amica



piangiamo! 



(Marisa Landini)





                        





Libera 


Vorrei fotografarti
dentro al cuore
per vedere e sentire
il vero amore
e poi schizzare
intorno al sole
per darti tanto calore;
stringere i tuoi capelli
è come contare le stelle. 

Quanti canti di passione. 

Istantanea bionda
ti posi sui fiori
ad apprezzare la vita.
Ti senti infinita;
ti avviti e ti sviti
ancor più ti affacci
alla vita. 

Dove vai, chi sei? 

Ritorni a volare
e a posarti sui fiori
dell’io;
continui a fuggire
senza mai finire.
Fotografarti vorrei
dentro al cuore
per conoscere
il vero amore.

(Armando Mastrangelo)









Creato

La mani alzate
verso il cielo
armonia di attimi
nulla fuori posto;
la nuvola bianca con la rosa,
un fiore giallo
assieme al viola
un pino alto
con l'arbusto;
il ruscello infantile
con il mare grandioso;
anche la formica
con l'enorme elefante;
il serpente velenoso
con l'innocua libellula;
niente fuori posto.
Tutto in ordine
le mani verso la terra
alla ricerca dell'uomo,
non trovano un ordine
ancora c'è il caos
i rovi non si sono aperti,
l'essere a due gambe
non ha ancora capito
che vi è
un immenso Creato
da amare,
da rispettare,
da mantenere,
come un dono prezioso.

(Marisa Landini)


                    








L'ULTIMA NEVE

Il buio arriva presto
in questa giornata invernale,
il traffico si attenua
con il passare delle ore.
Fiocchi di neve
annunciano una notte silente, ovattata.
Dormiremo nel nostro letto
nella quiete più totale.
Milano si fa accarezzare.
Piazza Dante coperta di bianco.
Dorme Claudio, quarant'anni,
sulla sua panchina
e, in silenzio cade la neve,
in silenzio si ferma il suo cuore,
in silenzio assistiamo alla tragedia
in un mondo dove il fiore dell'amore
è sempre più raro.

(Gianni Vavassori)

                         
                                            



            LA TARTARUGA   (dopo una guerra)


Uscì la tartaruga
calma lenta,
da sotto le macerie.
Intorno la distruzione,
anche gli alberi
sembravano morti,
morti i soldati
il cuore chiuso
incapace di parlare.
Non bastavano le lacrime
le urla dei bambini,
le donne,
non sapevano più chiedere.
Le case rimaste in piedi
dichiaravano il loro dolore
dalle crepe aperte sui muri.
Ma la tartaruga uscì,
ed io con lei
scrollai la polvere
delle macerie,
ed io con lei lenta,
calma, tranquilla, forte
lasciai le rovine
ed andai…
Mi guardavano, attenti
il dolore bambino si osserva,
ma io ero la tartaruga,
presi una mano ed andai.
Io ero la tartaruga,
i calcinacci non mi fecero nulla,
restai ferma nel mio guscio
e poi dondolando la testa,
vissi,
gli altri erano morti.
(Marisa Landini)
                  





UN   UOMO (Ubaldo Fiorenzi) 

Il volto di
un uomo
teso verso la ferrovia
lo sguardo intenso,
il treno passa, passava
ricordo di viaggi
dove il creare
diveniva tempo;
la nuca verso il mare
ricordo di risacca
 di passione
della sabbia
dei sassi
di progetti
di vita
quando anche il nulla
era parete,
quando tutto respirava
salsedine,
fiorivano case,
il mare le accettava
come sorelle
si guardavano a fronte
si abbellivano di oleandri
e pitosfori
nel respiro dei tamerici,
 si raccontavano tutto,
frasi sussurrate
da uomini, gabbiani, rondini….
Il treno riportava qualcuno
riportava la voglia di vivere,
le case aspettavano.
L’uomo è ancora là
a guardare
la vita di tanti
gli è ancora vicina,
i sassi nascosti dai muri
sembrano respirare.
Il passeggiare di tutti
gli diventa compagnia,
quel volto sorride,
vivo!
(Marisa Landini) 






PICCOLA ANNA

Dal prato della valle
un bocciolo strappato.
Questa strana vita
dove la carezza di Dio
è celata in noi.
Il tuo corpo riposa
nella culla della valle.
Il prossimo inverno
la sua anima
imbiancherà le cime.
Mentre i cielo
splenderà una nuova stella

(Gianni Vavassori)

                   





ASPETTANDO ( il sole)

Sulla riva
dietro un muretto
di cemento
quando ancora
gli ombrelloni dormono
le sdraie distese assonnate;
all’orizzonte
in un cerchio di grigio
aspetti che si muova,
forse oggi non apparirà,
forse è stanco di farlo
ogni giorno,
forse non vuole più illuminare
una terra di falsità
di arroganza;
bianchi i gabbiani
stanno fermi,
anche loro lo attendono…….
Improvviso,
dal grigio
un raggio
un velo di luce,
nella sua potenza
appare, respiri
ancora è tornato,
il mare si arriccia,
il vento si muove,
anch’io gli do: il benvenuto!
(Marisa Landini)
                            







ROSE


Datemi una rosa blu

con gocce di rugiada salata

da posare su scritte agrodolci.

Forse troverò una rosa trasparente

da lasciare cadere

sui soldi di cemento armato.

Penso a una rosa brillante

per un vaso abbandonato

che nessuno ha mai notato.

Ho raccolto una rosa canina

da dare a chi si redime

dai calcoli diabolici.

Cerco una rosa sempreverde

da offrire sull’altare

per chi non trova pace.

Ad un cuore spezzato

che non ha rimpianti

donerò una rosa amaranto.

Rarissime rose giungono

a buon fine:

sono rose d’amore

che portano il tuo nome.

Introvabile la rosa

dei miei desideri…

Appenderò in cielo

una rosa finta

intinta di profumo inebriante,

la chiamerò Vita.


(Armando Mastrangelo)




                                             

 




ORA 

Ora finalmente
uniti
passati gli sguardi
da corridoio
le celate frasi
la voglia di rivederti ogni giorno
di ascoltarti
di tenderti la mano
di sentirmi presa,
passata questa orribile terrena moda
di carne
quando lo sai che c’è
dell’altro,
ora quell’altro
è nostro,
noi siamo quell’altro
non mi chiedo
né come, né dove
lo so…….
Nuvole, nuvole
e montagne
di nuovo il passo leggero
di nuovo il cielo.
(Marisa Landini)
           
                    







QUEI FIORI 
Sul prato della vita
quei fiori non sfiorati
e non raccolti
sono irraggiungibili.
Desideri non ricambiati
lasciano il nulla.
Quei guardi intensi
sono stati bruciati
dal sole;
incompiuti romanzi
sono sepolti dalla polvere
in ogni tempo.
Caduti i fluidi messaggi
le utopistiche passioni
si dissolvono
dal primo all’ultimo atto.
Un cuore fuori dalle righe
è incompreso;
ed il pendolo non si ferma
apprezzi
una puntura di zanzara.
Quei fiori
non appassiranno mai,
imprendibile
il sigillo dell’ amore.
Sconfitti, con le intemperanze
sopra il capo
un volteggiare di spiritualità.
L’anelito di lui/lei
ama farsi solo notare
sull’altalena
a qualsiasi età.
(Armando Mastrangelo)






CHIOSTRO 

Tra colonne
ferme
figure
di diafano marmo,
il camminare
diventa sospetto
il rumore
di cristallo
non vi è un ritmo
non vi è un suono
anche le lucertole
indugiano,
essere lì
nel chiostro
realtà silente
per perdere
tutta quella carne
che ormai
puzza
è fatiscente,
accontentarsi
di essere pietra
 forse un’iscrizione
a qualcuno votata
ma lì, ferma
rimane così
 solo l’anima.
(Marisa Landini)
                       






Seduzione 
Notte fonda:
inizia un sogno
di colline in fiore.
Colori infiniti
profumi intensi
caleidoscopio di miraggi.
Lei gioiosa volteggia
si avvicina
sinuosa e armoniosa
immensità dell’essere
zibaldone
tra realtà e sogno.
I suoi riccioli
avvolgono il mio viso
radiosa sensazione
si ferma il respiro
un fremito;
improvvisamente l’estasi
esce dalla finestra
e si disperde nell’etere.
Dentro di me
lo stupore
di una foresta incantata.
(Armando Mastrangelo)
                     








UNA SERA 
Guardando il chiaro
che si affaccia
alle finestre delle case
cercando di scoprire
i segreti celati tra i muri,
incalza il tramonto
un’ ombra è presente,
 voci velate
voci più alte
qualche piatto che schiocca
ancora parole,
una tendina si sposta
il pianto di un bimbo,
l’umanità del giorno
si aggrappa alla notte
si spengono le luci,
si affaccia la luna
 più curiosa di me.
(Marisa Landini)






(Canzone) 

San Francesco sei gioia del cuore 


E’ un raggio di sole che un dì t’ispirò,
per la pace e l’amore il Signor ti creò,
fu Gesù a farti il suo più bel fiore,
e tu san Francesco sei gioia del cuore.
Sotto l’amata croce di san Damiano,
il buon Dio t’indicò ben presto il cammino,
dolor della croce su te hai provato,
sigillo d’amore puro e sconfinato 
Rit.      Un cantico dolce hai dedicato
alle meraviglie del bel creato,
a tutti, Francesco, hai donato il sorriso,
perfino a una lacrima sul tuo bel viso.
Un’emozione di fede infinita
segna il percorso della tua vita,
la tua mano, Francesco, è una carezza,
l’incanto del cuore attraverso la brezza. 
Delle tue vesti ti sei poi spogliato,
senza timore tutto hai affrontato,
parlasti agli uccelli, tuoi grandi amici,
semplici i gesti in quei giorni audaci.
Un ramo d’ulivo con su dei fringuelli
e il fuoco e il sole son nostri fratelli,
col tuo sguardo sincero e di verità,
insegnasti il perdono e la semplicità.
Rit.      Un cantico dolce hai dedicato… 
Coi deboli solo immensa dolcezza,
passione, letizia e gran tenerezza,
tripudio d’amore e di pura umiltà
hai acceso nei cuori per la tua bontà.
Lo spirito santo anche t’incoraggiò
e la tua parola per il mondo vagò,
seguono l’esempio i tuoi fraticelli,
un mondo di pace, per esser fratelli.
Rit.      Un cantico dolce hai dedicato…
Parlato: San Francesco sei la gioia del cuore.
(Elisa Valentini)








Risveglio di primavera 


Bianche fate silenti
si adoperano nostalgiche e lente.

Primule sparse di vari colori
e pratoline leggiadre ridenti.

Fiori campestri cullati dal vento
nettari d’oro
magia di dolci danze sfiorate.

Verde natura svegliata dal pianto
di un pettirosso che va nell’ignoto,

rigogliosa essa si desta
in un incanto,
sonnecchiando melodie
di un’esile rondine.

Di freschi ruscelli immacolati
poco distante domina l’allegria.

Passeggio spensierata nel campo
e mi beo di questa forza vitale.
(Elisa Valentini)


 






Nel bosco 
Frescura,
odore forte, 
spazi immacolati. 
Rifugio, 
riparo, 
protezione assoluta. 
Scorre un ruscello, 
c’è un senso di pace. 
La natura regna incontaminata. 
Rigogliosa la vegetazione, 
regno di uccelli e scoiattoli. 
Meraviglia delle meraviglie. 
Non sento altro di più forte e struggente. 
Guai a distruggere 
questa pace in terra.
(Elisa Valentini)

                      





Madonna de le Grazie, Madonna mè.
Madonna de le Grazie, Madonna mè,
Ti prighème, Ti vulème ben’assè.
Beata Santa Vergine potènte,
‘n’cièle sciè na stella, la cchiù lucènde.
Mo siènde sti parole miè singère,
ugne frase divènde na preghière.
Allundàne lu male da stu mònne
c’ha divindète barche senza fònne.
Dacci di Te la grazi’e la purèzze,
ugne aneme puòrt’ a la salvèzze.
Perdùne, Madonna, ugne mangànze,
armìtte là lu core la criànze.
Sole Tu, o Marìje, siè capace
d’allundanè le guèrre p’avè pace.
Aiùte puvirìtte e ammalète,
specie chi li cìttele dilichète,
daj forze p’affrundè la malatìjje,
curagge de suffrì pi Te, Marìje.
Tu, ca di li grazie siè la Riggìne,
ascùlte chi Ti prègh’ a coccia chìne,
e pure li ‘mmalète terminale,
prutiègge gni ‘ssu mande celestiale,
apre li porte de lu Paradise,
cuscì chill’uòcchie arvède lu surrise.
Ugne lacrime divènde na rose
pe farte na curone gne na spose.
Da stu monne fa sparì li cunfine,
benedice tutte nu fin’a la fine.
Elisabetta Valentini
Madonna delle Grazie, Madonna mia.
Madonna delle Grazie, Madonna mia, /noi Ti preghiamo, Ti vogliamo un gran bene./Beata Santa Vergine potente,/in cielo sei una stella, la più lucente./Ora ascolta queste mie sincere parole,/ogni frase diventa una preghiera./Allontana il male da questo mondo/che è diventato barca senza fondo./Dacci di Te la grazia e la purezza,/ogni anima porta alla salvezza./Perdona, Madonna, ogni mancanza,/rimetti nei cuori la creanza./Solo Tu, o Maria, sei capace/di allontanare le guerre per avere la pace./Aiuta poveri e ammalati,/specialmente bambini delicati,/dà forza per affrontare la malattia,/coraggio di soffrire per Te, Maria./Tu, che delle grazie sei la Regina,/ascolta chi ti prega col capo chino (umilmente),/ed anche gli ammalati terminali,/proteggi con questo manto celestiale,/apri loro le porte del Paradiso,/così quegli occhi rivedono il sorriso./Ogni lacrima diventa una rosa/per farti una corona come una sposa./Da questo mondo fai sparire ogni confine,/e benedici tutti noi fino alla fine.

(Elisa Valentini)




I SANDALI DI VERNICE NERA 
Passa la sirena
assordante momento
dove tutti si guardano
negli occhi,
impazza il sole
il vento diventa rude
una lotta continua con le onde,
giornata d’estate completa
con il cielo disteso
il mare imbronciato.
E’ morto in un mese
uno che conoscevo,
nemmeno il tempo di dire “amen”
e se n’è andato,
ma………io
 mi compro i sandali
di vernice nera
ballerò, salterò,
correrò per i prati, se voglio
ci farò anche il bagno
con i sandali di vernice nera
lucidi, lucidi, alti,
per sembrare quella che non sono,
per vivere ancora un poco
cantando e scoprendo zucche dorate
farfalle in movimento
piccolissimi insetti
nati e morti in un giorno,
poi con i sandali ai piedi
potrò anche partire……
destinazione remota
che solo io conosco.

(Marisa Landini)


 







TRASPARE

Volare stretti per mano
attraversare
l'immensità di un prato
come ape posarsi
su iridescenti colori.
Meraviglie del mondo
nell'aria inebrianti odori
intrisi di sensazioni.
Sul mare a guizzare
scivolando negli abissi
col sapore d'aroma
su vellutata pelle d'angelo.
Voltarsi
nella selva
altre vite in festa,
sulle punte dei rami
tra il chiaroscuro
a saltare
come colombi tubare:
candori gioiosi.
Lo stanco batter d'ali
isolare le membra
nell'oasi deserta,
poi ricominciare
su vette candite
ove poter toccare
il manto stellato.
Tenue, calda luce
una nota soave
notte incantata
guardarsi negli occhi
toccarsi
stringersi
un dolce tremore
pieno di calore:
amore.

(Armando Mastrangelo)

                  





LA SVEGLIA
Un orologio
con il suo tic-tac
mi parla di un passaggio
di tempo,
io che sono al di fuori
di un contesto così sottile
mi sento ancella che gioca
aspettando Ulisse,
schiava romana
innamorata del suo padrone,
forse in una caverna
sto rompendo un osso,
sto combattendo
contro un invasore…
Sono nel giardino
di rose
dove tutto
sembra fatato,
passa una rondine alta
abbaia il cane
il gatto mi viene vicino,
il tempo è fermo
tic-tac, tic-tac…
vi è solo l’ istante.
(Marisa Landini)


                        





CARTOLINE

Cartoline dal mondo
viaggiano come rondini
rispecchiando
ogni angolo dell'eden.
Meravigliose
portano un arcobaleno
fiorito
ed una stretta al cuore.
le vedute amene
volano
col sorriso della sorpresa
per sentirsi dire - ti amo.
Passioni
forse non godute
con desiderio
arrivano da un seno
di terra e di mare
con un caloroso - ciao.
Le cartoline si depositano
nel profondo di ognuno
con la voglia del domani.
Ho pensato a te
ricordo con diletto
t'invio un concentrato
di affetto, tuo/a.

(Armando Mastrangelo)

                    



PRATO

Amo il prato diverso
di mille specie formato
dove ognuna ha il suo ruolo,
l'erba dritta e nobile
nata da seme selezionato
attaccata dall'infestante gramigna
che le scivola addosso;
gentile la dicondra
diventa un tappeto
di piccole foglie rotonde,
si allarga allegra
chiara, verde, insistente;
si scosta un verde scuro
di mille foglioline
con fiori invisibili rossi,
un'altra piantina sconosciuta
saputo che è bene accettata
si è messa a strisciare...
Come amo questo prato diverso,
mi ricorda una piazza
dove mille persone
si siedono a mangiare
nessuna uguale all'altra
eppure con un solo nome:
''umanità''.

(Marisa Landini)

                      



NEL PRATO

...Vidi nel prato 
cascate di diamanti
ogni filo d'erba
li mostrava,
ne rubai uno
col mio dito
volevo adornarmi la fronte...
preferii portarlo
in un torrente vicino
lasciarlo scivolare
via adagio,
danzò con gli altri
in un ritmo crescente
ogni nota
al suo posto,
fu un'orchestra infinita
che gorgogliò
verso il mare.

(Marisa Landini)


                    


AMORE

Andavi in cerca della lanterna
per illuminar Amore.
Per valli e dirupi
tempeste e marosi
al richiamo della
solitaria eco.
Portavi la tua croce
con ira violenta
finché consunto
dagli anni
inaspettatamente
la vedesti
con gli occhi interiori.

(Michele Albanese)

                      



LA MIA PRIMAVERA

Acqua di torrente
acqua di primavera
che scorre
bagnando le primule,
vento di primaverile
che avvolge
asciugando crepe d'inverno,
rosa di maggio
con lacrime di rugiada,
fiore perenne
coltivato nel mio cuore.
Così sei tu
quando ti guardo,
quando mi sorridi,
nel sapore dell'amore.
L'universo avrà il tuo profumo
della primavera,
il nostro amore
sarà eterno.

(Gianni Vavassori)


                   



 
LE RONDINELLE 
Chiacchierano allegre
le rondinelle
nel loro nido verso sera,
si raccontano dei voli
d’azzurro
della ricerca
d’insetti,
del riposare
su un filo
guardando il mondo
che passa,
del grido di bimbo
che al loro vociare
assomiglia,
il loro volare nel cielo
è sembrato un ricamo,
nel nido pipiano i piccoli
aspettando la notte.
(Marisa Landini)
                




DOLCE MADRE
che guardi
in basso,
laggiù c’è l’uomo:
quello che tuo figlio
dalla croce
ti ha affidato,
quello che cammina
a stento
che a volte
non sa dove andare,
Tu che sei Madre,
prendilo per mano,
Tu che sei Madre,
tienilo stretto,
Tu che sei Madre,
dagli il tuo sorriso:
egli ti tenderà la mano,
egli si aggrapperà a te,
egli ti seguirà dal Padre,
Tu che sei Madre!
(Marisa Landini)
                    





A MIA NIPOTE

Piccola intagliatrice
di stelle di carta
capolavori
dalle tue mani,
quale nuovo cielo stellato
potrai vedere
albe nuove
nuovi percorsi;
l'orso e il lupo
giocano insieme,
cantano abbracciati
uomini neri e bianchi
coperti solo di foglie,
si rincorrono ridendo
iene e agnelli,
non strisciano più i rettili
ma danzano.
Piccola mia
getta le tue stelle di carta
alte nel cielo
qualcuno le raccoglierà
per farle ricadere sulla terra.

(Marisa Landini)

                     




Fiori d’amore 


Nel fondo la ribellione:
le ingessate convinzioni cadono
l'amore è universale.
Si sfiorano le perle
si va verso il diverso
tutto diventa una normalità.
La rosa dell'amore
è divisa a metà;
il vento porta
i deboli petali nell'oscurità.
Le verità nascoste emergono
ribollenti e invasive;
si comprendono
le melodie stonate.
Fioriscono varietà d'amori
attrazioni infinite
emisferi in cammino
ermafroditi che s'incrociano.
La natura estrosa si diverte
e raggiunge l'estasi.
Gli amori approdano
tra rose rosse e girasoli
nella diversità si accoppiano
e, come variopinti palloncini,
volano sempre più su
verso l'eternità.

(Armando Mastrangelo)
            







XXV APRILE
-Non portate corone,
non vogliamo allori
sotto le nostre lapidi.
Noi partigiani,
morti per la libertà,
troppo odio vediamo
serpeggiare
quale orrore
da questa quiete
ci farete osservare,
quante armi ancora
state fabbricando,
quante persone ancora
state angariando
perché trattare così
uomini e ambiente?
Della nostra morte,
del nostro sacrificio
non avete capito niente!
Non portate corone,
non fate bei discorsi
lavatevi le mani
cercate di capire,
non vogliamo
che altre persone
per essere libere
debbano morire:
Cercate di capire
che non vi sono
uomini diversi,
di qua non vi sono razze
di qua vi è una sola
grande umanità.-
(Marisa Landini)
                                   




SONO IO

Io non sono italiana,
non sono europea,
non sono americana
o africana o australiana
e nemmeno indiana...
Io sono terrestre,
sì, sono stata fatta dalla terra,
vivo sulla terra,
pianto i miei fiori
nella terra,
mangio ciò che mi dà
la terra...
Sono terrestre,
sono terrestre!
La mia bandiera
non è di stoffa,
non è un vessillo,
non sventola:
è una mano sporca
di terra...
che sa di terra
che cerca la tua mano,
terrestre!

(Marisa Landini)

                      




SCORCI DI VITA

Furtive carezze
Sogni proibiti
Prolungati silenzi
Sapori di nostalgia
Dolci perdoni
Ardui traguardi
Fruscii di vento
Vuoto di parole
Gioie infinite

Fiocco azzurro
Bollicine frizzanti
Turbinii di foglie
Sfumature di malinconia
Sorrisi ritrovati
Gioiose nostalgie
Speranze negli occhi

Noi, da quella sera
e poi
tante Primavere
Scorci di vita
un tuffo nel Passato
lungo il Sentiero
del nostro Cammino,
Io e Te.

(Lino D'Amico)

                 


 ARNALDO

Ore sei vento, pioggia, neve, luce,
libero da un corpo prigioniero,
giocherai con le foglie d'aprile,
camminerai sugli oceani,
spazierai nell'universo.
La tua stella brillerà
nelle notti più buie.
Ti verrò a cercare
nei tuoi monti
da te tanto amati,
e scoprirò la bellezza
della tua anima

(Gianni Vavassori)

                      




BOZZOLO

Affranto nelle membra
il Tempo adagio
divora l'essere.
Dal noioso ticchettio
di giorni uguali
spreme la speranza un àlito
alla prigioniera crisalide.
Il risveglio d'amore
guarda a levante
il sempiterno incanto.

(Michele Albanese)

                    
                                               


SORGENTE

Illuminata
 da un raggio
sbucato,
affacciata
là dove una sorgente
nasce bambina,
piccoli steli di verde
si piegano
danzano,
è un abbraccio,
una carezza,
un bacio nascosto
che attacca la riva,
tocchi con la mano leggera
quell’acqua
ti benedici
preghi. 
(Marisa Landini)

                       






ZAGARE

Profumo di zagare,
nascoste nel verde
di lucide foglie,
mente di fiori
lascia lontano
tutti i problemi
volano sul grigio del marciapiede
veli bianchi di sogni,
ti senti leggera
alzi le braccia
avvolta in quel profumo,
provi anche tu
a volare.
(Marisa Landini)

                         






Quando andrò
alle Azzorre
mi porterò una valigetta
un paio di jeans
una maglietta
una piccola croce al collo
una vera all'anulare sinistro
un golfino grigio
per le giornate di vento
Basta
poi...
mi vestirò
con gonne di ortensie
pantaloni d'erba verde
veli d'acqua dei laghi
cappelli di sogni di mare,
quando andrò alle Azzorre
non sarò più io
non chiamatemi Marisa
ma invocatemi Forse;
-Forse se ne è andata,
Forse non ritornerà,
Forse sarà felice,
Forse di certo non è più qua! -

(Marisa Landini)


                     


IL SENSO DI TE

C'è in me
qualcosa che
non riesco a definire.
E' cielo,
sinfonia dell'immenso,
profumo di primavera, musica, poesia?...
Non so!
posso, però, dire
che è qualcosa di grande,
che è qualcosa che sa d'infinito,
qualcosa che dà ''vita'' alla vita.
E' il senso di te.

(Mario Festa)

                    







E POI... HO INCONTRATO TE

Quando ormai era buio tutto intorno,
quando ormai il sole del mattino
non rallegrava più la luce
del nuovo giorno,
lasciate ormai le forze per continuare a vivere,
per superare le difficoltà,
abbandonata a guardare lo scorrere delle ore,
immersa nell'oblio,
ho sentito nella sofferenza,
una mano tesa, verso me,
la tua mano tesa, in mio aiuto,
mi sorreggeva nella caduta,
ho incontrato te, silenzioso Dio.

(Linda Stagni)

                       
                                                    




BIANCASTELLA

Un libro
di pagine gialle
contornate di rosa...
storie di angeli e santi
leggende e poesie
letto e riletto
incominciando
ad amare ogni scritta di nero
a riprendere qualcosa
di frasi e concetti
crescere e tenerlo
nascosto;
dato ai figli, agli alunni
prezioso
in mano ai nipoti.
Ancora mi sento bambina,
il bianco grembiule
il fiocco rosa:
''Come una rondinella,
vestita di bianco e nero
la prima rondinella
è giunta dall'altro emisfero''
dolci poesie amate in ogni frase,
forse per questo
iniziai a scrivere anch'io,
forse per questo
divenni maestra,
per le parole
di un certo De Amicis:
''Apri la tua bell'anima innocente,
bimbo, a costei che di tua madre ha il core;
e rendile in amore
la luce ch'ella fa nella tua mente...''

(Marisa Landini)


                      




LE PRIMULE

Là dove il verde si bagna,
l'erba trasforma ogni filo
in velluto
le primule gialle
sembrano vivere
di gioia,
rimane incantato
lo sguardo;
si ferma la mente,
la mano pronta a ghermirle.
Dicono di forza
di giovane
di canto
di preghiera
a quel cielo che le guarda
divertito,
dicono di purezza
a quel ruscello chiaro
che scorre...
Si blocca la mano
non può cogliere nulla
rimane nella mente
fotografia indelebile
quel giallo raccolto
di quel prato prezioso,
non si può confondere
un quadro
con una mano ignorante.

(Marisa Landini)


                 





VENERDI' SANTO

Nel silenzio del Sepolcro
fluttua
la nefandezza umana.
O Gesù,
sapienza vivente,
come mi vorrei aggrappare
alla Tua veste.
Non per salute fisica
a cui la donna
di fede attinse,
ma quella dell'anima.

(Michele Albanese)

                   
                                                                      
                                                               



QUALCUNO E' RISORTO

Sfuma l'aria
di nuvole bianche
che corrono
stringendosi in cerchio:
il ciliegio è fiorito.
L'erba danza
coperta di fiori
di giallo e di azzurro:
il ciliegio è fiorito.
Parla il grano già alto,
già verde
sembra nasconda la spiga:
il ciliegio è fiorito.
Trema l'anima
qualcosa c'è stato,
qualcuno ha parlato,
Qualcuno è Risorto:
il ciliegio è fiorito.

(Marisa Landini) 


                                      




RESPIRO

Lascerai il tuo respiro
uomo,
là, dove
scenderà la nebbia
carica di idrocarburi.
Cercherai ancora
un alito di vita,
ricorderai
i prati lontani
e verdi;
gli alti pioppi
parlanti;
le limpide mattine
d'azzurro.
Con le mani
ti coprirai la bocca.
Non potrai fuggire
in alto nel cielo,
come te gli uccelli
infelici,
ricadranno a terra.
Non potrai gettarti
nel mare,
come te
i pesci impazziti
cercheranno l'aria.
Lascerai il tuo respiro
uomo,
con il tuo cellulare
chiederai aiuto!

(Marisa Landini)



                                  
                                                                           






AL DI LA’ DEL CANCELLO
              (Il primo cane)

Al di là  del cancello

il nero diventava più nero,
la paura scendeva
nebbia del cuore.
Adamo cercò la mano
della sua compagna
la trovò tremante…
Dietro di lui la Luce
li guardava
così doveva essere,
l’angelo fiammeggiante
aveva ancora la spada alzata,
la Luce allora cercò
vide il piccolo animale,
bastò un cenno
lui accorse,
con un dito
gli indicò la via.
Un guaito
fece girare Adamo:
due occhi umidi,
due orecchie mobili
una coda ritta
lo stavano guardando,
l’uomo accennò una carezza,
l’animale gli andò più vicino,
non sarebbe andato via.
Adamo capì,
la Luce non li aveva abbandonati,
e andarono al di là del cancello:
lui, Eva e il primo cane.
(Marisa Landini)
                   







SE TU VUOI

Se tu vuoi
arruffo i tuoi capelli
sfioro le tue labbra
così palpita il cuore.
Nel bosco delle fragole
abbracciandoti
stringo le tue emozioni
annuncio il domani con te.
Apri la mano
vi regna tutto il mio amore
che va oltre Cassiopea.
Il tuo respiro
è l'essenza dentro me.
La tua voce è un incanto
e brindando a sera
s'innalza il nostro sentimento.
Se tu vuoi
proietta il nostro film
vedrai il senso della vita
ascolterai la musica:
la musica dei nostri baci
che si diffonde
nell'etere celeste.
Senti la mia mancanza?
Mandami un messaggio
volerò da te per accarezzarti
e donarti tutto me stesso.

(Armando Mastrangelo)

                                                         



DONNA 2016
Quella mano
al di là
della rete spinata,
è una mano di donna;
quel capo coperto
da un fazzoletto di freddo,
è il capo di donna;
quell’urlo d’angoscia
è pianto di donna;
la figura di  una Madonna
con un bimbo
stretto al petto
in fuga;
e una donna!
Niente mimose
quest’anno
niente fiori
per queste donne
che fuggono,
i vostri fariseici occhi
fanno finta di niente;
non mimose,
 ma cesoie di ferro
per tagliare quella rete
per abbracciare
quelle DONNE!
(Marisa Landini)
                

PER SEMPRE... AMORE MIO


Vieni... tieni stretta la mia mano...
senza bisogno di parlare...
volgi a me il tuo sguardo...
io recepirò il silenzio dei tuoi pensieri,
le tue mute recondite emozioni.
Vieni... tieni stretta la mia mano...
non lasciarla mai...
ed insieme procederemo... per sempre
verso l'arcobaleno dei nostri sogni
lungo il sentiero incognito dei giorni.
Vieni... tieni stretta la mia mano
e sull'eco flebile di ogni alitar di brezza,
godremo delle carezze di tiepido sole,
apprezzando il regalo di ogni attimo di luce,
così... come oggi... ancora... per sempre.

(Lino D'Amico)


                    
        




SE FOSSERO SOLO MIMOSE


Se fossero solo le mimose
a parlarmi di primavera
forse non mi accorgerei,
ma il mio cuore è di verde smeraldo
ali sulle mie spalle
sull'anima
tanto che volo
come ape appena svegliata
come bruco mi stendo al sole
forse come il ricordo
di prati in fiore
quando parlare d'amore
sembrava peccato
quando un lieve rossore
colpiva le guance
solo ad uno sguardo...
Sfugge la primavera
dalle mie mani avvizzite
anche se cerco di afferrare
un lembo della sua veste
mi rimane un fiore
da mettere nei capelli
un profumo da aspirare.

(Marisa Landini)


                                 






TU DONNA
Tu donna
stai, fermati
un attimo
un attimo solo
anche se sarà difficile
trovare quell'attimo,
ma stai.
Sono fiorite le mimose
in quel giardino che conosci
alza le braccia
rubane un ramo,
mentre sei ferma
la tua mente vola.
Tu donna sai
delle braccia
che ti hanno presa
di quelle che non hai voluto,
dell'amore che hai gridato,
di quello che è rimasto un soffio.
Tu donna, tu sola sai
di ciò che cercavi
gioielli infiniti
di parole
che non hai sentito
ma che avevi dentro
e sono rimaste le mimose
quelle che hai preso
in quel giardino
strette nella tua mano,
sbriciolate di giallo
profumo
(Marisa Landini)
                         
                



MEDITATIO

Sprofondato in poltrona
come l'esiliato di S. Elena
sul passato medito.
Non trombe e tamburi rulli
non bombe e squarciate raffiche
ma grida silenziose
dalle ferite nascoste
che si rinnovellano all'occasione.
Le battaglie della vita
ciascuno porta dentro
e sfumano in lontananza
vinte dal perdono
quando l'amore
lo riempie.

(Michele Albanese)


                      





IL FIORE DELLA PUREZZA


Lassù tra i tetti
nascevo dopo un lustro
dall'ultima guerra;
terra bergamasca,
le mie radici
ove le unghie del mio cuore
si sono conficcate.
Quegli inverni
dove i nostri padri
non vedevano il sole,
quelle serate inoltrate
aspettando papà,
mentre gli occhi si chiudevano.
Questa terra fiera, dignitosa,
dove in ogni cuore
c'è l'amore per l'appartenenza,
dove oggi il fiore della purezza
ci ha uniti ancor di più,
un fiore di nome... Yara!

(Gianni Vavassori)






UN MARITO PER AMICO

Il mio più caro amico è mio marito
E noi due insieme andiamo a passeggiare,
ricordo quanto amore un dì ci ha unito
… stare in cucina e assieme cucinare.
Bello è sapere che con lui ho dormito,
insieme a lui il giorno incominciare,
far colazione sempre e d’appetito
per poi, da lui, farsi coccolare.
E quando decidiamo di andar via
di corsa prepariamo la vettura,
con la cagnetta, pieni d’euforia.
A nord e a sud in cerca d’avventura
vogliamo che il giorno pieno sia
e ci gettiamo in mezzo alla natura.
Che amico mio marito!
Il nostro amore non è mai sfiorito!
(Marisa Landini)



                   



MARZOCCA 14 FEBBRAIO 1971
''A MIO MARITO


Sei la mia dolcissima noia,
il mio non far niente,
il mio trascorrere la vita
giorno dopo l'altro,
sei il mio risveglio
ed il mio sonno
il mio pranzo e
la mia cena,
sei il mio sorriso
di ogni istante...

(Marisa Landini)


                                              





MELODIA

Non ascolto i violini
non parlano più d'amore
mentre il Big Ben
rintocca una melodia dei ricordi.
L'anima zampilla copiosa
batte forte il cuore
sono pianti di dolore
che il tempo non porta via
batte folle con ardore.
L'abat-jour illumina ancora
il Big Ben rintocca...
Non dormo leggo di te
rintocca e vedo te
m'invade il tuo profumo
inebria e penetra in me.
I violini non ascolto più
sono pianti di dolore
non parlano d'amore
come facevi tu
ma il Big ben rintocca
con l'eco di un sorriso
che parla di te.
Vibrano e si consumano le ore
dentro di me
poi affido i dolci pensieri
al tuo essere melodia.
Il Big ben non tramonta
rintocca ancora la tua aurora.

(Armando Mastrangelo)





                    


L'ULTIMO ROMANTICO

Ricerchi ancora
lo sfiorare
d'emozioni
con un manto
di sensazioni.
Ora la bilancia
non rende,
è tutto uno scambio,
in piacere intenso
e niente più.
Romantico per amore:
un mondo da donare.
Suoni col cuore
e con tremula mano
porgi dei fiori.
Vola la farfalla
senza posarsi.
Rimandi i canti
e le dolci melodie.
Nell'aria scia di un sorriso
profumato:
non passa l'incanto;
sei rimasto
l'ultimo romantico.
Con un manto
di sensazioni
ricerchi ancora
orizzonti
senza ricami
per amare
il domani.
Romantico
sei rimasto
l'ultimo romantico.

(Armando Mastrangelo)

                   
                                                




INSIEME

Tralci avvinghiati
al solido olmo
si donano vitalità

Amore perenne
per superare
le avversità

Gioco di tralci
cuori annidati
incantevoli cinguettii

Cornice
di intrecciate effusioni
su variegati filari

Insieme si pilucca
il gustoso succo
della vita

Avvitate intese di sguardi
sullo sfondo nuvole
di coriandoli d'amenità

(Armando Mastrangelo)

                 
 IL TIRANNO DI SEMPRE


La giovane e bella
danzatrice Primavera
volteggia e s'inchina
con piè leggero
dinanzi agli occhi infatuati
di vegliardo
invitto un tempo
nello sprofondo potere
di sangue e arena.
Aleggia la giusta morte
nell'aria
meno crudele
della cadente vecchiezza
che a tutti prostra
uguale vendetta.

(Michele Albanese)

                 





AMORE ETERNO

Una madre cammina a passi veloci
come volesse affrettare la vita
per rivedere il figlio
volato in cielo.
Il pensiero va alla gioia totale
di quando suo figlio le cresceva in grembo.
Era un'alba perenne,
la felicità dell'anima.
Le madri sono Madonne,
la morte di un figlio
è la certezza di Dio,
è il perché di un immenso dolore.
L'amore tra madre e figlio
è una stella che brilla in eterno.

(Gianni Vavassori)




TRAMONTO

Con lento sciabordio
e ritmica cadenza
tenui si frangono
le onde.
Satura è l'aria
di profumi arcani.
A sera, è dolce,
pigramente
indugiare
sul bagnasciuga
a respirar la brezza
ed ammirare il mare,
il riflesso tremulo
che il sole dipinge,
di dorata luce,
rosso di fuoco,
all'orizzonte.

(Lino D'Amico)



                       



 (Dedicata a Giulio Regeni)

Venne di nuovo il Cristo
in jeans e maglietta
venne per parlare di libertà
di comprensione,
di quel regno
che era dei poveri
dei miseri
in un paese
dove ancora
 l’amore non c’era……
Fu venduto
ancora una volta
come allora,
come sempre
in tutte le parti del mondo
in tutte le epoche della storia.
Torturato, sacrificato
morto…
Quante volte dovrai ancora morire
mio Gesù
prima di rimanere nella luce
su questa terra,
prima del tuo vero ritorno,
forse fino a quando potrai vivere,
per noi,
senza essere sacrificato.         (grazie Giulio)

(Marisa Landini)
             






L'AMORE E' POESIA

Due sguardi si incontrano
una luce intensa li abbaglia:
è l'amore che nasce
nell'eterno mistero
di questa meravigliosa vita.

(Gianni Vavassori)


                      
                                                   




SILLABE DI SILENZI


Tra evanescenti guizzi di luci ed ombre,
avaro, l'attimo sillaba, confusi, i silenzi
e partorisce labirinti d'apparenze sciape.
Brontola la risacca tra i sassi sulla battigia,
disegna muti spazi senza geometrie
che mi illudono con metafore di sogni senza luogo.
L'autunno non regala i suoi profumi al vento,
io chiudo gli occhi... si riaccendono i ricordi,
ma i loro brusii non odorano più d'infinito.
Fugge il mio tempo verso il tramonto
ed io mi smarrisco in quel lontano altrove
tra misteriosi meandri vuoti di sensazioni.

(Lino D'Amico)



               










Parole... Poesia... forse


Parole... che germogliano, orfane di rumore
e parlano, zitte, con la melodia dell'anima
confuse nel fluire di un tempo cadùco, tra
sparuti sussurri (...)
Parole... silenziose e smarrite insieme,
scritte per non dimenticare una
sensazione e meditate, poi (...)
Parole... vermigli riverberi di un precoce
tramonto sul tremulo orizzonte dell'eternità (...)
Parole... lacrime e gioie di emozioni sognate,
istanti che evaporano tra i meandri della
mente, mani tese a perdonare (...)
Parole... Poesia... forse...

(Lino D'Amico)


                                               

      








IL TEMPO


Tutto cambia 
e tutto trasforma.
L'anziana memoria langue
come levigato sasso
nel torrente d'un fiume
che a tratti lo trascina
per il doloroso letto.
Il Tempo crudele
con diamante scalpello
fallisce in Amore.

(Michele Albanese)


                     




…Togli la maschera

dai colori sgargianti,

guarda il tuo viso

pulito

di occhi sognanti

di affetti precisi

di cieli puliti

non nascondere il volto,

troppo tempo la storia

è divenuta follia,

maschera

di questa terra

lasciata a se stessa

lacrime nascoste.

L’uomo

non vuole più maschere,

non vuole i fumi del grigio,

non deve nascondere nulla,

il ritorno

è nudo

solo con la testa

alzata verso il cielo…

(Marisa Landini)

                            







AMORE CONTRASTATO 


…Quante volte

ho provato il ricordo

di quel volto lontano

dello sguardo perduto

dell’amore lasciato,

quante volte

ho cercato

la frase

che dicesse l’amore

che dicesse del cuore

che io avevo

buttato… 
(Marisa Landini)


                        






BELLEZZA FUGGENTE DELLA VITA


Ancora mi arriccio

i capelli e passo il rossetto

ancora mi guardo allo specchio

e sorrido

non vedo,

la fuga degli anni

la maschera ho messo

che sempre mi dà giovinezza.

(Marisa Landini)

                                                                                 





INVOCAZIONE AL SIGNORE


… Frullio d’ali

come angeli vaganti

su questa Terra

ti cerchiamo o Dio…

alzati gli occhi

tra le nubi vaganti

vogliamo scorgerti…

ma non sei in alto

sei negli occhi

smarriti

del fratello che soffre

che ci tende la mano…

(Marisa Landini)
                     









PARTENZA
Corri,
il treno parte.
Il cellulare
rincuora
piangendo.
La speranza
è dietro l'angolo.
L'arcano destino
si nasconde.
(Michele Albanese)
                                                                            
                               
                                                            





ENTRERO'

Entrerò in casa
in modo leggero
nel silenzio totale
con l'immagine del giardino
negli occhi
dove il lusso delle melegrane
si sposa con la dolcezza
delle rose;
dove l'opulenza della bouganville
si smorza con il delicato profumo di lavanda
là, dove tutti giocavate
cercando lucertole e maggiolini.
Ancora grida, canti, musica...
io, in silenzio, trasparente
mi sdraierò sul divano
per osservare
per far sentire
ancora da lontano
una scia di voce.

(Marisa Landini)


                                








RIPOSTO

Luci e ghirlande

nello scatolone,

alberelli luminescenti

spenti

il Natale scompare

in  poche mosse,

gli angeli ancora volano

il bimbo Gesù

sorride ancora

mentre lo baci

lo appoggi su un pizzo

anche Lui riposto:

la traccia di luce

della stella non scompare

con il presepe inscatolato,

tutto il calore di una Nascita

di un Mistero rimane.

Quello scatolone in cantina

diventa momento di preghiera

ogni volta che gli passi davanti.
(Marisa Landini)
                           





ALBA CHIARA

Sol levante
mattutina speranza
illumina il pensiero
della notte stressante.
              Sol levante
apportatore sei
d'entusiasmo.
Simile all'esistenza
nei giovanili anni
gli sconosciuti affanni
''Godi fanciullo mio''
              Veritas est.

(Michele Albanese)

                       




SOLO AMORE

Con copertine accattivanti
coloro le vetrine
Mi sfogli con curiosità
Se vuoi puoi leggermi
A volte tolgo il respiro
Durante il percorso emoziono
nel raggiungere la fine affascino
Sono una storia con tante sorprese
Mi distendo in righe
lungo la riva del mare
dai monti guardo
l'infinito orizzonte
Coinvolgenti alchimie
tra distese di grattacieli
Immagini di vita in libertà
per strade sconfinate
Scavo solchi di desideri
nelle viscere della fantasia
Se mi leggi
sappi che sono messaggero
senza colpe forse un rompicapo
con prospettive immense
Amami come eterno amico
non sarai mai tradito
portami con te in qualsivoglia luogo
Durante il viaggio del vivere
scoprirai che sono un tesoro
Mi chiamano Libro
La mia essenza è conoscenza
per te solo amore

(Armando Mastrangelo)



                    





TORNA
In un momento torna
mi arresto
lei si allontana
lasciando un alone
di desiderio.
Lo sguardo accogliente
di una paradisea
meravigliosa, irraggiungibile
penetra in me destando
la grazia dell'attesa.
Tra i fiori che ricreano
m'inebrio e sfoglio
l'icona della dolce melodia.
Torna deliziosa
e in un momento
rivedo l'armonia solare.
L'aura misteriosa
in un attimo
l'intenso profumo m'invade:
odo vivere
la magica emozione.
Ritorna l'estasi
e in un momento
rimane sospeso il mio tempo
e corro per immergermi
nei brani ameni della natura:
dentro me
il sorriso dei suoi occhi.
(Armando Mastrangelo)
                     






             ANNO  CHE  VA 


Un gioiello al dito


quattro giri d’oro

intorno al collo

scintillante

brillante entusiasmante

per salutare

un anno che va.

Quante volte ho chiuso il tempo

nella mia mano.

quante volte l’ ho stretto

e invece l’ ho fatto fuggire

e allontanato

mostro unico che mi vuole schiacciare

che non si accorge che tu voli

ed io alta nel cielo con i miei piedi sbattuti

sono stata più veloce di lui

e l’ ho imprigionato,

il tempo non c’era più.
(Marisa Landini)
                      








LA SERA
Non m'è affatto cara la sera.
Il calar delle ombre m'incupisce.
Non per la tarda età, si capisce
anche quando la bella gioventù impera.
Eppure il calar del sole è incantevole
ma al pensier della giornata andata via
rimpiango il tempo perduto con malinconia
e penso che qualcuno sia colpevole.
Senza aver vissuto le mie ore
afflitto mi chiudevo in casa in attesa
perché il sonno levasse l'offesa
cancellando in modo completo il dolore.
Ma quando sorge il sol nuova lena
entusiasmo ed energia sono pronte
ad affrontar il nuovo giorno alla fonte
e dimentico il giorno avanti la pena.
Caro Ugo, a te la sera è eloquente
forse sognavi d'abbracciar una diva
a me la donna m'è stata schiva
e il cuor come belva era ruggente.
(Michele Albanese)


                               



NATALE 2015


Ho messo il presepe
in una conchiglia
per sentire
il rumore del mare
ascoltare il richiamo
di chi si vuole salvare
udire chi dice di essere vivo
di chi non ha un Dio diverso
che come noi sa invocare
e pregare;
ascoltare quel dolce rumore
che ci porta ad un Uomo
venuto da lontano
che parla di amore
e di misericordia
che unisce tutto il mondo
stretto con una corda
per non lasciare fuori nessuno
nemmeno il più lontano
russo, asiatico, africano o americano.
Su questa Terra c’è una grande famiglia
che si può chiudere in una conchiglia!


(Marisa Landini)




TEMPORALE

S'ode un rombo
dilagando per l'aria
d'occidente ad oriente
con lampi intermittenti.
Le nuvole
nel luttuoso ammanto
si stringono
unite nella forza
e versano lacrime
che sferzano la terra
per il vento furente.
Tace il resto!
(Michele Albanese)

 





SOLITUDINE A MILANO 
Il traffico mi scorreva vicino e indifferente,
ma io lo sentivo lontano,
ed un freddo pungente
pervadeva la mia malinconia
in quella gelida serata invernale.
Una luce fioca illuminava la panchina
dove riposava una donna
coperta da poveri stracci.
Come il ritratto della solitudine dai bianchi capelli
e dal volto inespressivo,
l’indigente giaceva tra le brutali braccia dell’inverno.
Quale vita aveva scavato le rughe del suo volto?
Aveva mai amato? Pianto? Gioito e, forse, partorito?
Annegavo in quell’immagine di emarginazione
e, malinconicamente,
sparivo come un fantasma nella fitta nebbia
che fagocitava tutti i miei pensieri
e, conscio del mio egoismo, anelavo al caldo tepore del letto.
Solitudine dai capelli bianchi
e quattro cenci dal cattivo odore
…la mesta sconfitta di una vita.
(Gianni Vavassori)



NATALITA'


Ogni giorno una nuova alba,
ogni giorno una nuova vita
e il rinnovarsi di un dono,
di un mistero.
In un filo d'erba che nasce
vi è amore.
La nascita di un bambino
è il completamento dell'amore.
La nascita di Gesù
è la perfezione dell'universo,
è la certezza,
è quella nascita che non morirà.
(Gianni Vavassori)



                                            








                                     RESPIRO 

Lascerai il tuo respiro

uomo,

là, dove

scenderà la nebbia

carica di idrocarburi.

Cercherai ancora

un alito di vita,

ricorderai

i prati lontani

e verdi;

gli alti pioppi

parlanti;

le limpide mattine

d’azzurro.

Con le mani

ti coprirai la bocca.

Non potrai fuggire

in alto nel cielo,

come te gli uccelli

infelici,

ricadranno a terra.

Non potrai gettarti

nel mare,

come te

i pesci impazziti

cercheranno l’aria.

Lascerai il tuo respiro

uomo,

con il tuo cellulare

chiederai aiuto!!!
(Marisa Landini)






IL BALLO DELLA NEVE

Nell'attesa dei giorni di Natale,
dall'ansia degli acquisti
ed altre cose
ci distolse improvvisa
e non attesa ancora
l'arrivo della gelida signora.
Cadde la neve nella notte oscura,
e case e strade
del virgineo manto sono coperte.
Le donne, ridestate nel mattino
dall'insolita quiete della via,
s'affacciano sugli usci delle case,
e da innevate soglie si dipana
nel vico
l'allegra ciarla
ed il saluto amico.
Poi s'armano di scope, le solerti:
come befane e streghe d'altri miti,
iniziano la danza della neve
e, saltellando rapide, le vedi
in un lasso di tempo
spiccio e breve
liberare le soglie e i marciapiedi.
Ristanno alfine
garrule e vicine,
paghe e coscienti del dovere assolto,
a contemplare l'opera compiuta
e il bianco acèrvo
al mezzo della via.
Ma la città, maligna ed efficiente
che mai riposa
ha tosto ridestato
dai torpidi rifugi dell'estate
gli sferraglianti mostri spazzaneve.
Sotto attoniti sguardi di comari
s'introduce nel vico,
orrendo e lento
il marchingegno ansante e sonnolento
ed alle soglie
spoglie
restituisce una fangosa neve
e la nerastra mota alle banchine.
Guardan le donne, tacite, stizzose,
poi tutte insieme,
ad un complice cenno di alleanza,
impugnano ramazze minacciose,
e al freddo gioco di sfioccare lieve
ricominciano il ballo della neve.
(Lucia Barbagallo - Luigi Tadolini)


                      





               IL COLORE DELLE LACRIME   (per tutte le madri che piangono)

Hai mai visto

il colore delle lacrime

rugiada trasparente

che si posa su ogni foglia,

hai guardato quando scendono     

sulle guance e scorrono

come piccoli spruzzi

da un’immaginaria cascata,

il colore delle lacrime

passa dal cuore

si strugge in una mano,

si trasforma in un urlo,

il colore delle lacrime

 diventa asfalto

o rotaie

o fabbrica

o mani

o uomo

o donna

là dove

si trascina

una vita che nessuno guarda,

la dove si tende una mano che nessuno vede,

là dove scoppia una bomba

che nessuno sente:

alza gli occhi al cielo

in una notte stellata,

anche le stelle non hanno colore,

vedi quante sono,

guarda verso terra,

guarda l’uomo,

il colore delle lacrime

è per tutti uguale:

trasparente.
(Marisa Landini)                            



                                  

                                                              


                              




UMORE

Ho rovistato
nella linfa dei sentimenti
e nelle viscere dell'amore
per mettere in luce
quel nocciolo del vivere
che dona tante emozioni.
(Armando Mastrangelo) 


                                  



IL FRUTTO PROIBITO


 Lei non c'è
ma sta dentro di me
forse è l'albero della vita
che si distende all'infinito.
Sarà il frutto proibito
che non si raccoglie mai.
Lei è fragrante
e pulsa ogni dì.
Anelo, con la speranza
che appaia un ninfeo
per respirare il suo respiro.
(Armando Mastrangelo)

                            




L'INCONTRO
Finisce lì.
Incantevole
misteriosa
capelli al vento
abbracciarti potrei
per tutti i sogni:
è il sublime
che penetra
nel proprio io.
Sei come una piuma
silenziosa
sento il tuo
intimo sussurro
sei vicinissima
ti guardo negli occhi.
Finisce lì.
(Armando Mastrangelo)


                 





PROFUMO

Ti sgomitoli
alla ricerca di essere libera
t'inventi qualsiasi alchimia;
idee cicliche si susseguono
lasciando tracce copiose
durante il sonno.
Sogno che tu appaia.
Di giorno
forse ti ho sfiorata
magari per caso
col pensiero ti ho accarezzata...
Miraggio
Percepisco un grande mistero
mi avvolge un profumo di ninfea
colmo di sensazioni.
(Armando Mastrangelo)



                              







AMARE MADRE NATURA

Per chi inquina si minacciano sanzioni,

si profetizzano pericoli e sventura,

nuove norme cambiano le legislazioni

incutendo nell’uomo timore e paura

per indurlo a un corretto comportamento

e del vicino ambiente ad avere più cura.

Il pianeta ha un progressivo deterioramento

per il continuo inquinamento della natura

che del clima provoca un cambiamento

e la salvezza della Terra è meno sicura.

E’ nostra madre e la dobbiamo amare,

come san Francesco umilmente rispettare.

Il mondo deve salvare la sua bellezza

promuovendo  un’ umanistica ecologia,

contemplando il mistero della natura

che lega l’uomo a ogni sua creatura.

Reprimere gli istinti di possesso,

dell’arbitrario dominio capire l’inutilità,

evitare danni all’ambiente stesso

perché porta il segno della divinità.

Di tutti è la casa comune,

desta stupore per la sua armonia,

dal degrado deve rimanere immune

per ciò che emana dalla sua sacralità,

che di Dio dimostra l’onnipotenza

insieme alla sua infinita bontà.
(Pietro Lapiana) 






AYLAN 

Né il vento, né il mare
potranno cancellare
quell'impronta sulla battigia.
Un piccolo angelo
cullato dalle onde,
ora accarezzato da madre natura.
Si cheta la sua anima
mentre velocemente
sale da Colui
che lo ammanterà d'amore,
mentre nel mondo
chiamato terra,
nulla è cambiato
e l'epidemia d'egoismo
sempre si diffonde.

(Gianni Vavassori)

                                 





I FIORI PIÙ BELLI 

L’arcobaleno
è la bellezza delle donne.
È fatto di lacrime
che dipingono il cielo
dopo la burrasca.
I fiori più belli e delicati
calpestati e gettati
da uomini privi d’anima.
Il cammino delle donne
è spossato da anni di martirio
e proseguirà solo quando raggi d’amore
toccheranno i cuori di pietra;
soltanto allora, quei profumati fiori,
attecchiranno nella fertile zolla della vita.
(Gianni Vavassori)

                               



AUGURI
(Alle amiche e agli amici della
Fraternità Anziani Anna e Gioacchino di Forlì)


Ecco ancora un Natale, amici cari,
che ci ricorda l'amore di Gesù,
viviamolo in letizia e con fervore
anche per quelli che non ci sono più.

Con le nenie più antiche ed i ricordi
intessiamo una fiaba ed un mantello
e tutti insieme, tenendoci per mano,
li metteremo accanto al Bambinello.

E se c'è un poco di malinconia
offriamo anch'essa al piccolo Signore
ed Egli in cambio ci darà la gioia
di stare sempre uniti nell'amore.

Con l'augurio di giorni più sereni
staremo ancora l'uno all'altro accanto,
nelle piccole gioie e nei dolori
insieme eleveremo il nostro canto.

(Tratta dalla silloge ''Canto di Natale a due voci di Lucia Barbagallo e Luigi Tadolini)


                                    







OCCHI AZZURRI
Non dovrò
guardare il cielo,
per cercare qualcosa
di azzurro,
mi basteranno
i tuoi occhi celesti. 
Non dovrò cercare
angeli tra le nuvole,
mi basterà il tuo sorriso
di gioia. 
Piccola farfalla colorata
ti aspettano prati di fiori
luce di vita
mete del futuro,
vai, corri,
il tempo è tuo,
io ti guarderò volare,
 mi basterà sfiorarti sempre,
con il mio pensiero.
(Marisa Landini)

 






LA SERA


Quando essa giunge, e ombre fitte la terra
involgono, non s'ode alcun ritmo di passo
né degli insetti gli strilli
siedo in orto a contemplar la natura.
E mi sovvien la triste sorte degli umani
l'esistenza che tanto affanno dona.
Quieto volgo lo sguardo al camposanto.
Ma le ceneri, sperdute per l'aura
e dalla culla grande vecchio nulla
passami per le ossa un brivido forte.
Eppur non ti temo o morte.
(Michele Albanese)







SONIA

Quante orribili sorprese
la vita dona! O cara Sonia.
Obiettai il male di vivere
ignaro dell'insidiosa strega
che con falce stava in agguato.
Ti spegnevi, candida candela,
nel tacito silenzio,
al canto della Musa.
Entrambi sognavamo i tempi andati
nel carezzevole vento Urbinato.
Tace la Musa
e una fitta al cuore
non lascia respirare,
finché non sgorga l'amor vitreo
l'unico sfogo che Natura dona.

(Michele Albanese)







CAMMINEREMO


Cammineremo
lungo il piccolo fiume
fiume bambino
ascoltando il commento
dell'acqua trascorsa
tra lucidi ciottoli,
mano nella mano,
quando ti siederai su una panchina
io mi metterò accanto;
quando coglierai un fiore
io ne prenderò un altro,
canteranno merli e usignoli
solo per noi
il quadro dell'autunno
ci coglierà
ci trasporterà nel suo interno
ed ogni foglia caduta sarà un regalo per noi,
cammineremo proseguendo
lungo quella strada
proseguendo, proseguendo
mano nella mano proseguendo...

(Marisa Landini)



 





BRACCIANTE AGRICOLO

Sorgeva all'orizzonte il primo sole
perché corresse ad acchiappar farfalle.
Con zaino pieno dietro alle spalle
per nutrire la numerosa prole.

Ora s'affanna a calpestar le viole
perché non fosser mangime alle stalle.
Alfin rotola a valle alcune balle
e cade supino e il seder duole.

S'avvia per lavarsi ad un torrente
e una vipera nel sentier calpesta.
Pensa che fosse una spina giacente

fra sterpi e cespugli ignaro s'appresta.
All'improvviso un gran dolor sente
e cade stecchito e inanime resta.

(Michele Albanese)











         ESTATE 1980


Come una foglia precocemente


ingiallita,

se ne andava piano piano

la vita di mio padre

in una lunga estate calda.

Bologna due agosto;

un boato,

si ferma l’orologio della stazione

si ferma la vita, il mondo,

vite spezzate in un attimo

da una vile mano.

Primi colori, primi profumi

prime notte stellate

primi cieli azzurri

prima estate di mio figlio. 

(Gianni Vavassori)


 





(Castelfranco in Miscano)


LI TUOCCHE


Lu ''llorge sone
quanne li pare a isse.
'Ncastunate
com'a nu 'mberluocche
'mmiéze a li prete vive
de lu campanare,
nen conte cchiù lu tiempe
ma cante...
cu tuocche d'argiente.
E'a la voce de chi
tène ancora da dì
o èa lu uàlie de chi
nen vò murì?
Nide de tante fatte
mò, viécchie e abbandunate,
segne la vite de lu paese
a modu suie.
Li tuocche ca vanne
andò vonne lore
so note de libbertà!

(Anna Bonnanzio)

Traduzione:
L'orologio/ batte le ore alla rinfusa./Incastonato/come una gemma/tra le pietre vive/ del campanile,/ non segna più il tempo ma canta.../con rintocchi cristallini.// E' la voce di chi/ ha ancora da dire/ o è il pianto di chi/ non vuole morire?// Scrigno di mille eventi/ ora, vecchio e trascurato,/scandisce la vita del paese a modo suo./ I rintocchi vagabondi/ sono le note/ della sua libertà.









LA PORTA CHIUSA

Ogni volta che passo
per quella via
sento un non so che
di nostalgia.
La porta d'ingresso
è sempre chiusa
non c'è nessuno
che la usi.
L'eterna assenza
si manifesta
ogni traccia è morta
o ipotetiche gesta.
Si attende invano
un continuatore
ma tutto è stasi
e ammuffite spore.
La gentil Musa
sofferente addita
lo scandir delle ore
diverse ripartite.
S'il Tempo c'è
scomparirà il tutto
dal Big Ben debutto
ritornerà in sé.

(Michele Albanese)






 
Alla luna che si spegne al giorno

Quando hai sfiorato il mare 

sei forse riuscita a rapire

un lembo di tessuto alla medusa evanescente

per fasciartene il capo e accomodartelo sul volto.

Nel tuo morire al giorno che rischiara e sfuma

d’un impreciso turchino,

riveli un viso un po’ abbassato

che si trascina lento, passo passo,

in compassionevole accenno di sorriso.

Dispone il vento boccoli nebbiosi  e biancastri

come lunghe mani tremule le dita scarne

tendere al tuo sensibile pallore,

a te scultura del cielo come fossi  umana

e ascoltassi e patissi nel lento tuo vagare

le suppliche dei vivi e dei perdenti

levarsi da membra effimere protese.

Nel coro di brusii dell’alba cicaleccio quasi                 

sembrano tentare un mormorio di querulo lamento

E tu, le occhiaie divenute più fonde,

le labbra grandi sfatte nel provare forse parole

da mediare al cielo, o baci al mondo,

doni il tuo smarrirti dolce

lento, passo passo, nel palpito finale,

alle mani lunghe che si sfaldano

in boccoli sempre più scarni sempre più sparsi,

dimenticati a sembrare altro.
(Maria Grazia Frassi)







Come d’alchechengi neppur radici

Si aprì un passaggio tra l’intrico

ma triste come la radura

ne fu delusa,

gramigna dirompente

tirannia strisciante di edere,

e  convolvoli verdi ancora.

Lo ricercò l’anno successivo

e ogni anno inutilmente,

rampicante tremulo

come pervinca inviso

e soffocato…

Fragili piccole lanterne

in pergamene a spicchi le bacche:

gocce aragosta sugli addobbi

a colorare autunni e inverni;

semi pralinati nelle feste.

Ne trovavi macchia ridente

tra ortiche e rovi ed erbe vetriole

e sparvero, fin dalle radici spente.

(Maria Grazia Frassi)






Senza capire 

Veniva spesso a salutarci

specie in giardino all’ombra

nell’estate; affabile e vispa.

  D’un tratto si è perduta…

nel labirinto della mente,

ora è assopita come assente.

La vado a trovare ogni tanto:

  mi riconosce a stento

ma mi stringe la mano forte

  senza  lasciarla andare,

io sono una signora vaga

  e non sa dirmi quale…

L’ultima volta ha pianto tanto

  quando mi ha visto entrare,

  ha stretto la mia mano

senza arresa o lasciarla andare;

con voce opaca ma decisa

-Portami a riposare un poco

  nel tuo fresco giardino-

mi sussurrò con volto triste.

Ma l’inverno della stagione

era col suo troppo inoltrato.

Mi trovo a canticchiarle piano

  vecchie canzoni care

a parlarle di ortensie e delle  rose …

Vedo un sorriso e poi si spegne

-Ma non ha senso ricordare!-

  sussurra triste in volto.

  E io non potevo nulla…

Anch’io, soltanto, un nodo in gola,

potevo  stringerle una mano

  con le mie mani…forte.

(Maria Grazia Frassi)

 




YARA
Una preghiera sussurrata
davanti ad un altarino
di fiori e peluche.
Un vento freddo
asciuga le lacrime
prima che scendano al cuore.
Dietro un prato di sterpaglie,
dove rose bianche lacrimano
dove una luce abbaglia.
Un’anima giovane mi avvolge
con il suo sorriso.
Corvi neri, in lontananza,
fuggono impauriti.
(Gianni Vavassori)



               






È  PASQUA!


È Pasqua! Lo dicono i monti

ridenti, di verde smaltati;

lo dicono i rivi e le fonti

di vergine linfa gonfiati.


Lo dice l’azzurro zaffiro

che gli uomini chiamano ‘cielo’;

lo dice ove l’occhio rigiro

il pesco col mandorlo e il melo.


Lo dice ogni siepe, ogni prato,

la rondine garrula in volo

che grida: “Il bel tempo è tornato!”


Lo dice il tumulto del cuore

che in ogni vivente è un crogiuolo

nel quale rinasce l’amore.
(Bruno Fiorentini)










Il tempo delle attese 


Nel gioco silente del rincorrersi dei giorni

l’ovattata armonia  di ogni levar del sole

lambisce, intima, il dissiparsi delle ombre,

e scandisce l’incognita del tempo delle attese.

Con l’alternarsi di attimi ormai alle spalle,

fugaci, riaffiorano emozioni nuove

nell’ingenuo chiarore di tremuli miraggi

dove  germogliano speranze e fantasie.

Non odo eco alcuna che sbadigli nostalgia

o stridori di illusioni profughe di silenzi,

mentre abbraccio sogni di eteree melodie

da scrivere su pentagrammi ancora intonsi.
(Lino D'Amico)









Quando l’attimo fugge


Quando l’attimo fugge incoerente

e si disperde tra mute memorie,

pare amalgama di intonse apparenze,

di celate evanescenti speranze zitte

e di vane attesa avvinghiate ai giorni.

Quando l’attimo fugge impotente

e si smarrisce tra incorporei trascorsi,

pare scivoli via ingenuo, infecondo,

come sabbia tra le dita aperte di una mano

rivelando solo la sciapa essenza del nulla.

Quando l’attimo fugge inconsapevole

e si spaura tra il vuoto silenzio di rimosse emozioni,

pare rimandi a scosse urla di dolore,

poi, via via, si annulla tra il groviglio dei dubbi,

confusi, senza lasciare armonia a dipanarli.
(Lino D'Amico)






        UNA FARFALLA    

 



Un battito d’ali

su quell’asfalto rovente

in un giorno d’estate.

Sfrecciano le auto

tra frettolosi passanti.

Ultimi istanti

di una breve vita.

Ora solo un alito

di vento

fa vibrare

le piccole ali

nell’illusione

di una vita

che non c’è più.

 

(Gianni Vavassori)