POESIE DEI NOSTRI AMICI PAG.2






POESIA

Quando la poesia
si ferma
in parola
che trabocca da roccia
zampilla
come limpida sorgente
non la puoi fermare
fugge da ogni comando
si nasconde 
riemerge ritorna ti assale
stordisce
rimane nel pensiero bloccata
 fin quando finalmente
si riposa su un foglio
e tu soddisfatto
puoi chiudere gli occhi
ed essere pronto 
ad altre parole.

(Marisa Landini)




IL TABLOID

Circondato
da una striscia di azzurro
quel viso che avevi visto
poche scritte di blu o di nero…
una vita
passata in un attimo
mille racconti,
non servono parole,
non serve neppure
il ricordo
rimane tutto attaccato
su un foglio,
già l’acqua lo scolorisce
il vento ne alza  un angolo
se passi tra un giorno
non ci sarà già più.
Al suo posto un altro foglio
un altro nome.
Sarà vissuto veramente,
ci divertiamo ad attaccare
tabloid
per ricordare qualcosa
che neppure noi
sappiamo riconoscere,
forse è vita,
forse solo carta!

(Marisa Landini)




PAOLO DI TARSO



Barba incolta,
occhi infossati
viso asciutto
statura bassa
anche le gambe
sono storte,
dove predicherai Paolo di Tarso
la tua dottrina d’amore
su quella carretta del mare
stretto tra esseri maleodoranti
in fuga come te
da un posto
dove nessuno li vuole                         
dove le parole d’amore
sono armi, sfruttamento, fame            
odio, malattie, orrore
orrore, orrore…..
Vai per mare, Paolo di Tarso
Roma ti aspetta,
là nuovi imperatori
non hanno bisogno della tua dottrina
questa volta non giungerai a Roma
Paolo, non ti taglieranno la testa
ti fermeranno prima:
sarai rimpatriato
là sulla sabbia,
cotto. distrutto,assetato
affonderai le mani
urlando ancora a tutti
scriverai ai Romani
che niente, niente
nulla giova se manca l’amore
e brucerai con quei fratelli che noi
cristiani, scacciamo.

(Marisa Landini)





TANGO

Con te
quei passi avanti
indietro
la tua mano
al mio fianco
la tua gamba verso di me
io stesa da te
in quel momento
disperso
non ripreso
da nulla.
Tango
alzo il mio piede
mi prendi, mi adagi
mi riprendi
volo
niente di umano
 non so cosa
 forse neppure
musica tango
adagio si spegne
 sono ferma
 riversa viva.

(Marisa Landini)




ELONA E GABRIELE

           SPOSI


Il cuore di mio figlio
mandava segnali d’amore
quando era nel grembo materno.
Gli anni felici
di un bimbo fatto uomo.
Questo giorno particolare
nel sigillo eterno dell’amore
con una fata
venuta dal pianeta bontà.
Nicole frutto del loro amore
li accompagnerà
Per una felicità totale.

(Gianni Vavassori)



QUANDO

Quando
tornerò
dalla luce
nemmeno un piede
toccherà il terreno,
solo le punte
perché io
danzerò, danzerò
danzerò solamente
con le braccia alzate
 verso il cielo
piroette, voli, saltelli,
inchini, giri e giravolte
nella mia danza..
Solo il canto continuo
come quello di piccola sirena
come quello di allodola
di usignolo,
mi farà sentire.
Quando io ritornerò
dalla luce
non sarà facile scorgermi.

(Marisa Landini)



ANDARE

Lasciati andare
camminando adagio
nessuna premura
passo non veloce,
lentamente alza gli occhi
quelle rocce spaccate
non si impongono
sembrano accompagnarti
nel tuo passaggio,
quale mano precisa
le avrà tagliate;
il verde intenso di quell’acqua
voluta dall’uomo
ti attrae,
si ferma il respiro
solo l’incessante ritmato
frinire di una cicala
ti dice che sei nel reale: il Furlo!

(Marisa Landini)



IL NOSTRO GIARDINO


Fiori variopinti
abbelliscono
il piccolo giardino
prato verde
come tappeto
pomodori rossi
risaltano l’angolo.
Sotto foglie di vite
una merla ha nidificato.
La natura ci ha donato
la sua legge.

(Gianni Vavassori)





MANI 2

Quella patata
sporca di terra
mi è rimasta in mano
l’ho toccata
con riverenza
ho tolto adagio
ogni piccolo rimasuglio
è diventata bianca, pulita.
Allora ho visto
le tua mani nere
che scavavano
la toglievano
dal proprio solco
la mettevano
in una cassa
con il ritmo sempre uguale
veloce,
più casse,
più centesimi.
Così come nei campi di cotone
fragilità delle mani,
non riusciamo neppure a vedere
quelle ferite da due chiodi,
non vediamo più nulla
addormentati da un malefico Sole
che ci costringe
 a non avere
un minimo di umanità,
tutto finisce al ristorante
o in un grande magazzino!

(Marisa Landini)




                            MANI

Mani
lasciate
un attimo le tasche
dove si erano raccolti
i pensieri
i tesori
gli odi
i timori
le  paure
le speranze
provarono
ad accostarsi
tutte sapevano di qualcosa
profumate, levigate
rugose, nodose
calde, fredde
sudate
le mani si muovevano
attorcigliate nell’aria
tentacoli
alla ricerca
di appigli
che non trovavano…
Stanche nel grembo
non aspettavano
più nulla
i rumori si erano affievoliti
isolate tornavano nelle tasche,
fu una sola nota
che venne dall’aria
e intrecciate
le fece volare.

(Marisa Landini)




 OLIVER 


Non mi lascia
il senso di colpa
preme forte
nell’anima sul cuore,
fa male.
Ti abbracciavo
mentre ti addormentavi
per sempre.
La tua morte anticipata
per non farti soffrire
il tuo cuore malato
ha finito la sua corsa.
Mi mancano i tuoi
grandi occhi
che mi guardavano
con immenso amore,
mi manca quando
mi rubavi le ciabatte.
Mi aspetterai
dove i cani aspettano
prima del ponte
lo attraverseremo insieme
per sempre.

(Gianni Vavassori)




GINESTRE

-Lascerò
ginestre
a guardare il mare
oltre le sponde                      
dove le prode di sassi
ancora avevano qualcosa da dire.
Orizzonti azzurri
da ripercorrere
perché nulla
vada perduto.
Lascerò ginestre,
lascerò marine
dove la rete
vagava nell’aria
per non pescare nulla.
Lascerò così un ricordo
in quella rete,
tra quelle ginestre
nell’azzurro del cielo
che si rifletteva sempre
con il bianco
di qualche nuvola
nel mare;
 lascerò qualcosa,
forse un ricordo
che scivolerà
tra canti di usignoli,
voli di gabbiani
onde leggiadre e leggere
dove ormai mi sono rifugiato,
sì, lascerò…..-

 (Marisa Landini)



SCUSATEMI (raccoglitrice di uva)

Scusatemi
non volevo
scomodare nessuno
per me,
volevo solo
andare avanti
con questa vita vissuta
come quella di tanti:
Un giorno di sole
di quello in cui molti stanno al mare
distesi
tra melodie e parole,
quello in cui molti vanno in chiesa
a confessarsi e pregare…
in quel giorno di sole
mentre la mia mano si aggrappava
ad un grappolo,
quello gonfio di luce
si è staccato
ed io mi sono staccata con lui.
Mi hanno trovata 
in quel sonno distesa.
Ora parlano di me,
io vorrei che urlassero 
a chi sta seduto
su rosse poltrone di velluto
 di ricordarsi
ogni tanto
di chi va alla terra
di chi per mangiare
sa solo di terra.
“Scusatemi ancora
se mi sono permessa
di morire”

(Marisa Landini)





NATA

Se non fossi nata,
rimasta là
nel nero di uno spazio
profondo
Se ….
non avrei
visto
quel raggio di sole
uscito
di nascosto da una nuvola,
non avrei
visto
quel piccolo nontiscordardime
intrufolatosi
tra il selciato,
non avrei visto
la tua mano
da tenere stretta
per tutta la vita!

(Marisa Landini)




SENTIERI SCONOSCIUTI

Sentieri sconosciuti
oltrepassano le barriere del tempo
ormai invaso dalla speranza
normale e noiosa.
Sentieri sconosciuti
sono i nostri tempi
come un'anima sincera
libera come il vento, libera come
la felicitò di tanti bambini.
Sentieri sconosciuti
sono i nostri sentimenti
come i pendii dei monti.
Sentieri sconosciuti
come la mia anima senza speranza
il suo sogno e la mente separata.

(Mauro Testoni)


A SQUARCIAGOLA

Voglio cantare per attirare
il tuo sguardo
come l’usignolo che rallegra
il cuore delle anime in pena.
Voglio suonare i dolci ritornelli
per allietare le serate
evanescenti e poi risorgere
come il sole al mattino
colmo di sinfonia.
Voglio cantare a squarciagola
dopo le fatiche del giorno
per arricchire di prosperità il domani,
col canto delle cicale
andare al mare e tuffarci
tra le onde, togliere
quell’uggia maledetta
che offusca i sentimenti.
Canto all’unisono con te
verso l’infinito cielo
e così ringraziare le meraviglie del mondo.
Canto le planetarie intenzioni
dalle immaginarie finestre del cosmo
affinché l’aria dei nostri respiri
sia feconda di speranza 
e si diffonda il nostro amore.
Canto all’universo
dell’anima e tra le pieghe di sensazioni
per dire all’immensità
di sciogliere i duri cuori
per amarsi di più.
Voglio battere le ali
senza stancarmi mai 
affinché possa scoprire altri orizzonti
e sognare l’insieme nei siderali mondi
ed essere tutt’uno.
A squarciagola voglio cantare
con la fragilità che ho
per vedere sempre più luce
ed abbracciare il Sublime
con radiosa sorpresa
                     ed aspirare all’eterna felicità.                      

(Armando Mastrangelo)




VOGLIA DI PRIMAVERA
                                                 

Cala la notte
in silenzio 
e cristalli di neve
come bimbi allegri
s’adagiano al suolo.
Questo è un inverno perenne
ove le primule gelano.
La primavera piange,
non può colorare
questi giorni di marzo.
Il vento freddo
sferza i volti
di malinconia.
La pioggia nasconde
le nostre lacrime
per una primavera
ancora lontana.

(Gianni Vavassori)



DONNA 2018

Sì, sei l’universo,
senza di te
non un attimo di cielo,
un raggio di colore
un filo d’erba
una goccia di acqua,
non un vagito d’uomo
vita assoluta.
L’Amore, di te
ha avuto bisogno
per esprimersi,
per provare
di essere Amore,
Tu, Donna, Madre
quando hai detto:-Sì.      
Quando hai preso l’Amore
sanguinante tra le tue braccia,
Tu, sorella di tutte le donne
Regina ora dell’universo,
Tu salvezza dell’universo,
Tu ancora Donna, sempre Donna

(Marisa Landini)





UN SORRISO

Vorrei regalare un sorriso
a tutti
proprio tutti,
a un pettirosso infreddolito
ad un gatto addormentato
ad un fiorellino giallo
sbocciato fuori tempo
all’albicocco già pronto
ad una zanzara trovata per caso
a quel barbone
che non sa dove andare,
a te che vai in chiesa
a pregare
a te che non hai nulla 
per cui sorridere,
a quel nero che mi chiede
un soldo
a quel prete
quasi demotivato.
Regaliamoci un sorriso
possiamo anche piangere 
un poco
ma sorridere poi,
con quel poco di neve,
con quel tanto di pioggia,
anche con il vento,
con quel dolore sulla spalla
con il pensiero
di camminare ancora,
forse in salita,
forse adagio…
ci sarà sempre un sorriso
forse sarà l’età
che un poco di demenzia…
mi dà!
 E……con un risolino
l’arcobaleno nel cielo verrà!!!!!

(Marisa Landini)





Se il sole avesse un cuore
e se fosse un buon oratore
direbbe con sue 
parole, le preghiere d'amore.

(Mauro Testoni)




APRI

Apri la finestra
il soffice fiocco
ti entrerà in casa
volando leggero 
per posarsi
sul pavimento.
Apri la finestra
la luce chiara
ti renderà
bianca, 
tutto  il grigio
scomparso,
 il rumore finito....
Potrai sederti e pensare
quasi un sogno
un mondo
così sereno,
così bianco...

(Marisa Landini)





PERCHE'

Perchè solo i nostri cuori
si possono capire,
perché le nostre lacrime
sono le nostre parole.
Perché ti pensa il mio cuore?

(Mauro Testoni)


Gioire

Non volevo vedere 
quel che dovevo vedere
Ho buttato tutto
dietro le spalle
Il torrente
della vita scorre
sia che piova o nevichi
il mio sole sei tu
Voglio godere
di quel che sei
soprattutto il bello
che hai dentro di te
Vivere lontano dal tuo io
rinnova il desiderio
di averti accanto
Senza di te non saprei
dove raccogliere il tempo
Coinvolgente quella dolce
essenza che ti avvolge
Solo e sempre nei miei pensieri
per serrati sentieri
coi fiori pendenti
che sorridono al vento
nel mentre i tuoi battiti
sono colmi di me
Piangere ridere gioire
canto lungo i viali della musica
… un timoroso sguardo al cielo:
l’infinito è l’insieme dell’amore.

(Armando Mastrangelo)






FUI   3

Fui farfalla
leggera
 volante
intorno ad una fiammella,
il suo calore
la sua luce
vita, musica
sogno,
solo un battito d’ali,,,,,
leggera polverina luminescente
lasciata sul bianco di cera,
mai fermata,
mai una bruciatura
delle ali trasparenti,
solo il frullio.
Consumata quella candela
rimasta la luce,
rimasto il calore,
di me rimasto il volo!

(Marisa Landini)



14     FEBBRAIO

Non riuscirò
forse più a sentire
frasi di quelle lasciate
smorzare
tra lo scorrere dell’acqua,
non riuscirò nemmeno a pensare
a tutto ciò
che si è spostato
tra le nuvole biancastre,
a quello che ho nascosto
 tra le pagine di un libro,
nulla nella musica o nel canto,
solo ripassando con le dita
tra un ciuffo d’erba,
trovare i peli del mio gatto
rimasti attaccati alla mano,
la carezze saranno vive,
 ricchezza infinita…
ancora un nome, il tuo.

(Marisa Landini)




      HIROSHIMA

Gli anni della pubertà
quando la voce cambia.
Un incubo notturno
entrava nella mia psiche
nei sogni nel profondo.
Camminavo tra persone
d’improvviso
una grande luce immensa,
terrore paura
il risveglio,
il mio cuore impazzito.
Ora con i capelli argentei
i perché
si stanno sciogliendo.
Quell’incubo può tornare.
La grande luce terrena
può sciogliere questo mondo
per mancanza d’amore.

Gianni Vavassori)



LA   VALIGIA

-Ho preparato
quella valigia,
quella di mamma marrone
di pelle con una fibbia dorata,
in fretta;
mamma e mio padre
erano già per le scale,
qualcuno li spingeva,
non lo conoscevo,
forse era un parente lontano,
ma era vestito di grigio,
aveva una croce nera sul petto
forse era un sacerdote….
Io facevo del mio meglio
con i miei dieci anni
ancora da compiere,
avrei fatto una bella festa.
Cosa potevo mettere così in fretta,
le mutande di sicuro, i calzini
le gonne le maglie
anche un pigiama…..
Un urlo, devo scendere,
andrò su un treno,
un bel viaggio con i mei,
 ma dove sono,
siamo stretti,
mi manca l’aria,
devo scendere,
c’è una rete,
entriamo sembra una casa
 sono nuda
forse devo fare
un bagno, vedo delle docce,
non ci sono mamma e papà…..
ecco, respiro, non è acqua,
chiudo gli occhi,
davanti a me solo la luce
un gran caldo,
io sono sempre stata buona,
perché l’inferno?
Perché, perché, perchè,
se non sapete rispondere
quell’inferno potrebbe
essere anche il vostro! 

( da una bambina qualunque, per non dimenticare)

Marisa Landini



Il pianto delle caramelle

Si bagnò di lacrime
quel pugno di caramelle.
Il desiderio, l’attesa
e al mattino
sotto il cuscino… Niente;
tra le pieghe
delle lenzuola… Nulla;
frenetica ricerca
di trovare quel che non c’era.
Poi, il pianto a dirotto
con singhiozzo struggente.
La befana mi aveva dimenticato,
non lo meritavo
ero un buono.
Babbo Natale
sarebbe stato più generoso,
ma allora per noi
non esisteva.
Poi, un angelo custode…
Come per incanto 
a piè del letto
sbucarono le caramelle
e il pianto si tramutò in gioia
forse, la befana tornò indietro
ricordandosi di me.
Erano gli anni del risveglio.

(Armando Mastrangelo)





FILI D’ERBA

Fili d’erba
due croci
una ciotola di legno
con piante essiccate
dopo anni fiori
nati dal nulla.
Sotto terra
i resti di chi
mi donò la vita.
L’amore m’avvolge
pace serenità nell’animo
loro mi abbracciano
l’amore è eterno.
fili d’erba
che Dio conosce
fili d’erba
che non muoiono.

(Gianni Vavassori)







GENNAIO

Il pettirosso
come ogni anno 
il primo di gennaio
mi è venuto a salutare.
Per mangiare
 la briciolina di panettone,
per augurarmi
 una salute buona,
per dirmi col suo:- Cip-cip
di non ascoltare il mondo;
dove c’è chi piange per una guerra,
chi invece la vuol fare;
chi è senza casa, chi ne ha tante,
ma nessuna ne vuole regalare;
chi è capace di amare
dal filo d’erba all’Everest,
chi invece il mondo 
sa solo inquinare.
Il pettirosso è andato via,
è rimasta una briciola di panettone…
L’anno prossimo
riuscirà a ritornare?

(Marisa Landini)





IL PRIMO GIORNO

Ho trovato un merlo
nero che mi cantava,
un pettirosso davanti a me
saltellava,
una foglia si è stesa
al mio passo,
una nuvola
ha guardato in basso,
un albero maestoso
ha allargatoi suoi rami,
il ciliegio le gemme già gonfie
mi ha fatto vedere,
una cagnolina 
mi ha fatto le feste,
un signore mi ha pagato
un caffè…
Cosa di più meraviglioso
il primo giorno dell’anno 
poteva accadere a me?

(Marisa Landini)




LIBRETTO

Quel nero libretto,
dove vedevo due mani
segnare ogni giorno
 quel pezzo di pane.
Nel ricordo due volti
pronti, mossi nel sorriso
anche nel lasciare
quel conto
per un altro mese
 o per cancellarlo
del tutto….
Tutti passati da lì
come se fosse il “libretto”
un accesso al futuro.
Quei nomi ancora 
potrebbero uscire
da pagine gialle
sgualcite,
quelle persone ritrovarsi
davanti ad un bancone
dove tra profumo
di pane
passava profumo di vita…
Ancora tre gradini,
una porta a vetri
trasparente automatica
per andare di là,
aspettare il momento:
il libretto nero è aperto!

(Marisa Landini)





NATALE CON UN ANGELO


Arrivai in pediatria
per darle da mangiare,
vidi una piccola bimba
con il corpo martoriato, bruciato,
era il frutto di chi l’aveva generata.
Mi misi in un angolo,
le lacrime scesero copiose,
invocai Dio.
Dopo mesi conquistammo
la sua fiducia.
Il giorno di Natale
alla Messa mattutina,
Lulù in braccio all’infermiera,
io vicino,
pregavo e mi beavo
di una figlia acquisita.
Un Natale speciale,
Natale con un angelo.

(Gianni Vavassori)




L’avvento


Scivola la primavera
La brezza muove i rami
che si sfiorano
Le foglie si accarezzano
I fiori si baciano
lasciando l’inebriante
profumo d’amore
In ogni aiuola
c’è l’innesto della fecondità
Nei nidi il cinguettio
copre il silenzio degli innocenti
I visi feriti dall’effimero
rifiutano lo specchio dell’anima
I cuori si disperdono
nell’arido deserto
Le bramose aspettative
rimangono incompiute
I sistemi voraci
si arrotolano su se stessi
Permangono nell’aria
le avvizzite idee
Giace nell’illusione
la ricerca del focolare
Vaga l’ape
alla rincorsa di un sorriso
Oltre, l’ululato del vento e,
il brillio dell’avvento.
(Armando Mastrangelo)




PALAZZO

Il quella calce
friabile è il tuo respiro.
In quel buio tenebroso
senza anima
turbata da quel silenzio
che mi grava mistero
la tua ombra nascondersi
nei tuoi antri
dalla luce del sole.
Nasce l'omertà
nascono nuove violenze,
dietro quei miserabili muri, 
fatti di chi sa e non parla
per un miscuglio di egoismo 
e di vanità misteriosa.

(Mauro Testoni)



      DONNA 2017

Bastò
un osso
una piatta costola
per farti donna
nuda,
di fianco ad un uomo
che forse non ti guardava.
Ti attirò un essere
colorato
iridescente
flessuoso
suadente,
prendesti quella mela,
per amore
ne donasti un poco
all’uomo
 anche lui la mangiò,
fu tua la colpa di tutto,
avevi peccato
tutta l’umanità
avevi condannato!
Scacciata
 umiliata
maltrattata,
vorresti toglierti
quella costola
ridarla indietro,
se la tenga pure quell’uomo
nel suo Paradiso Terrestre
rimanga solo,
io cellula femminile
unica
vagherò felice nell’aere!

(Marisa Landini)



IL  FUNERALE

Una lunga auto
argentata,
una foto
che guarda
da un finestrino,
un prete
le preghiere
qualche parola
qualche lacrima,
passa il funerale.
Si muovono al vento
le foglie rossicce
della vite del Canadà,
cadono in continuazione
per terra morte,
senza preghiere
o canti
lacrime o funzione.
Il loro tempo è passato
sono vissute nel verde,
sanno morire
nell’oro. 

(Marisa Landini)




TANTI GESU’  (S. Natale 2017) 


Quest’anno
saranno tanti i Gesù
che nasceranno 
a Betlemme:
un Gesù marocchino,
uno indiano,                          
un altro cinese
e uno bengalese,
uno arrivato in un barcone,
uno fuggito all’uragano,
uno trovato sotto le macerie,
uno dalla guerra salvato,
uno perché il Padre
ha voluto così.
Solo con tutti questi Gesù
si potrà parlare di pace,
 si potrà ancora cantare:
“Tu scendi dalle stelle”.
Solo con questi Gesù
ad ogni uomo
di buona volontà,
potrai dire
anche quest’anno
“Buon Natale”.

(Marisa Landini)




AUTUNNO

Io e l’autunno
ci siamo guardati
in faccia,
lui così orgoglioso
dei suoi ori
dei marroni strisciati
delle pennellate di rosso,
io riflessa
per riconoscere
qualcosa del tempo.
Nascosta dal biondo
fogliame
ho ritrovato quel tessuto
che si inoltrava
nel viso,
non scacciai l’autunno,
 me ne feci un amico.

(Marisa Landini)




ENFASI

      
Attraverso il mosaico
delle stagioni
pensa
al dipinto di quei giorni.

Le lacrime
dal sapore agrodolce
parlano
ama come tu vuoi, purché ami.

Gli occhi del mare
si rincorrono, ricercano
desiderio
di un nuovo paradigma.

Ciclica la fioritura
illumina il senso
ascolta
il silenzio delle rughe.

Amarsi è l’impresa
di ieri, di oggi, di domani
complicità
respira, il suo respiro.

Il deposito alluvionato
del sapere
vive
ritornano sempre le presenze.

Il giusto è tra di noi
infallibile
forse dietro l’oscurità
ma non trovi.

(Armando Mastrangelo)




Innamorarsi


Non ti ho visto più
ho tracciato quell’attimo
dentro le mie vene
scorre fino all’estremità
dei sogni, piene di emozioni.
Sei l’icona di quei momenti
rivedersi
il tempo non esiste più
si è fermato col sapore
delle tue labbra.
Quando quel momento riaffiora
continua il sorriso smagliante
delle condivisioni ammirate.
L’intesa del desiderio
di poterti incontrare
sfiora quel ballo di sguardi
le carezze di parole sussurrate
coi suoni dolci
che destano melodie romantiche.
Andare lontano con la voglia
nelle calde rive
con te col sensuale tuo profumo
tra le alte palme
che cercano sempre più luce
nei sentieri del vivere
senza nessuna ombra.
Incontriamoci tenerezza
sogniamo
quell’attimo esiste ancora
dentro di noi.

(Armando Mastrangelo)





FAMIGLIA

Come è bello
vedere
un uomo e una donna
spingere un passeggino
una carrozzina,
camminare leggeri
 su un marciapiede del grigio
dorme un bimbo sereno
un altro sorride
muovendo una manina,
vanno  in fretta
verso una casa
poche parole tra loro
le ombre si inteneriscono;
come sono uguali
quell’uomo
quella donna che è mamma,
come si muove
così una piccola famiglia
nucleo del tempo
che si rinnova,
si chiudono delle finestre
rimane una luce.

(Marisa Landini)



ABBRACCIO

Vi fu l’abbraccio
non cercato
non voluto
avvenne
dieci secondi d’abbraccio
l’eterno non è eterno
senza dieci secondi
solo luce…
Tutto è rimasto lì
la corsia del tempo
è vuota,
le mani si sono fermate
tra quelle due persone
chiuse tra di loro
come in un guscio di noce.
La storia passava veloce
si fermava per concedere
l’abbraccio……..
Ora non posso retrocedere
ma ritrovare quell’abbraccio
è possibile,
mi basta chiudere gli occhi
lasciarmi andare.
Sorridere
sarà sempre possibile
in quel ricordo.

(Marisa Landini)

RIVISTA

Ti ho rivista,
tu, che incontrata
 un anno fa
con quel fazzoletto
in testa
un sorriso accennato
le occhiaie,
io che quasi
non ti avevo riconosciuta
incapace
di dirti:- Come stai
è un po’ che non ti vedo.
Incapace
anche di avvicinarmi,
quelle parole sussurrate
tra i banchi della chiesa
-E’ stata male, guardala!!!
Ma io ti ho rivista
amica mia,
i tuoi capelli ricci neri,
sfuggivano al viso,
le labbra disegnate di rosso,
quegli occhi neri così lucenti,
vicino a te, lui
alto anche lui riccio,
quella sua mano
sulle tue spalle
quel tuo girarti sempre
verso lui,
quel tuo canto in chiesa
così limpido….
Sei tornata,
è bello allungare ancora la mano
verso di te e dire:-
La pace sia con te!

(Marisa Landini)




“49”

Sfuggiti
tra le dita
fili sottili
passati su di un fuso
costruito
giorno per giorno
li abbiamo ritrovati
in quella coperta sdrucita
dove tante volte
ci siamo scaldati.
I nostri quarantanove anni
sono ancora bambini
quando ci prendiamo le mani
quelle piccole vere
ancora lucide di oro
ci dicono che forse
il tempo non è passato
che i figli
sono ancora là
a giocare nella loro stanzetta
e io e te sul divano
abbracciati
guardiamo la televisione.

(Marisa Landini)




LIBERTA'

Amo troppo la mia libertà,
sono come un gabbiano
inebriato dall'azzurro
del cielo e del mare.
Pronto ad affrontare ogni vento,
ogni tempesta, ogni emozione,
per sempre, finché la luce del sole
porti un po' di eternità.

(Mauro Testoni)



LABBRA SENZA SENSO

Sopra le tue labbra senza senso
sono rimaste parole d'amore.
Non mie, ma di un altro
non so se le tue parole
restano sospese nell'aria.
Labbra senza senso,
il tuo cognome è ''Amore''
avvolto da un semplice bacio,
che per un altro regnerà nella 
tua malinconica solitudine.

(Mauro Testoni)


ESTATE


Le sofferenze della primavera,
mentre abbellisce la natura
i suoi profumi,
evaporano con l’estate.
Il sole infuocato
asciuga le ferite
di un inverno
ormai lontano.
Il cielo blu
evapora al calore.
Le carezze calde del sole
tolgono ogni malinconia.
L’anima fa il pieno d’amore
e si bea di un caldo tepore.
Ancora lontane
le prime malinconie.

(Gianni Vavassori)




RONDINELLA

Volavi
tra l’aria
della chiesa
tra banco e banco
leggera
allegra rondinella nera,
eri tutta la chiesa
eri l’altare, le panche
le vetrate,
eri anche il colore
eri il suono armonico
 eri il canto
eri un quadro
dove le fiammelle
vivevano;
eri la croce
dove hai steso le braccia
ancora volando….
Così sei rimasta nell’aria,
non vi è attimo
in cui non ti si veda
ancora muoversi,
 parlare, cantare
sì, Raffaella
sei lì,
rondinella
vestita di nero
percorri lieve
il tuo passo,
ti fermi in ginocchio
a pregare……



(Marisa Landini)




SOLINGO CANTO NOTTURNO

S'è levato
improvviso
il cupo canto
del cuculo solingo.
Mentre brezze chete
spirano
grevi brume s'adagiano
sul paese assente.

(Mauro Testoni)




POTESSI

Se potessi
nell’inganno del tempo
riprendere le file di colore
lasciato sui pennelli
per ricominciare quel quadro
interrotto
con mani che non potevano
spostarsi a tracciare
attimi di quello che vedevo,
se potessi fermarmi 
su quei tasti del pianoforte
riprendere quelle note
dismesse
come un vestito andato
aprire la bocca 
per lasciare fuggire 
verso l’alto
ancora la mia voce,
se potessi
per un’ultima volta
volare verso l’alto
le braccia alzate
i piedi in punta,
se potessi,
non lascerei tutto
su di un bianco foglio
di ricordi,
ancora con una valigia
un trolley
potrei prendere un aereo
per volare.

(Marisa Landini)



RINASCERE


Ho visto una rosa appassire
ho visto una rosa piangere
ho sentito il suo profumo
svanire giorno dopo giorno
ho preso le sue lacrime
sul mio volto pieno di rughe
ho visto i miei occhi piangere
ho visto una rosa rinascere. 

(Gianni Vavassori)




SEDIA VUOTA

E' ancora vuota, quella sedia,
trasformata in ignorato trono
da folli autorità che tremano
per rifiutati messaggi di pace,
gridati con poesia ai quattro venti.
Doveva essere gloria personale
e di un popolo quell'ambito premio,
per cancellare gli orrori di un passato
ed invece una spessa ferrea grata
divide il semplice profeta dal mondo.
Strano atteggiamento nel titanico
monolito politico che inquadra
tutti come sudditi obbedienti,
scavalcando il progresso della ragione,
conquista dell'uomo d'oggi.
Forte involuzione storica che asciuga
i fiumi del progresso macchiati di sangue
versato da generazioni pronte a 
trasformare il colore della speranza
nella luminosità più trasparente.
S'è spezzato il calendario della storia
e la sua bandiera non è più spinta
dal vento della libertà giurata
nella lunga marcia, ma ammainata
su un trono dorato ancora vuoto.

(Antonio Lonardo)


        ABRAMO  (ad un Abramo )


Dove vai Abramo,
dov’è la tua Terra Promessa
è su una panchina
dove dormi abbandonato
col capello calato sugli occhi,
Abramo patriarca,
i tuoi capelli ricci
ormai bianchi
non richiamano
la voce del Signore:
-Ti farò Padre di molte genti-
Questo Abramo
nessuno lo vuole
la sua terra non è questa,
ha lasciato la sua:
foresta di piante
seni scoperti
pronti a darti latte
cieli dove non ci sono nuvole
quelle poche che ballano nell’azzurro
animali che sanno
d’essere vivi.
La tua Africa l’hanno
costretta nel sangue
 con mani bianche,
quelle stesse mani
che ora non ti vogliono Abramo.
Dormi Abramo e sogna
forse sentirai di nuovo
la voce del Signore.
Un giorno ti chiamerà
altra promessa
altra terra
solo per te.

(Marisa Landini)




Natura amena

Al muoversi dell’ora
il lago si veste
di verde foresta.
Spiritose farfalle colorate
giocano coi fiori
specchiandosi
nell’acqua cristallina.
Al mutare dell’orizzonte
il lago accarezza
due cuori che si stringono
nella piccola barca.
L’incanto e il gorgoglio
della cascatella
viene interrotto
da mani insane
cariche di armi.
Non seminate morte
godete l’armonia
naturale del lago
e respirate
il senso della vita.
L’attesa svanisce…
Oltre il lago
croci di uomini ignoti.

(Armando Mastrangelo)



UN NUOVO MARTIRE

    (GIULIO REGENI)



S’alza il sole
su questa terra millenaria
tra misteri e realtà
un’alba strana silenziosa
il fascino dell’antico Egitto.
Si sveglia la grande città
i rumori caotici
coprono l’orrore
un corpo martoriato
l’emblema del male.
Un nuovo martire tra le stelle
la sua sofferenza
ha messo le ali alla libertà
all’amore
agli ideali.
Non si recide un fiore
appena sbocciato
rinascerà più forte.

(Gianni Vavassori)



A N C O N A

Non ti fermare
sull’asfalto che corre
dove anche i pensieri
procedono a benzina,
lascia che il tuo sguardo
si alzi
e si trasformi in marmo,
solo allora vedrai Ancona.
E da quell’alto
il mondo scorrerà via
come qualcosa di inutile
e ti butterai
a capofitto nel mare
le braccia allargate
a volo d’angelo
sentirai tutti i profumi
diventerai leggera
e come schiuma bianca
sarai solo un’onda.

(Marisa Landini)




IL  CIPPO

L’ho trovato
in giro
ad un incrocio 
tra due strade
di terra,
a lato di un campo,
sotto una quercia,
accostato ad una piazza;
“cippi grigi”.
Quasi non ci si accorge
passa la gente,
qualcuno si ferma
nomi nella memoria
volti che non si conoscono.
Io li vedo,
li vedo sempre tutti,
li sento urlare
ordini e richiami
una parola “libertà”,
conosco i volti 
come sono uguali
quelli che lottano
per una causa giusta,
non contano le date
la resistenza è di sempre,
ancora le vostre voci
sono chiare
non devono rimanere 
ferme su quei cippi.
Ancora qualcuno biondo o pelato
o con la barba
vuole rubare
il pensiero sovrano
dell’uomo.
Ancora braccia si alzano
mani si muovono
urla risuonano,
andiamo davanti ad un “cippo”
inginocchiamoci
ricordiamo 
preghiamo
che ci vedano i giovani
per non farli scordare
per cantare ancora una volta:
“Una mattina mi son svegliato….”

(Marisa Landini)


Presenze

Un ruscello
non chiede perdono
ai sassi
essi sono felici
d’essere purificati.

Il sole
non chiede perdono
per svegliarti
e addormentarti.

I semi
non chiedono perdono
per germogliare
sono il cibo di domani.

Un neonato 
non chiede perdono
quando piange (e sorride)
è vita.

La luna
non chiede perdono
veglia su di te.

La mamma
non chiede perdono
ti ha sempre nel cuore.

Un fiore
non chiede perdono
guardando le stelle
fiorisce per te.

Un uomo
non chiede perdono
se schiaccia una formica
eppure la formica 
ha qualcuno che l’aspetta.

L’essere vivente
piccolo o grande che sia
è presente
l’uomo ha molto
da farsi perdonare.
               
(Armando Mastrangelo)



MISTERO

Da un piccolo monte
quell’acqua che scende,
mistero,
preghiere là
da una fonte
mistero,
se cerco nel cielo
un bianco di nube
vi trovo mistero,
un mandorlo fiorisce di nuovo
un ciliegio col bianco mi acceca,
le prode di giallo vestite,
la terra aperta all’aratro,
una croce in alto
a segnare
un  mistero.
Il mondo qui intorno
mistero, 
quell’uomo imperfetto
mistero,
in me quel mistero
divenuto vitale
divenuto preghiera
di venuto di nuovo
di erba
di fiori
di vita.
Al mattino,
la luna
rimane affacciata al sole
per ricordare il mistero
richiude il giorno una stella,
nel buio riappare
il “mistero”.

(Marisa Landini)





IMPROVVISO

Improvviso
quel suono 
di campane
risentito
come da bambina
la mano verso l’acqua
per lavare il viso,
la gioia di qualcosa
il pensiero tornato
la risata di un bimbo
sull’altalena,
si trasforma una croce
un bianco velo
nuvola veloce
dall’alto quel viso
quasi conosciuto:
è Risorto!

(Marisa Landini)

NICOLE

Sei arrivata,
ti ho preso
tra le braccia
e i battiti de mio cuore
hanno smosso
l’incredulità dell'attimo.
La felicità
è scoppiata
in un corpo
già ebbro d’amore.
Quando nasce un figlio
è la felicita immensa,
ma quando nasce una nipote
la felicità raddoppia le sue forze
poiché essa
è
figlia di tuo figlio.

(Gianni Vavassori)

NONNA CONSOLAZIONE     


Quando una madre muore
non muore realmente,
ma attraversa il cielo
con una scia luminosa.
L’eterno filo che ci lega a lei
non è un caso.
Nonna Consolazione
lascia il suo corpo,
aspetta poche ore:
nasce Cristopher
avvolge d’amore
madre e figlio
poi verso via,verso la Luce.

(Gianni Vavassori)





VICINO

Non ho bisogno
di cercare lontan
la primavera,
basta guardare
qui nel mio giardino
dove una viola
ha fatto capolino
dove un fafagello 
risplende nel suo giallo,
le margheritine
hanno iniziato un ballo,
Il pesco allegro 
tra le api fiorisce,
la borraggine 
gli azzurri fiori apre,
sul ciliegio
il primo fiore nasce
e cento e mille
e subito è una trina
che illumina la notte.
La primavera
è qui a me vicina
aspetto quella rondine
che mi venga a salutare,
aspetto quella nuvola
l’erba a dissetare,
la primavera ormai
 è con me,
la terrò qui,
non la farò scappare.

(Marisa Landini)



PRIMAVERA

Lascerò la cucina
senza pulirla,
un poco di briciole
sul tavolo
una pentola ai fornelli
dei piatti nel lavandino,
 anche il pavimento
con qualche macchia,
uscirò all’aperto
per guardare il ciliegio
tutto fiorito,
quelle violette
quasi nascoste,
le margherite
che biancheggiano nel verde
e la forsizia già tutta gialla,
 io lascerò la mia cucina
volerò fuori a piedi nudi
per incontrare la Primavera.

( Marisa Landini)






Il gioco

Lasciami non mi scocciare
doniamoci un ciao
anche un bacio,
vado al mare
a portare quel bambino 
che è in me.
Lasciami con la voglia
che ho di te
così ritorno a quei momenti
di sublime incarnazione.
Lasciami senza un pensiero
affinché possa ricordare
il meglio di te.
Lasciami il piacere
di ricominciare
col tuo profumo.
Attimo per attimo
intravedo tra le foglie
il tuo volto giulivo.
Mano nella mano
mi sussurravi i dolci
desideri consumati.
Nel vederti tra la folla
mi appare il tuo bel viso.
Tra gli alberi del bosco
il tuo sguardo d’intesa.
Il lago testimone della sete
tu mi dissetavi e il cuore si colmava.
Lasciami scoprire
ciò che non ho trovato.
Voglio riprendere a sognare
solo sognare… ma perché
i simili più o meno sono tutti uguali.
Ti sento vicino 
mi impregni del tuo umore,
non hai capito
sono innamorato di te.
Sai, non ti stordire
è stato un gioco,
sono andato in riva
per osservare
lo spumeggiante sorriso del mare.

(Armando Mastrangelo)