POESIE DEI NOSTRI AMICI PAG.2





A N C O N A

Non ti fermare
sull’asfalto che corre
dove anche i pensieri
procedono a benzina,
lascia che il tuo sguardo
si alzi
e si trasformi in marmo,
solo allora vedrai Ancona.
E da quell’alto
il mondo scorrerà via
come qualcosa di inutile
e ti butterai
a capofitto nel mare
le braccia allargate
a volo d’angelo
sentirai tutti i profumi
diventerai leggera
e come schiuma bianca
sarai solo un’onda.

(Marisa Landini)




IL  CIPPO

L’ho trovato
in giro
ad un incrocio 
tra due strade
di terra,
a lato di un campo,
sotto una quercia,
accostato ad una piazza;
“cippi grigi”.
Quasi non ci si accorge
passa la gente,
qualcuno si ferma
nomi nella memoria
volti che non si conoscono.
Io li vedo,
li vedo sempre tutti,
li sento urlare
ordini e richiami
una parola “libertà”,
conosco i volti 
come sono uguali
quelli che lottano
per una causa giusta,
non contano le date
la resistenza è di sempre,
ancora le vostre voci
sono chiare
non devono rimanere 
ferme su quei cippi.
Ancora qualcuno biondo o pelato
o con la barba
vuole rubare
il pensiero sovrano
dell’uomo.
Ancora braccia si alzano
mani si muovono
urla risuonano,
andiamo davanti ad un “cippo”
inginocchiamoci
ricordiamo 
preghiamo
che ci vedano i giovani
per non farli scordare
per cantare ancora una volta:
“Una mattina mi son svegliato….”

(Marisa Landini)


Presenze

Un ruscello
non chiede perdono
ai sassi
essi sono felici
d’essere purificati.

Il sole
non chiede perdono
per svegliarti
e addormentarti.

I semi
non chiedono perdono
per germogliare
sono il cibo di domani.

Un neonato 
non chiede perdono
quando piange (e sorride)
è vita.

La luna
non chiede perdono
veglia su di te.

La mamma
non chiede perdono
ti ha sempre nel cuore.

Un fiore
non chiede perdono
guardando le stelle
fiorisce per te.

Un uomo
non chiede perdono
se schiaccia una formica
eppure la formica 
ha qualcuno che l’aspetta.

L’essere vivente
piccolo o grande che sia
è presente
l’uomo ha molto
da farsi perdonare.
               
(Armando Mastrangelo)



MISTERO

Da un piccolo monte
quell’acqua che scende,
mistero,
preghiere là
da una fonte
mistero,
se cerco nel cielo
un bianco di nube
vi trovo mistero,
un mandorlo fiorisce di nuovo
un ciliegio col bianco mi acceca,
le prode di giallo vestite,
la terra aperta all’aratro,
una croce in alto
a segnare
un  mistero.
Il mondo qui intorno
mistero, 
quell’uomo imperfetto
mistero,
in me quel mistero
divenuto vitale
divenuto preghiera
di venuto di nuovo
di erba
di fiori
di vita.
Al mattino,
la luna
rimane affacciata al sole
per ricordare il mistero
richiude il giorno una stella,
nel buio riappare
il “mistero”.

(Marisa Landini)





IMPROVVISO

Improvviso
quel suono 
di campane
risentito
come da bambina
la mano verso l’acqua
per lavare il viso,
la gioia di qualcosa
il pensiero tornato
la risata di un bimbo
sull’altalena,
si trasforma una croce
un bianco velo
nuvola veloce
dall’alto quel viso
quasi conosciuto:
è Risorto!

(Marisa Landini)

NICOLE

Sei arrivata,
ti ho preso
tra le braccia
e i battiti de mio cuore
hanno smosso
l’incredulità dell'attimo.
La felicità
è scoppiata
in un corpo
già ebbro d’amore.
Quando nasce un figlio
è la felicita immensa,
ma quando nasce una nipote
la felicità raddoppia le sue forze
poiché essa
è
figlia di tuo figlio.

(Gianni Vavassori)

NONNA CONSOLAZIONE     


Quando una madre muore
non muore realmente,
ma attraversa il cielo
con una scia luminosa.
L’eterno filo che ci lega a lei
non è un caso.
Nonna Consolazione
lascia il suo corpo,
aspetta poche ore:
nasce Cristopher
avvolge d’amore
madre e figlio
poi verso via,verso la Luce.

(Gianni Vavassori)





VICINO

Non ho bisogno
di cercare lontan
la primavera,
basta guardare
qui nel mio giardino
dove una viola
ha fatto capolino
dove un fafagello 
risplende nel suo giallo,
le margheritine
hanno iniziato un ballo,
Il pesco allegro 
tra le api fiorisce,
la borraggine 
gli azzurri fiori apre,
sul ciliegio
il primo fiore nasce
e cento e mille
e subito è una trina
che illumina la notte.
La primavera
è qui a me vicina
aspetto quella rondine
che mi venga a salutare,
aspetto quella nuvola
l’erba a dissetare,
la primavera ormai
 è con me,
la terrò qui,
non la farò scappare.

(Marisa Landini)



PRIMAVERA

Lascerò la cucina
senza pulirla,
un poco di briciole
sul tavolo
una pentola ai fornelli
dei piatti nel lavandino,
 anche il pavimento
con qualche macchia,
uscirò all’aperto
per guardare il ciliegio
tutto fiorito,
quelle violette
quasi nascoste,
le margherite
che biancheggiano nel verde
e la forsizia già tutta gialla,
 io lascerò la mia cucina
volerò fuori a piedi nudi
per incontrare la Primavera.

( Marisa Landini)






Il gioco

Lasciami non mi scocciare
doniamoci un ciao
anche un bacio,
vado al mare
a portare quel bambino 
che è in me.
Lasciami con la voglia
che ho di te
così ritorno a quei momenti
di sublime incarnazione.
Lasciami senza un pensiero
affinché possa ricordare
il meglio di te.
Lasciami il piacere
di ricominciare
col tuo profumo.
Attimo per attimo
intravedo tra le foglie
il tuo volto giulivo.
Mano nella mano
mi sussurravi i dolci
desideri consumati.
Nel vederti tra la folla
mi appare il tuo bel viso.
Tra gli alberi del bosco
il tuo sguardo d’intesa.
Il lago testimone della sete
tu mi dissetavi e il cuore si colmava.
Lasciami scoprire
ciò che non ho trovato.
Voglio riprendere a sognare
solo sognare… ma perché
i simili più o meno sono tutti uguali.
Ti sento vicino 
mi impregni del tuo umore,
non hai capito
sono innamorato di te.
Sai, non ti stordire
è stato un gioco,
sono andato in riva
per osservare
lo spumeggiante sorriso del mare.

(Armando Mastrangelo)

Nessun commento:

Posta un commento