POESIE DEI NOSTRI AMICI PAG.2






TANTI GESU’  (S. Natale 2017) 


Quest’anno
saranno tanti i Gesù
che nasceranno 
a Betlemme:
un Gesù marocchino,
uno indiano,                          
un altro cinese
e uno bengalese,
uno arrivato in un barcone,
uno fuggito all’uragano,
uno trovato sotto le macerie,
uno dalla guerra salvato,
uno perché il Padre
ha voluto così.
Solo con tutti questi Gesù
si potrà parlare di pace,
 si potrà ancora cantare:
“Tu scendi dalle stelle”.
Solo con questi Gesù
ad ogni uomo
di buona volontà,
potrai dire
anche quest’anno
“Buon Natale”.

(Marisa Landini)




AUTUNNO

Io e l’autunno
ci siamo guardati
in faccia,
lui così orgoglioso
dei suoi ori
dei marroni strisciati
delle pennellate di rosso,
io riflessa
per riconoscere
qualcosa del tempo.
Nascosta dal biondo
fogliame
ho ritrovato quel tessuto
che si inoltrava
nel viso,
non scacciai l’autunno,
 me ne feci un amico.

(Marisa Landini)




ENFASI

      
Attraverso il mosaico
delle stagioni
pensa
al dipinto di quei giorni.

Le lacrime
dal sapore agrodolce
parlano
ama come tu vuoi, purché ami.

Gli occhi del mare
si rincorrono, ricercano
desiderio
di un nuovo paradigma.

Ciclica la fioritura
illumina il senso
ascolta
il silenzio delle rughe.

Amarsi è l’impresa
di ieri, di oggi, di domani
complicità
respira, il suo respiro.

Il deposito alluvionato
del sapere
vive
ritornano sempre le presenze.

Il giusto è tra di noi
infallibile
forse dietro l’oscurità
ma non trovi.

(Armando Mastrangelo)




Innamorarsi


Non ti ho visto più
ho tracciato quell’attimo
dentro le mie vene
scorre fino all’estremità
dei sogni, piene di emozioni.
Sei l’icona di quei momenti
rivedersi
il tempo non esiste più
si è fermato col sapore
delle tue labbra.
Quando quel momento riaffiora
continua il sorriso smagliante
delle condivisioni ammirate.
L’intesa del desiderio
di poterti incontrare
sfiora quel ballo di sguardi
le carezze di parole sussurrate
coi suoni dolci
che destano melodie romantiche.
Andare lontano con la voglia
nelle calde rive
con te col sensuale tuo profumo
tra le alte palme
che cercano sempre più luce
nei sentieri del vivere
senza nessuna ombra.
Incontriamoci tenerezza
sogniamo
quell’attimo esiste ancora
dentro di noi.

(Armando Mastrangelo)





FAMIGLIA

Come è bello
vedere
un uomo e una donna
spingere un passeggino
una carrozzina,
camminare leggeri
 su un marciapiede del grigio
dorme un bimbo sereno
un altro sorride
muovendo una manina,
vanno  in fretta
verso una casa
poche parole tra loro
le ombre si inteneriscono;
come sono uguali
quell’uomo
quella donna che è mamma,
come si muove
così una piccola famiglia
nucleo del tempo
che si rinnova,
si chiudono delle finestre
rimane una luce.

(Marisa Landini)



ABBRACCIO

Vi fu l’abbraccio
non cercato
non voluto
avvenne
dieci secondi d’abbraccio
l’eterno non è eterno
senza dieci secondi
solo luce…
Tutto è rimasto lì
la corsia del tempo
è vuota,
le mani si sono fermate
tra quelle due persone
chiuse tra di loro
come in un guscio di noce.
La storia passava veloce
si fermava per concedere
l’abbraccio……..
Ora non posso retrocedere
ma ritrovare quell’abbraccio
è possibile,
mi basta chiudere gli occhi
lasciarmi andare.
Sorridere
sarà sempre possibile
in quel ricordo.

(Marisa Landini)

RIVISTA

Ti ho rivista,
tu, che incontrata
 un anno fa
con quel fazzoletto
in testa
un sorriso accennato
le occhiaie,
io che quasi
non ti avevo riconosciuta
incapace
di dirti:- Come stai
è un po’ che non ti vedo.
Incapace
anche di avvicinarmi,
quelle parole sussurrate
tra i banchi della chiesa
-E’ stata male, guardala!!!
Ma io ti ho rivista
amica mia,
i tuoi capelli ricci neri,
sfuggivano al viso,
le labbra disegnate di rosso,
quegli occhi neri così lucenti,
vicino a te, lui
alto anche lui riccio,
quella sua mano
sulle tue spalle
quel tuo girarti sempre
verso lui,
quel tuo canto in chiesa
così limpido….
Sei tornata,
è bello allungare ancora la mano
verso di te e dire:-
La pace sia con te!

(Marisa Landini)




“49”

Sfuggiti
tra le dita
fili sottili
passati su di un fuso
costruito
giorno per giorno
li abbiamo ritrovati
in quella coperta sdrucita
dove tante volte
ci siamo scaldati.
I nostri quarantanove anni
sono ancora bambini
quando ci prendiamo le mani
quelle piccole vere
ancora lucide di oro
ci dicono che forse
il tempo non è passato
che i figli
sono ancora là
a giocare nella loro stanzetta
e io e te sul divano
abbracciati
guardiamo la televisione.

(Marisa Landini)




LIBERTA'

Amo troppo la mia libertà,
sono come un gabbiano
inebriato dall'azzurro
del cielo e del mare.
Pronto ad affrontare ogni vento,
ogni tempesta, ogni emozione,
per sempre, finché la luce del sole
porti un po' di eternità.

(Mauro Testoni)



LABBRA SENZA SENSO

Sopra le tue labbra senza senso
sono rimaste parole d'amore.
Non mie, ma di un altro
non so se le tue parole
restano sospese nell'aria.
Labbra senza senso,
il tuo cognome è ''Amore''
avvolto da un semplice bacio,
che per un altro regnerà nella 
tua malinconica solitudine.

(Mauro Testoni)


ESTATE


Le sofferenze della primavera,
mentre abbellisce la natura
i suoi profumi,
evaporano con l’estate.
Il sole infuocato
asciuga le ferite
di un inverno
ormai lontano.
Il cielo blu
evapora al calore.
Le carezze calde del sole
tolgono ogni malinconia.
L’anima fa il pieno d’amore
e si bea di un caldo tepore.
Ancora lontane
le prime malinconie.

(Gianni Vavassori)




RONDINELLA

Volavi
tra l’aria
della chiesa
tra banco e banco
leggera
allegra rondinella nera,
eri tutta la chiesa
eri l’altare, le panche
le vetrate,
eri anche il colore
eri il suono armonico
 eri il canto
eri un quadro
dove le fiammelle
vivevano;
eri la croce
dove hai steso le braccia
ancora volando….
Così sei rimasta nell’aria,
non vi è attimo
in cui non ti si veda
ancora muoversi,
 parlare, cantare
sì, Raffaella
sei lì,
rondinella
vestita di nero
percorri lieve
il tuo passo,
ti fermi in ginocchio
a pregare……



(Marisa Landini)




SOLINGO CANTO NOTTURNO

S'è levato
improvviso
il cupo canto
del cuculo solingo.
Mentre brezze chete
spirano
grevi brume s'adagiano
sul paese assente.

(Mauro Testoni)




POTESSI

Se potessi
nell’inganno del tempo
riprendere le file di colore
lasciato sui pennelli
per ricominciare quel quadro
interrotto
con mani che non potevano
spostarsi a tracciare
attimi di quello che vedevo,
se potessi fermarmi 
su quei tasti del pianoforte
riprendere quelle note
dismesse
come un vestito andato
aprire la bocca 
per lasciare fuggire 
verso l’alto
ancora la mia voce,
se potessi
per un’ultima volta
volare verso l’alto
le braccia alzate
i piedi in punta,
se potessi,
non lascerei tutto
su di un bianco foglio
di ricordi,
ancora con una valigia
un trolley
potrei prendere un aereo
per volare.

(Marisa Landini)



RINASCERE


Ho visto una rosa appassire
ho visto una rosa piangere
ho sentito il suo profumo
svanire giorno dopo giorno
ho preso le sue lacrime
sul mio volto pieno di rughe
ho visto i miei occhi piangere
ho visto una rosa rinascere. 

(Gianni Vavassori)




SEDIA VUOTA

E' ancora vuota, quella sedia,
trasformata in ignorato trono
da folli autorità che tremano
per rifiutati messaggi di pace,
gridati con poesia ai quattro venti.
Doveva essere gloria personale
e di un popolo quell'ambito premio,
per cancellare gli orrori di un passato
ed invece una spessa ferrea grata
divide il semplice profeta dal mondo.
Strano atteggiamento nel titanico
monolito politico che inquadra
tutti come sudditi obbedienti,
scavalcando il progresso della ragione,
conquista dell'uomo d'oggi.
Forte involuzione storica che asciuga
i fiumi del progresso macchiati di sangue
versato da generazioni pronte a 
trasformare il colore della speranza
nella luminosità più trasparente.
S'è spezzato il calendario della storia
e la sua bandiera non è più spinta
dal vento della libertà giurata
nella lunga marcia, ma ammainata
su un trono dorato ancora vuoto.

(Antonio Lonardo)


        ABRAMO  (ad un Abramo )


Dove vai Abramo,
dov’è la tua Terra Promessa
è su una panchina
dove dormi abbandonato
col capello calato sugli occhi,
Abramo patriarca,
i tuoi capelli ricci
ormai bianchi
non richiamano
la voce del Signore:
-Ti farò Padre di molte genti-
Questo Abramo
nessuno lo vuole
la sua terra non è questa,
ha lasciato la sua:
foresta di piante
seni scoperti
pronti a darti latte
cieli dove non ci sono nuvole
quelle poche che ballano nell’azzurro
animali che sanno
d’essere vivi.
La tua Africa l’hanno
costretta nel sangue
 con mani bianche,
quelle stesse mani
che ora non ti vogliono Abramo.
Dormi Abramo e sogna
forse sentirai di nuovo
la voce del Signore.
Un giorno ti chiamerà
altra promessa
altra terra
solo per te.

(Marisa Landini)




Natura amena

Al muoversi dell’ora
il lago si veste
di verde foresta.
Spiritose farfalle colorate
giocano coi fiori
specchiandosi
nell’acqua cristallina.
Al mutare dell’orizzonte
il lago accarezza
due cuori che si stringono
nella piccola barca.
L’incanto e il gorgoglio
della cascatella
viene interrotto
da mani insane
cariche di armi.
Non seminate morte
godete l’armonia
naturale del lago
e respirate
il senso della vita.
L’attesa svanisce…
Oltre il lago
croci di uomini ignoti.

(Armando Mastrangelo)



UN NUOVO MARTIRE

    (GIULIO REGENI)



S’alza il sole
su questa terra millenaria
tra misteri e realtà
un’alba strana silenziosa
il fascino dell’antico Egitto.
Si sveglia la grande città
i rumori caotici
coprono l’orrore
un corpo martoriato
l’emblema del male.
Un nuovo martire tra le stelle
la sua sofferenza
ha messo le ali alla libertà
all’amore
agli ideali.
Non si recide un fiore
appena sbocciato
rinascerà più forte.

(Gianni Vavassori)



A N C O N A

Non ti fermare
sull’asfalto che corre
dove anche i pensieri
procedono a benzina,
lascia che il tuo sguardo
si alzi
e si trasformi in marmo,
solo allora vedrai Ancona.
E da quell’alto
il mondo scorrerà via
come qualcosa di inutile
e ti butterai
a capofitto nel mare
le braccia allargate
a volo d’angelo
sentirai tutti i profumi
diventerai leggera
e come schiuma bianca
sarai solo un’onda.

(Marisa Landini)




IL  CIPPO

L’ho trovato
in giro
ad un incrocio 
tra due strade
di terra,
a lato di un campo,
sotto una quercia,
accostato ad una piazza;
“cippi grigi”.
Quasi non ci si accorge
passa la gente,
qualcuno si ferma
nomi nella memoria
volti che non si conoscono.
Io li vedo,
li vedo sempre tutti,
li sento urlare
ordini e richiami
una parola “libertà”,
conosco i volti 
come sono uguali
quelli che lottano
per una causa giusta,
non contano le date
la resistenza è di sempre,
ancora le vostre voci
sono chiare
non devono rimanere 
ferme su quei cippi.
Ancora qualcuno biondo o pelato
o con la barba
vuole rubare
il pensiero sovrano
dell’uomo.
Ancora braccia si alzano
mani si muovono
urla risuonano,
andiamo davanti ad un “cippo”
inginocchiamoci
ricordiamo 
preghiamo
che ci vedano i giovani
per non farli scordare
per cantare ancora una volta:
“Una mattina mi son svegliato….”

(Marisa Landini)


Presenze

Un ruscello
non chiede perdono
ai sassi
essi sono felici
d’essere purificati.

Il sole
non chiede perdono
per svegliarti
e addormentarti.

I semi
non chiedono perdono
per germogliare
sono il cibo di domani.

Un neonato 
non chiede perdono
quando piange (e sorride)
è vita.

La luna
non chiede perdono
veglia su di te.

La mamma
non chiede perdono
ti ha sempre nel cuore.

Un fiore
non chiede perdono
guardando le stelle
fiorisce per te.

Un uomo
non chiede perdono
se schiaccia una formica
eppure la formica 
ha qualcuno che l’aspetta.

L’essere vivente
piccolo o grande che sia
è presente
l’uomo ha molto
da farsi perdonare.
               
(Armando Mastrangelo)



MISTERO

Da un piccolo monte
quell’acqua che scende,
mistero,
preghiere là
da una fonte
mistero,
se cerco nel cielo
un bianco di nube
vi trovo mistero,
un mandorlo fiorisce di nuovo
un ciliegio col bianco mi acceca,
le prode di giallo vestite,
la terra aperta all’aratro,
una croce in alto
a segnare
un  mistero.
Il mondo qui intorno
mistero, 
quell’uomo imperfetto
mistero,
in me quel mistero
divenuto vitale
divenuto preghiera
di venuto di nuovo
di erba
di fiori
di vita.
Al mattino,
la luna
rimane affacciata al sole
per ricordare il mistero
richiude il giorno una stella,
nel buio riappare
il “mistero”.

(Marisa Landini)





IMPROVVISO

Improvviso
quel suono 
di campane
risentito
come da bambina
la mano verso l’acqua
per lavare il viso,
la gioia di qualcosa
il pensiero tornato
la risata di un bimbo
sull’altalena,
si trasforma una croce
un bianco velo
nuvola veloce
dall’alto quel viso
quasi conosciuto:
è Risorto!

(Marisa Landini)

NICOLE

Sei arrivata,
ti ho preso
tra le braccia
e i battiti de mio cuore
hanno smosso
l’incredulità dell'attimo.
La felicità
è scoppiata
in un corpo
già ebbro d’amore.
Quando nasce un figlio
è la felicita immensa,
ma quando nasce una nipote
la felicità raddoppia le sue forze
poiché essa
è
figlia di tuo figlio.

(Gianni Vavassori)

NONNA CONSOLAZIONE     


Quando una madre muore
non muore realmente,
ma attraversa il cielo
con una scia luminosa.
L’eterno filo che ci lega a lei
non è un caso.
Nonna Consolazione
lascia il suo corpo,
aspetta poche ore:
nasce Cristopher
avvolge d’amore
madre e figlio
poi verso via,verso la Luce.

(Gianni Vavassori)





VICINO

Non ho bisogno
di cercare lontan
la primavera,
basta guardare
qui nel mio giardino
dove una viola
ha fatto capolino
dove un fafagello 
risplende nel suo giallo,
le margheritine
hanno iniziato un ballo,
Il pesco allegro 
tra le api fiorisce,
la borraggine 
gli azzurri fiori apre,
sul ciliegio
il primo fiore nasce
e cento e mille
e subito è una trina
che illumina la notte.
La primavera
è qui a me vicina
aspetto quella rondine
che mi venga a salutare,
aspetto quella nuvola
l’erba a dissetare,
la primavera ormai
 è con me,
la terrò qui,
non la farò scappare.

(Marisa Landini)



PRIMAVERA

Lascerò la cucina
senza pulirla,
un poco di briciole
sul tavolo
una pentola ai fornelli
dei piatti nel lavandino,
 anche il pavimento
con qualche macchia,
uscirò all’aperto
per guardare il ciliegio
tutto fiorito,
quelle violette
quasi nascoste,
le margherite
che biancheggiano nel verde
e la forsizia già tutta gialla,
 io lascerò la mia cucina
volerò fuori a piedi nudi
per incontrare la Primavera.

( Marisa Landini)






Il gioco

Lasciami non mi scocciare
doniamoci un ciao
anche un bacio,
vado al mare
a portare quel bambino 
che è in me.
Lasciami con la voglia
che ho di te
così ritorno a quei momenti
di sublime incarnazione.
Lasciami senza un pensiero
affinché possa ricordare
il meglio di te.
Lasciami il piacere
di ricominciare
col tuo profumo.
Attimo per attimo
intravedo tra le foglie
il tuo volto giulivo.
Mano nella mano
mi sussurravi i dolci
desideri consumati.
Nel vederti tra la folla
mi appare il tuo bel viso.
Tra gli alberi del bosco
il tuo sguardo d’intesa.
Il lago testimone della sete
tu mi dissetavi e il cuore si colmava.
Lasciami scoprire
ciò che non ho trovato.
Voglio riprendere a sognare
solo sognare… ma perché
i simili più o meno sono tutti uguali.
Ti sento vicino 
mi impregni del tuo umore,
non hai capito
sono innamorato di te.
Sai, non ti stordire
è stato un gioco,
sono andato in riva
per osservare
lo spumeggiante sorriso del mare.

(Armando Mastrangelo)

Nessun commento:

Posta un commento